Il dilemma del re dell’Epiro. Album delle figurine n. 31, Lunedi 13 agosto 2018.

A pagina 103 del libro-intervista “Il dilemma del re dell’Epiro” è scritto:

“Giusto fu immaginare e realizzare una Autorità di controllo e garanzia per le comunicazioni. Ma tutta questa architettura istituzionale non riuscì ad avere uno snodo snello di visione e di regia generale delle politiche che forse avrebbe dovuto continuare a risiedere a Palazzo Chigi, dal momento che molte altre competenze erano parte del problema (dall’Industria alla Ricerca scientifica, per citare le più evidenti) e da cui il negoziato, anche “tecnico” con il sistema di impresa, sarebbe stato più autorevole. Da quando poi la compressione delle competenze istituzionali porta (progetto Bassanini, al tempo del suo ruolo di sottosegretario alla Presidenza nel governo D’Alema) il declassamento del Ministero delle Comunicazioni a semplice Sottosegretariato, la questione si rende ancora più evidente. Nella esperienza che ebbi (dal 2008 al 2010) come membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni (per nomina dell’allora ministro Paolo Gentiloni), malgrado l’autorevolezza della presidenza di quel Consiglio esercitata dal prof. Enzo Cheli, che era stato il primo presidente dell’AGCOM, non si riuscì a trovare un punto di vero equilibrio tra la velocità dei processi di cambiamento globale e il modo tutto italiano di tenere al ribasso sia il ruolo delle istituzioni sia quello della concertazione con gli interessi in campo. Insomma l’aumma-aumma è prevalso su grandi disegni, più europei, più competitivi, più indipendenti dai partiti, più gestiti con autorevole e complessiva competenza”.

Foto
Paolo Gentiloni e Enzo Cheli, in foto diverse con il presidente Sergio Mattarella

La copertina di “Un’altra idea di questo Stato – Dieci anni tra istituzioni e comunicazione“, scritto nel 1995 per Costa&Nolan, in cui il tema della regia delle politiche per le comunicazioni necessaria per superare il lobbismo delle leggi separate comincia a delinearsi.

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