“Carla Voltolina” a cura di Antonella Braga e Luisa Steiner, oggi a Lastra Signa (FI)

  

   

 

Raccontare una vita degna di questo nome che riguarda una donna del ‘900 che se non fosse finalmente stata indagata meglio dagli storici e dall’attenzione delle stesse donne per le donne “speciali”, sarebbe rimasta confinata all’etichetta di essere stata tutt’al più “la moglie di un presidente della Repubblica”. 
Per alcuni anche – qualche volta lo si legge ancora – una eccentrica e stravagante anti-first lady. 
Il libro “Carla Voltolina” edito da Unicopli, voluto da Luisa Steiner, sostenuto dalla Fondazione Pertini curato storiograficamente da Antonella Braga, prefato da Stefano Rolando e carico di dati, fatti, testimonianze, brani, lettere, citazioni, fotografie, ribalta gli stereotipi e svela un forte profilo: giovane partigiana socialista, giornalista d’inchiesta sociale, battagliera democratica, psicologa dedita alle vicende dei più esclusi e marginali e, ben inteso, dalle montagne piemontesi in cui prende in consegna come staffetta “matteottina” uno dei capi storici del CLN e tra i più mitici leader dell’antifascismo italiano, Sandro Pertini, per “tenerlo in sicurezza” fino all’ìnsurrezione di Milano e poi dall’immediato dopoguerra suo compagno per la vita fino alle soglie della fine del secolo. Oggi nel Municipio di Lastra a Signa, vicino a Firenze, tra amici personali e una piccola comunità locale animata da Pietro Milanesi, abituata ad ascoltare le narrazioni di vite esemplari, ascoltando Luisa Steiner, Antonella Braga, Stefano Rolando, Pietro Pierri e Umberto Voltolina, il fratello di Carla e presidente della Fondazione Pertini.

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