Bob Dylan

Thimothèe Chalamet in “A complete unknown” di James Mangold

FB 9.2 2025

Ho visto A complete unknown al cinema, versione sottotitolata, a cui nessuno, credo, della mia generazione può restare indifferente.

Mi sono confermato la vaga antipatia che penso di avere sempre avuto per Bob Dylan. Ma quasi tutte le ragioni della sua “stronzaggine” (così la chiama Giovanni Ansaldo nella sua efficace recensione su Internazionale https://www.internazionale.it/notizie/giovanni-ansaldo/2025/01/28/bob-dylan-film-recensione) sono quelle che mi fanno dire che è stato meraviglioso che il ‘900 si sia allungato fino al 2014 per mettere in sicurezza (con il Nobel) l’aver covato tra i suoi alfieri di diversità, riottaggine, antidivismo, una forma di libertà, una speranza collettiva, un’idea dell’America, che difficilmente questa America ci ridarà.

Magnifico Thimothèe Chalamet.

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