Presentato e discusso “Libertà di parola e pratica di odio” di Carlo Penco. Con Anna Catasta, Claudia Bianchi, Fabio Tamburini e Stefano Rolando.


Milano – 17 giugno 2026.
Presentato e discusso ieri sera al Circolo Centro Studi “Emilio Caldara” il saggio di Carlo Penco “Libertà di parola e pratica di odio”, edito dalla casa editrice Erga di Genova, in un panel e introdotto e moderato da Anna Catasta, vicepresidente del Caldara. Lo stesso autore, docente di comunicazione e cultura dei linguaggi all’Università di Genova, ha collocato il contenuto di questo testo in un percorso di ricerca che riguarda fenomenologia e conseguenze del processo di rivoluzione digitale in atto da anni e ora in grande ulteriore trasformazione nel quadro di potere che va esercitando la crescita di ruolo dell’Intelligenza Artificiale. Un percorso che ha alle spalle cinque testi (Fatti alternativi, Pizzagate, Complotti, Pandemia e Algoritmi e come prossima realizzazione editoriale il saggio Inganni). La tecnica editoriale prevede il frequente uso di applicazioni di VCode che rinvia a documenti filmati che corredano fonti e testimonianze attorno alle argomentazioni.
L’intera collana prende il nome “Il lato oscuro del discorso” e si colloca in una centralità di analisi di Filosofia del linguaggio con confini solcati in molte direzioni: storia, scienze politiche, sociologia, economia, scienze delle finanze, scienze politiche. Dunque, un contributo teso ad individuare oscurità e rischi di sistema che si colloca nella necessità di creare condizioni di informazione adeguata e più ampia responsabilizzazione.
Hanno accolto l’invito a valutare aspetti di questa doppia sfida (spiegazione/responsabilizzazione) i tre partecipanti alla discussione. Claudia Bianchi (docente di Filosofia del linguaggio all’Università San Raffaele di Milano) consolidando questa area di impegno civile alla luce delle trasformazioni in atto anche nei sistemi di rappresentazione. Fabio Tamburini (direttore del quotidiano Il Sole 24 ore) concentrando le osservazioni sulla doppia esposizione del sistema mediatico (in parte oggetto del travolgente coinvolgimento dell’IA, in parte ambito di semplificazione e spiegazione degli eventi che riguardano la trasformazione digitale come tecnologia e come sistema di potere) e Stefano Rolando (docente di Comunicazione pubblica all’Università IULM di Milano e direttore scientifico del Caldara), analizzando in particolare – anche a seguito della pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone XIV dedicata a problemi di relazione etica nel cambio di paradigma tra potere e società imposto da IA – la difficoltà del sistema politico-istituzionale di svolgere la missione di “pedagogia civile” sulla materia che la stessa enciclica reclama per fronteggiare il quadro di conseguenze in atto.
Il Circolo Caldara ha preso l’impegno di tornare sull’argomento con approfondimenti.
grazie, è importante tornare sull’argomento, magari invitando al Circolo E.Caldara il presbitero Paolo Benanti