Paolo Giacomoni

(Reason – Lawsuit Argues That School Choice Is a First Amendment Issue)
Per capire meglio le cose, il nostro professore di Storia e Filosofia ci proponeva di inventarci una cena a cui invitare una dozzina di figure della storia e immaginare cosa avrebbero potuto dirsi per esempio, personaggi come Bismark e Caterina da Forlì, Fermi e la Pompadour, Lutero e Salvador Dalì, Cristoforo Colombo e San Francesco, Saffo e Dolores Ibarruri, Robespierre e Caio Gracco.
Io vorrei estendere questo giochetto e portarmi qui in America Ugo Foscolo e Ippolito Pindemonte e stare a sentire cosa avrebbero da dire quei due, su di un popolo che nessuno ha mai “esortato alle istorie”.
Perché di cose da dire ce ne sarebbero tante.
Per esempio, ci si potrebbe ricordare della frase attribuita a Confucio, che studiare senza riflettere è inutile, e che riflettere senza studiare è pericoloso.
E che a riflettere senza studiare gli eventi storici, come quelli che hanno condotto a promulgare la legge che istituisce la scuola pubblica laica obbligatoria e gratuita, si rischiano di dire delle enormità e di far accadere dei disastri.
Ed è così che il signor Philip Hamburger, professore di giurisprudenza alla Columbia University di New York (alla Columbia, mica all’immaginario community college di Gun City, Arizona) ha proclamato che il sistema dell’educazione pubblica degli USA viola il primo emendamento della Costituzione (quello che garantisce la libertà di espressione).
Secondo lui, infatti, l’educazione consiste in discorsi. E iI primo emendamento garantisce ai genitori il diritto di esercitare la loro autorità su quanto viene detto ai figli. Obbligare le famiglie ad accettare il “messaggio dell’amministrazione statale” (così viene chiamato il programma scolastico), o allora a pagare un caro prezzo per evitarlo (andando ad una scuola privata) costituisce una pressione anticostituzionale.
Ed ecco che due settimane or sono (13 agosto 2026) Timothy e Joanna Menter fanno causa allo stato del Nebraska che obbliga I bambini a ricevere un’educazione (impartita dai genitori stessi o da scuole pubbliche o confessionali o comunque private) con multe per chi non ottempera, ed incoraggia le famiglie a far educare I bambini, dando circa 17.000 $ all’anno per studente, se lo studente frequenta una scuola pubblica[1].
I signori Menter non sono d’accordo sul fatto che a scuola i loro figli vengano “terrorizzati” con le storie sul riscaldamento climatico e che vengano “indottrinati” sulle sessualità alternative, e chiedono due cose.
- Primo, che questo comportamento della scuola pubblica del Nebraska venga dichiarato anticostituzionale.
- In secondo luogo, esigono che lo stato continui a dare la sovvenzione alle famiglie, che però devono poterla usare anche per mandare I figli alla scuola di loro scelta.
Praticamente, I signori Menter preferiscono non parlare con il Direttore e gli insegnanti della scuola, eppure le scuole americane prevedono e incoraggiano l’interazione genitori-insegnanti.
E in più, le scuole hanno dei comitati che discutono i programmi di insegnamento, e di sicuro ci sarebbe spazio per permettere ai genitori di parlare del riscaldamento globale, e magari scoprire che esiste davvero, o per chiedere agli insegnanti di mostrare come fanno a spiegare ai bambini i problemi della sessualità.
No, i signori Menter esigono che lo stato del Nebraska, uno dei pochi stati che ancora non lo faceva, sovvenzioni le scuole confessionali, parrocchiali o comunque private.
Viene da chiedersi se, con la scusa del fatto che magari un insegnante si è dato un po’ troppo da fare per spiegare che va benone se un maschietto si mette una gonna e il rossetto, la teoria dello Hamburger sia diventata la palla da demolizione con cui il governo Trump cerca di distruggere la scuola pubblica, diabolificando il modello europeo.