Propaganda e fake news

(3.8.18) – Da alcuni anni vedo – dal mio punto di osservazione rappresentato dal coordinamento della comunicazione dei governi e delle istituzioni europee che ha segretariato presso il Consiglio UE – uno spostamento di energie e risorse notevolissime dei governi nordici (e soprattutto inglesi, scandinavi e baltici) verso il contrasto della propaganda e delle fake news e una certa critica verso i paesi del sud che, a loro avviso, nicchiano o pigroneggiano su questo fronte. Naturalmente quel contrasto è orientato da una parte contro i russi e dall’altra contro i terrorismi.

Si è cominciato a capire di recente che l’Italia avrebbe potuto trasformarsi in un terreno di iniziativa, ma non quella auspicata dagli inglesi ma esattamente al contrario. Non mi dilungo su notizie di cronaca ora belle chiare, oggi per esempio sulla prima pagina del Corriere (1). Ma diciamo che il tema era nell’aria e sta prendendo corpo, soprattutto – a parte la questione “russa” – per la modalità dei nuovi Inquilini di concepire quella che chiamano “comunicazione politica” mentre è sfuggito loro che i manuali del settore non sono più quelli dell’anteguerra.

Mentre scrivo, sento a Radioradicale una breve intervista all’on. Anzaldi che mi fa capire che oggi il sistema politico ha percepito il cambio di scenario in cui si vanno collocando molte cose che sembravano confuse, tra cui anche il braccio di ferro sui vertici della Rai (2).

(1) https://www.corriere.it/politica/18_agosto_03/notte-dell-allarme-quirinale-cc730a66-9692-11e8-8193-b4632fd4d653.shtml

(2) https://www.radioradicale.it/scheda/548533/la-fabbrica-dei-troll-contro-il-presidente-sergio-mattarella-dopo-il-no-a-paolo-savona

 

 

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