Il dilemma del re dell’Epiro. Album delle figurine n. 38, fuori sequenza (e anticipazione), lunedì 20 agosto 2018

La scomparsa il 18 agosto di Gaetano Gifuni (1932- 2018) induce oggi a un “fuori sequenza” per un ricordo.

Con “l’uomo che sussurrava ai potenti” – una della varie definizioni giornalistiche (un’altra la ricorda Massimo Franco sul Corriere del 19 agosto: “Prudenziano”) di una carriera nelle alte istituzioni per periodi lunghi e anche lunghissimi (per 14 anni segretario generale del Quirinale con i presidenti Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi dal 1992 al  2006 e segretario generale del Senato dal 1975 al 1992) – la conoscenza personale avvenne nel suo breve incarico di ministro per i Rapporti con il Parlamento nel VI° governo Fanfani (1987) e le occasioni, sempre discrete e tese a efficacia o comunque a soluzione, consolidarono stima e cordialità. Il ricordo si riferisce a anni un po’ successivi a quelli fin qui trattati nell’Album delle figurine e quindi a un passo del libro-intervista di pagina 168. Nel contesto dell’esperienza da me fatta dal 2001 al 2006 di segretario generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali che, in quella pagina, così comincia:

La tensione iniziale (G.Carlo Morandi e poi Robert Louvin) era quella di una concezione anglosassone del rapporto tra esecutivo e legislativo (chi vince governa, chi perde controlla) e in questa chiave la Conferenza nazionale aveva il compito di sviluppare cultura giuridico-istituzionale e di costruire eventi a sostegno di una causa che, se sviluppata, avrebbe salvato anche la reputazione dei consigli regionali italiani. Ben inteso in un “parlamento” deve avere piena legittimità anche il principio della maggioranza decidente, ma appunto in un quadro di garanzie per tutti che, attorno ai poteri di controllo, diventano materia concreta. Sviluppi vennero poi con le presidenze della Conferenza svolte dal socialista Nencini e dal leghista Fontana. In questo bilancio sta la realizzazione, che proposi e diressi, della rivista Parlamenti regionali, con un qualificatissimo comitato scientifico, che argomentava le funzioni specifiche di organismi legislativi degni di questo nome. Uscirono in forma trimestrale quindici fascicoli editi da Franco Angeli. Un racconto modellistico di una tendenza all’equilibrio dei consigli regionali rispetto al preponderante ruolo delle giunte fu compiuto con il testo Per essere Parlamenti, a cura di Pietro Curzio, Stefano Rolando e Bruno Susio, prefazione di Adriano De Maio, edito da Guerini nel 2003.  Ma sta anche l’ideazione e la gestione di un progetto di “Congresso delle Regioni” (possibile solo grazie all’intesa tra Robert Louvin e Luciano Violante, allora presidente della Camera) con sessioni che si svolgevano a Montecitorio con rappresentanze di Giunte e Consigli sui nodi veri delle relazioni istituzionali e sulle riforme”.

In quella pagina si racconta come poi tutto ciò scalò di marcia per il prevalere dell’idea dei “governatori”, cioè del leader reali delle rispettive maggioranze regionali (del centro-destra e del centro-sinistra) di chiudere la dialettica sui poteri e sulle rappresentanze con il sistema delle assemblee regionali, neutralizzando nella sostanza il lavoro di anni attorno ai punti prima ricordati. Più benevola e, anzi, stimolante e di apprezzamento, l’attenzione per quella vicenda espressa al tempo dai due alti funzionari di Camera e Senato, cioè segretari generali (rispettivamente Ugo Zampetti – nel quadro di una vera e propria sinergia impressa dal presidente Luciano Violante – e Gaetano Gifuni, quest’ultimo passato alla Presidenza della Repubblica). Salvo su un punto su cui Gaetano Gifuni, manteneva – sempre con il suo garbo – un formale dissenso, rimproverandomi con brevi letterine, ogni volta che usciva un fascicolo di “Parlamenti Regionali”, contestando appunto questa qualifica per i consigli regionali che mi ricordava essere applicabile solo per Camera e Senato, letterine alle quali – ogni volta cercando di arricchire la replica – rispondevo che l’espressione “Parlamenti” era “una nobile aspirazione” che dal suo alto punto di osservazione doveva essere concessa proprio per stimolare il miglioramento di quelle istituzioni. In un colloquio personale – a cui si riferisce la fotografia – si giunse ad un armistizio cordiale. Ma ci pensò il sistema regionale italiano a liquidare presto la materia di quel lieve contendere.

Foto

  • Con Gaetano Gifuni, segretario generale del Quirinale (2005)

  • La rivista “Parlamenti Regionali” (Franco Angeli) e la copertina di “Per essere Parlamenti” (Guerini).

  

  • Con Roberto Louvin, presidente del Consiglio e poi della Giunta della Regione Valle d’Aosta, presidente della Conferenza dei presidenti delle Assemblee regionali italiane (2003) qui con il presidente della Camera Pierferdinando Casini.

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