Die Zeit è un settimanale tedesco fondato ad Amburgo nel 1946 che tuttora vende mila copie a numero. Orientamento di centrosinistra progressista, non legato specificatamente a partiti. Letto dal mondo intellettuale e dalla classe dirigente. Lo dirige dal 2004 Giovanni Di Lorenzo, un giornalista italiano di nascita e di padre; e tedesco da parte di madre, che ha studiato nelle scuole tedesche di Roma e svolto la sua carriera professionale in Germania con importanti testate. Ha 66 anni e gode di ottima reputazione.

Invitato da Lilli Gruber a Otto e mezzo (la 7) ha smorzato le sciabolate polemiche quasi sempre contro qualcuno di Marco Travaglio ma anche lo schematismo d’origine in generale dei giornalisti di sinistra come Lilli Gruber che si semplificano la vita accettando la polarizzazione di ogni cosa.
Nel senso che ha spiegato pacatamente che AFD non va considerato un partito neonazista.
Pur avendo tutti i caratteri della nuova destra nazionalista che emerge e si consolida in Europa.
Ha dunque spiegato i diversi fattori di erosione del voto moderato a suo vantaggio dovuta alle difficoltà economiche e al contraccolpo sociale della politica migratoria fatta dalla Germania e, in un certo senso, vagheggiando la Germania di trenta, quaranta anni fa che affermava autorevolezza economica, tecnologica e politica in Europa fino a ottenere dall’Europa, senza negoziati alla caduta del muro di Berlino, l’annessione della parte est dominata dai comunisti dalla fine della guerra.
Aiuta l’approfondimento che il settimanale 7 del Corriere della Sera (ricostruzione di Mara Gergolet) fa della figura della leader della partito accreditato ormai come secondo partito del Paese, dato come certamente superiore al 20% dei suffragi.

Alice Elisabeth Weidel è la co-presidente del partito di estrema destra Alternativa per la Germania insieme a Tino Chrupalla dal giugno 2022. Dal 2017 è capogruppo di AfD al Bundestag insieme ad Alexander Gauland. È stata leader dell’opposizione dal 2017 al 2021. Ha 49 anni. È dichiaratamente lesbica, con moglie srilankese immigrata e due figli adottati, considerata di appartenenza borghese e con una estetica personale, sociale e di linguaggi che va trattata come un puntuto tradizionalismo, ma che tende a non somigliare al carattere pendolare tra elementi piccoloborghesi e populisti dei fascisti e dei nazisti in Europa.
Limiterei qui l’annotazione, perché va tutto meglio approfondito.
Ma nell’imminenza del voto in Germania questo episodio – senza spostare di una virgola la nostra diffidenza per ciò che AFD rappresenta per la Germania e per l’Europa – induce a stare attenti a come formuliamo apparentamenti e somiglianze politiche in Europa (pari a come anni fa si tendeva a trattare come soggetti omologabili fascisti italiani, franchisti spagnoli e nazisti tedeschi).
Ora ci risiamo, in un quadro di insorgenze che hanno anche risvolto più globali.
A maggior ragione servirebbe che i nostri media non si limitassero all’aria che ti tira, ma che lavorassero di più di indagine e di interpretazione.
Nota per FB / 19.2.2025 h. 21.20