Il dilemma del re dell’Epiro. Album delle figurine n. 30, domenica 12 agosto 2018.

A pagina 101 del libro-intervista “Il dilemma del re dell’Epiro” è scritto:

Quando scrissi il mio manuale per il corso parallelo a quello di comunicazione pubblica che ho tenuto in questi anni all’Università IULM, cioè quello di Politiche pubbliche per le comunicazioni (la vocale finale cambia totalmente scenari e problemi), per altro fatto di tanti contributi specialistici, andai a trovare nel suo bellissimo studio a Firenze il professor Enzo Cheli a cui chiesi la prefazione e che mi intrattenne su ciò che avrebbe poi scritto: l’alleanza tra lobbying di impresa e forze politiche nel disegnare un sistema normativo nei vari comparti dei media che per troppo tempo e troppo a lungo ha mantenuto norme separate (radio, televisione, editoria, pubblicità, ICT, telecomunicazioni, eccetera) per favorire la rendita di posizione di pochi, settore per settore. Mentre lo scenario tecnologico, produttivo e dei consumi stessi andava maturando processi di sintesi e di integrazione che oggi hanno come evidente epicentro la telefonia mobile, in tanti anni non si volle prendere sul serio questo andamento e per paura di cambiare, di investire, di alzare la posta della competitività, si sono mantenute realtà separate che hanno a poco a poco messo l’Italia fuori gioco come paese produttore facendola diventare soprattutto un campione di consumi”.

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“Politiche pubbliche per le comunicazioni” ( ETAS-Rizzoli, 2010).

Con Enzo Cheli, un’amicizia nata in Rai, quando era consigliere di amministrazione (1977-1980); consolidata nella realizzazione del rapporto sui profili costituzionali e organizzativi del rilancio delle funzioni di comunicazione pubblica, redatto (noi due, insieme a Nadio Delai, nel 1984 per la Presidenza del Consiglio dei Ministri); e ancora in tante vicende istituzionali, politiche (con il legame di Mondoperaio), culturali e universitarie tra cui l’esperienza del Consiglio superiore delle comunicazioni, dal 2008 al 2010, con la sua presidenza.

Qui in anni più recenti in occasione di una sua conferenza presso la mia università, lo IULM a Milano.

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