Il dilemma del re dell’Epiro. Album delle figurine n.40, mercoledì 22 agosto 2018.

A pagina 120 del libro-intervista è scritto:

”Libro e lettura” è stato un magnifico recinto di sperimentazione di un ruolo pubblico connesso a quello dei due mondi in dialogo: le imprese editoriali, da un lato, gli intellettuali e gli autori dall’altro. Lavorare in connessione significava anche abituarci a rispettare il gioco delle parti. Faccio un esempio per spiegare virtù e criticità della questione. Dopo avere svolto insieme all’associazione degli editori battaglie importanti – con all’apice la complessa partecipazione alla Buchmesse del 1988 con l’Italia che inaugurava la stagione degli ospiti d’onore (che significò, in collaborazione con la direzione generale delle relazioni culturali degli Esteri, non solo un grande padiglione storico dell’editoria italiana ma anche un migliaio di grandi eventi culturali nel cuore della Germania e con la presenza di 70 autori italiani, in testa ai quali Umberto Eco con il suo “Il nome della rosa”), arrivò un giorno la proposta dell’AIE di lanciare una campagna di spot “bell’e pronta” a cui noi dovevamo concorrere con la gratuità dei passaggi televisivi ai sensi della “legge Mammì”. Non potevo dire di no pregiudizialmente, ma il fatto che quell’Associazione avesse accettato un prodotto offerto gratuitamente dai pubblicitari italiani metteva in condizione di collaborazione con le necessarie prudenze. Formai un piccolo comitato interno di valutazione e ci sedemmo alla moviola per esaminare gli spot realizzati da un pubblicitario italiano di fama, Gavino Sanna. Bisogna tener conto che era ormai formato un pensiero sulla comunicazione pubblica in materia di lettura. Era necessario uscire dallo schema elitario che una parte della stessa editoria coltivava. Quello spot prevedeva l’impiego in scena di un culturista, che si gonfiava, si gonfiava, si gonfiava fino a scoppiare. Il super interveniva per dire “Non usare il corpo, usa la testa. Leggi un libro”. Il nostro comitato di valutazione fu unanime nel dire che quella “filosofia” era l’esatto contrario di quello che avrebbe dovuto essere un indirizzo di incoraggiamento popolare alla lettura. E poi tutti coloro che usavano il loro corpo per lavorare (la maggioranza degli italiani) avrebbero protestato. Non potevamo mettere la firma dell’Amministrazione dello Stato a supporto di quella campagna. Il giorno dopo i giornali riportavano gli strali di Gavino Sanna contro la “censura burocratica del cieco apparato pubblico”. Ma in pari tempo scoppiava l’azione giudiziaria del culturista contro la produzione dello spot che dichiarava di essere stato ingannato circa l’uso divenuto puramente strumentale della sua figura. Il processo si tenne a Torino e fui convocato per spiegare la nostra posizione. Anche di momenti di questo genere era fatto un dialogo delicato ma costante, che portò comunque ad altri risultati e altri punti di incremento di una vera e propria battaglia per rovesciare nei giovani e nei non lettori l’idea che il libro sia una fatica e non un piacere. In tutto quel lavoro potevo contare sulla passione sulla passione e la dedizione di Clara Abatecola, preziosa collaboratrice. Nacquero i Saloni (tra cui Torino e Napoli), nacquero le rassegne all’estero e in Italia, nacque un promemoria sostenibile per migliorare la legislazione del settore.

Grande e costante l’accompagnamento di editori, autori, intellettuali,distributori, librai,critici, artisti, tecnici dell’editoria, in una battaglia nazionale principalmente per la lettura e per la popolarizzazione della fruizione del libro”.

 

Foto

Tra le tantissime foto con operatori culturali ed editoriali negli eventi e nelle esperienze riguardanti la promozione della cultura italiana, sono qui riprodotte una ventina di immagini che, nel tempo, erano state scansionate.

Le prime  riguardano solo alcune delle pubblicazioni curate dal Dipartimento Editoria in materia di sostegno al libro e alla lettura.

    

Seguono foto di una conferenza alla “Sacrestia” della Camera dei Deputati in materia di politiche per l’editoria libraria (riconoscibili da sinistra Luigi Covatta e Giuseppe Galasso allora sottosegretari del governo e Stefano Rodotà, insieme ad esponenti delle associazioni di categoria)

Poi con : Alberto Moravia, Ludina Barzini e Giuliano Amato; Umberto Eco, Norberto Bobbio, Alberto Abruzzese, Andrea Emiliani,Valerio Castronovo, Giorgio Spini, Lucio Villari, Beppe Vacca.

  

         

    

E ancora con: Elémire Zolla, Paolo Sylos Labini, Emilio Tabucchi, Simona Argentieri ed Emilio Servadio, Vittorio Sgarbi, Omar Calabrese, Giulia Maria Crespi, Cesare De Michelis, Franco Liguori.

   

    

 

 

 

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