Lettere dalla Merica – n.2/2025 – L’abolizione del programma DEI (Diversity Equity Inclusion).

Tra i  decreti esecutivi mitragliati da Trump il 20 gennaio.

Paolo Giacomoni

Una decisione autoritaria non è un atto necessariamente fascista. Nemmeno una decisone stupida è una decisione necessariamente fascista. 

E il promulgare una legge simultaneamente autoritaria e stupida non è un’azione necessariamente fascista.

L’essenza del fascismo è nascosta nelle pieghe della mentalità ad un tempo vile e prepotente di un potere esecutivo becero, che incoraggia il comportamento deteriore dei cittadini promettendo ricompense per i vigliacchi.

Con i numerosi decreti esecutivi mitragliati il 20 gennaio scorso, Trump manteneva le sue promesse elettorali anche se, così facendo, in certi casi violava apertamente la legge, in altri soggiaceva ai suoi desideri ignobili di vendetta, ovunque diffondeva informazioni false, e arrivava perfino a pronunciare aperte minacce contro i suoi oppositori e a manifestare evidenti sentimenti razzisti.

Era, questo, un comportamento fascista ?

A prima vista è più il comportamento di un malato mentale, ma per snidare l’indizio di volontà di fascismo bisogna guardare i dettagli.

Il diavolo, mi dicevano quando andavo al catechismo, si nasconde nei dettagli. Vediamo.

Uno dei tanti decreti esecutivi di cui Trump ci ha fatto beneficiare il 20 gennaio, riguardava l’interruzione dei programmi mirati a favorire l’assunzione negli uffici federali, di cittadini meno favoriti, il cosiddetto programma DEI (Diversity Equity Inclusion).

Come misura immediata per mettere in pratica le direttive del decreto esecutivo, l’Ufficio dell’Amministrazione del Personale (Office of Personnel Managemnent – OPM) ha mandato il 21 gennaio 2025 a tutte le agenzie federali una circolare (allegata) con cui si ordina a dette agenzie di por fine ad ogni iniziativa relativa al programma DEI.

In aggiunta, agli impiegati federali che fossero a conoscenza di cambiamenti avvenuti dopo il 5 novembre 2024, cambiamenti relativi alla descrizione di un contratto o di un profilo professionale nel quadro del programma DEI e intesi a occultarne lo scopo, la circolare intima l’ordine di denunciare i fatti e le circostanze all’OPM entro dieci giorni, nel qual caso non ci saranno consequenze, mentre si possono rischiare perniciose conseguenze se tali cambiamenti non vengono denunciati entro i dieci giorni prescritti.

Si deve notare che la circolare non dà quest’ordine ai direttori degli uffici federali, ma lo dà a tutti gli impiegati in questi uffici.

Ecco, la circolare qui sopra ricordata è un esempio dello squallido animo fascista che abita Trump e la sua ciurma : sono arrivati a dare apertamente l’ordine di mettere in pratica la delazione, con minacce fumose rivolte a chi rifiutasse di far la spia…bel modo per rendere tutti perseguibili anche senza avere i mezzi per accertarsi se quelli che non hanno « parlato » in realtà « sapevano ».

Il primo risultato ottenuto è che la inbox di DEIAtruth@opm.gov, l’indirizzo dell’OPM a cui bisogna indirizzare le delazioni, è stato inondata da innumerevoli mail balzane, fasulle, bufaline, grottesche, ridicole e insultanti, segno che perlomeno negli uffici federali si resiste, per il momento, all’invito di denunciare il collega preso di mira dal potere politico.    

   

               

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