Il dilemma del re dell’Epiro. Album delle figurine n.43 , sabato 25 agosto 2018.

A pagina 132 del libro-intervista è scritto:

 

Ho avuto varie occasioni per ricordare che il Club di Venezia – fondato a Venezia nel 1986 per autorizzazione di Giuliano Amato e alla presenza di Carlo Ripa di Meana, scomparso a Roma di recente, al tempo commissario europeo alla Cultura e all’Informazione, che ho coordinato operativamente fino al 1996, diventandone poi presidente – ebbe la sua sollecitazione dall’approvazione al Vertice europeo di Milano del 1985 di un secondo importante dossier, oltre al primo che era quello del mercato unico. Si trattava del dossier su “l’Europa dei cittadini” che conteneva molte misure appunto per avvicinare istituzioni e società (tra le tante anche l’invenzione di Erasmus) ma che doveva presupporre strutture operative e professionali più coese e capaci di muoversi in un perimetro di competenze che andavano spinte al rinnovamento. Ebbi sul tavolo quel dossier poco dopo e l’idea di connettere stabilmente tutte le strutture comunicative dei governi UE fu una delle conseguenze attuative. Per questa ragione e con questi stimoli fummo pronti per primi noi dal 1990 ad aprire le porte ai colleghi dei paesi dell’est che uscivano dal comunismo essendo ancora solo paesi candidati. Dire che le potenzialità che l’Europa avrebbe potuto esprimere per fare avanzare una moderna cultura civile e sociale della comunicazione governativa abbiano raggiunto tutti gli obiettivi sarebbe cosa smentita dalle stesse cose che ci diciamo nei nostri incontri. Soprattutto in questi ultimi anni in cui si lamenta un’Europa afasica, vittima della sua crisi identitaria. Siamo stati aiutati dalla tecnologia, è vero. Ma non abbiamo – credo – ancora stabilito con i cittadini un patto credibile e costante in cui dappertutto la civitas europea comporta una adeguata condizione partecipativa. Ma il gap tra potenziali raggiunti e irrisolti è la ragione stessa che ha tenuto aperte le sessioni in quella esperienza che, per i 25 anni di vita del sodalizio,  il presidente del Consiglio della UE Herman van Rompuy aveva lodato “il grandissimo ruolo nelle discussioni del vostro Club con una serie di proposte concrete per migliorare la comunicazione sull’ Unione Europea e quella verso i cittadini dei governi e delle istituzioni”. Mentre più di recente, nel 2016, il suo successore Donald Tusk, per i 30 anni di costante e crescente attività, ha confermato  il “ruolo cruciale” di una rete che riunisce circa cento operatori ed esperti in ogni meeting. Il Club di Venezia non si propaganda, non ha pagine sui social, non si apologizza. Eppure per ogni anno passato a vedere l’evoluzione di quella rete, con le modalità di un rispettoso reciproco ascolto, considero con vero orgoglio europeista questo tassello di capacity building, diciamo così sostanzialmente immateriale”.

L’avvio del Club di Venezia alla Fondazione Cini nel 1986.

  • Con Carlo Ripa di Meana, commissario europeo alla Cultura e all’Informazione.
  • Con Antonio Badini, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi.
  • Con Franz Froschmaier, direttore generale della Comunicazione della Commissione UE (il primo a destra il capo del Servizio Stampa della Farnesina min. Pino Panocchia)

       

Dopo i primi cinque anni  (1990)

  • Foto di gruppo dei partecipanti (la prima a sin. la DG Com Commissione UE Colette Flesch, già ministro degli Esteri del Lussemburgo).

In occasione del “decennale” (1996)

  • Con tre colleghe donne, DG Com governi Belgio (Mike van den Berge), Portogallo (Cristina Figuereido), Gran Bretagna (Carol Fisher).
  • Con il direttore generale del Central Office of Information della UK (Mike Devereau).

 

Tra il ventennale (2006) e il trentennale (2016) del CDV

  • Meeting a Lubiana (Slovenia) nel 2008. Con Linda Tiveus (responsabile della comunicazione verso i cittadini della Commissione UE).
  • Plenaria a Vienna (2008).
  • Plenaria alla Biblioteca Marciana a Venezia (2010).
  • Passaggio di consegne nel ruolo di segretario-coordinatore del CdV tra Mike Granatt (direttore COI-UK) e Vincenzo Le Voci (Consiglio UE) a Venezia (2010)
  • Vincenzo Le Voci (segretario generale), Stefano Rolando (presidente), Hans Brunmayr (vicepresidente) in una seduta di Europcom a Bruxelles al Parlamento UE (© Committee of the Regions / Wim Daneels, 2012)

   

  • Con Sandro Gozi (Sottosegretario Pol. UE governo italiano) nello speciale CDV per Expo a Milano (2015) e nella plenaria di Venezia (2017) con il direttore della comunicazione del Parlamento UE Jaume Dutch Guillot e Diana Agosti, capo Dipartimento Pol UE del governo italiano.

  

  • L’ultima foto in occasione della plenaria di Vilnius (giugno 2018)

    

  • I dossier sui percorsi del CDV (eventi, trattamenti, opinioni, schede) curati dalla redazione di “Convergences” in occasione delle tappe evolutive del Club (10 anni, 20 anni, 25 anni, 30 anni).

          

  • La “vecchia guardia” del CdV, parte della redazione di “Convergences” Hans Brunmayr (Austria), Philippe Caroyez (Belgio)  e Aurelio Sahagun Pool (Spagna).

 

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