Sintesi delle conclusioni di Benedetto Della Vedova (Più Europa) alla conferenza”Libertà di espressione,contro l’alterazione della realtà”

Da “Rivista italiana di comunicazione pubblica

Sintesi delle conclusioni di Benedetto Della Vedova (segretario di Più Europa) alla conferenza su “Le libertà di espressione e contro l’alterazione della realtà” promossa con la collaborazione di Cantiere delle Ragioni-Partitodiazione a Milano (Umanitaria, 17.5.2019).

  1. C’è stata una straordinaria potenzialità del web, poi con un certo ritardo abbiamo percepito il passaggio dalla rete come moltiplicatore potentissimo di libertà e di opportunità in un quadro di disintermediazione alla fase che si va caratterizzando oggi come quella di una delle più potenti intermediazioni. Venti anni fa tutti, non perché non capivano ma perché allora non si poteva capire, pensavamo che le piattaforme ampliassero le possibilità dei consumatori di scegliere, disintermediando rispetto alle catene della distribuzione, rendendoci tutti più liberi. Siamo arrivati a un momento in cui, a furia di disintermediare, ci ritroviamo pesantemente intermediati, nelle cose che facciamo e che compriamo, da poche grandi aziende globali.
  2. Arriva ormai una sollecitazione alla politica di cercare soluzioni adeguate, non di lasciare fare al mercato senza pensarci. Almeno per quanto riguarda Più Europa, questa è una sollecitazione che intendiamo raccogliere. Anche superando alcuni riflessi pavloviani liberali, appunto quelli della “libertà”. Sarebbe stato così nella fase iniziale, ma non dopo aver visto crescere i potenti fattori di nuova intermediazione che non pongono solo questioni di libertà.
  3. Questione numero uno resta quella della privacy. Dunque una ricerca di soluzione che passa inevitabilmente attraverso la possibilità di avere regole ferree. A chi mi dice “giù le mani dalla libertà delle rete”, dico che ciò è stato ma che il punto di evoluzione raggiunto obbliga a soluzioni regolamentative. Difficili ma ineludibili.
  4. In campo poi di informazione o la politica è europea o non c’è. Credo che in Europa siamo ancora in tempo. Si fa una caricatura dell’Europa per puro posizionamento elettorale. Certo che vogliamo cambiare e migliorare l’Europa, ma quella che c’è è già un presidio importante rispetto alle questioni di cui stiamo parlando.

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