Congedi – Sandro Mazzola (Torino 8.11.1942 – Vedano al Lambro 19.9.2026)

Mazzola, lui , l’Inter, il papà, Torino, l’Italia, Vedano al Lambro, Mazzola&Rivera, il pallone d’oro mancato, San Siro…

Ma chi ci ridarà più questo vocabolario in estinzione?

Che tenerezza la vignetta di Giannelli! Lui in maglietta a inconfondibili strisce e calzoncini corti che si affaccia al Paradiso e a San Pietro sulla porta chiede se può vedere…San Siro.

Quella che i suoi familiari chiamano “l’umiltà di mio nonno” (e frasi simili) in rapporto al grande campione che è stato, è il tratto più forte della sua milanesità comprata al mercato del merito. Ma anche questa, temo, evaporata.

Carino anche Rivera (il più grande di tutti, anche se non il più simpatico) che alla fine della spiegazione di che cosa sia la rivalità amichevole di una vita lo saluta e gli dice di aspettarlo in Paradiso. Ma di non aver troppa fretta di aspettarlo.

Lacrime per le due parole impastate dalla lingua da oriundo che ha sempre avuto, ma anche dall’età, di Josè Altafini che saluta figli e nipoti e raccomanda di “tenere alto il suo nome perché era una brava persona”.

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