Annotazioni sul PRO PR Award 2019 svolto in Istria (12-13 aprile 2019)

Daniel Koletic

Takaschi Inoue, Stefano Rolando e Richard Linning
La sede della Sottoprefettura italiana di Abbazia, ora palazzo governativo croato

Selce (Golfo del Quarnaro, Istria 13 aprile 2019) – L’annuncio del PRO PR Award 2019 è stato dato qualche giorno fa (http://stefanorolando.it/?p=2249) e la tre giorni sulla riviera di Crickveniça, a pochi chilometri da Fiume (ora Rijeca) si è conclusa oggi. Il piccolo e laboriosissimo team di Daniel Koletic dal 2002 ha costruito – nell’idea che la professione delle PR sia destinata ad unire e non a dividere – una tessitura professionale e culturale tra gli operatori del settore, sia di impresa che istituzionali, che alla fine ha compreso tutto il sistema balcanico, pur nelle sue note ormai frammentazioni conflittuali. E ha fatto interagire questa crescente comunità professionale con università e associazioni, con operatori di fama, con centri di ricerca, dell’Europa e del mondo.

La serata dei premi ha visto una certa rappresentanza di questa eterogenea rete, persino alla fine una riflessione a tre sui sistemi di formazione universitaria e post-universitaria in Gran Bretagna, Giappone e Italia, che ho svolto con i professori Takaschi Inoue docente a Kyoto e Richard Linning che è stato presidente della International Public Relations Association, raccontando tra l’altro che la mia università, IULM-Milano, è stata in assoluto pioniera nel varare in Italia il corso di laurea in PR che ancora assicura un’alta immatricolazione.

Nel breve tempo a disposizione per dire in pubblico che ci facevo lì, ho detto: ” Anche io credo di aver lavorato per molti anni per unire e non per dividere gli operatori del settore istituzionale delle relazioni sociali e della comunicazione che il Club of Venice ha tenuto insieme a livello di direttori della com nei governi dei paesi membri e delle stesse istituzioni della UE, ormai con 100 membri, che sono proprio oggi in riunione ad Atene e si riuniranno a giugno qui nei Balcani, in Montenegro. Una principale motivazione: no alla propaganda, sì all’etica sociale nella professione”.

Tra i premiati del 2019 anche un professionista italiano, Biagio Carano, di Amalfi, che opera a Belgrado da anni come direttore di Eastcom Consulting, in particolare nel settore della trasformazione digitale. E a fine premiazione due riconoscimenti simmetrici: alla città balcanica che ha mostrato più visione nel campo dell’attrattività e del turismo (Mali Losinj, la Lussinpiccolo di antica appartenenza italiana) e al professionista considerato di maggior visione personale (la scelta sulla presidente di Ericsson Nikola Tesla Croazia, Gordana Kovacevic).

Nel rientro in Italia, scendendo verso l’aeroporto di Pola, verso il sud dell’Istria, una breve fermata a Volosko-Opatije (l’italiana Volosco-Abbazia) rintracciando e fotografando la allora Sottoprefettura-Residenza di mio nonno, Gaetano Anzà, prefetto del Regno, che ebbe qui uno dei suoi posti in carriera, carriera che finirà a Bergamo e a Milano, edificio che ho riconosciuto grazie ad una fotografia che mia nonna teneva in casa con lo stesso nonno (materno) che accompagnava all’uscita il re Vittorio Emanuele III in occasione della sua prima visita dopo la riassegnazione dell’Istria all’Italia con il Trattato di Rapallo del 1920.


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