Il dilemma del re dell’Epiro. Album, delle figurine n.34, giovedì 16 agosto 2018.

A pagina 113 del libro intervista è scritto:

 

“E’ pur vero che dal 1985 – cioè dall’epoca del vertice UE di Milano e dunque dallo scontro sul mercato interno che oppose lo stesso nostro primo ministro alla signora Thatcher – il tema strategico si era delineato. E non era la prima volta nella storia dell’Italia unitaria: ultimo dei primi o primo degli ultimi? Quanta componente del dilemma era costituita dai dati strutturali reali (economia, difesa, PIL, eccetera); e quanta componente era costituita dai fattori reputazionali, trascinamento di cose vere e cose forse una volta vere ma molto rivisitate nelle condizioni reali del Paese? Noi per esempio pensavamo che su questo tavolo ci sarebbe stato molto da lavorare e non è un caso che la Commissione Immagine Italia che fu varata dal governo Craxi aveva nel sottosegretario Amato il presidente ma nel fondatore del Censis De Rita (e in me, come motorino interno) i vicepresidenti, proprio per segnalare che non si trattava solo di iniettare procedure ma anche contenuti interpretativi. Nessuno vietava alla Presidenza o a noi di fare emergere interpretazione. Si cominciò con una importante ricerca del Censis su “I valori guida degli Italiani[1]; poi si continuò con una nostra pubblicazione curata insieme alla Associazione della stampa estera (per segnalare che sul tema era prioritaria la linea non propagandistica) che si intitolava “L’Italia allo specchio”; e poi con altre cose.

Ma al momento in cui si formava l’ordine del giorno per quel tavolo ci si fermava all’eventistica e alla soglia di successo nella copertura dei costi e nella ripartizione degli oneri. Un secondo fronte di lavoro – meno evidente e meno appariscente, ma a mio avviso importantissimo dal punto di vista metodologico – era quello di riaprire sulla materia comunicativa il dialogo costante con l’Istat e quindi con la realtà dei numeri preziosi per imbastire una comunicazione veritiera e anche demistificante (ove fosse necessario farlo). L’Istat stesso si stava affacciando al tema della qualità comunicativa del loro operato (ci arriverà pienamente anni dopo, con la presidenza di Enrico Giovannini), ma già allora c’era un profilo collaborativo che fu segnato dalla nostra presenza come Dipartimento alla loro prima conferenza annuale sulla statistica nazionale per parlare, sia pur in modo diverso, di comunicazione pubblica”.

 

Foto

  • Il vertice di Milano del 28 e 29 giugno 1985 che negoziò l’Atto unico europeo firmato a Lussemburgo all’inizio del 1986: Delors, Craxi, Mitterrand, Thatcher, Kohl, Reagan, Nakasone, Trudeau (erano osservatori lo spagnolo  Felipe Gonzales e il portoghese  Mario Soares).

  • Con Giuseppe De Rita (con la moglie Maria Luisa, scomparsa nel 2014) in occasione di una conferenza alla Camera dei Deputati (1987)

 

Alcune pubblicazioni del periodo sulla “reputazione” dell’Italia: Immagine Italia, Valori guida degli italiani, Italia allo specchio.

          

 

[1] Ricerca varata nel 1986 dal governo Craxi, con un gruppo di lavoro coordinato da Livio Barnabò; e rapporto edito con questo titolo dal Dipartimento Informazione ed editoria, con prefazione del presidente De Mita, nel 1989.

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