Mondoperaio discute la linea politico-editoriale 2019-2020.

   

               

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(Roma- 28 maggio 2019) – Nel circolo romano (Via Andrea Doria) costituito nel 1948 dagli ex partigiani azionisti di Giustizia e Libertà, circolo tuttora vivo e vegeto, presieduto da Salvatore Rondello, si è svolta oggi la riunione “strategica” del Comitato di direzione, della redazione e di alcuni tra i più significativi collaboratori della rivista Mondoperaio ( fondata da Pietro Nenni anch’essa nel 1948), diretta da Luigi Covatta, il quale aveva predisposto alcuni punti base di discussione.  Riunione convocata per discutere di un nuovo ciclo editoriale a partire dal passaggio della proprietà della rivista dal PSI alla Fondazione Socialismo, presieduta dal sen. Gennaro Acquaviva.  
Dopo le relazioni di Paolo Pombeni (sulle demistificazione della tendenza europea alla “democrazia illiberale”), di Cesare Pinelli (sul deterioramento del principio di “garanzia” di istituzioni che il quadro di governo sta delegittimando come “aristocratiche e non elettive”) e di Tommaso Nannicini (i punti di lavoro di una “terza via” tra gli euro-distruttori e gli euro-ottimisti nella consapevolezza che i sovranisti “l’Europa non possono cambiarla ma solo distruggerla”), si è aperta la discussione con tanti interventi, chi per contribuire all’interpretazione del passaggio storico che stiamo vivendo, chi per fare evidenza attorno ai temi che debbono stare in agenda nel lavoro editoriale del periodo 2019-2020. 
Giuliano Amato – intervenuto a titolo personale, invitato come collaboratore storico della rivista – ha sollecitato nella fase di avviamento del dibattito una particolare attenzione all’ambito sociale della “vulnerabilità”;  Claudio Martelli – che ha concluso gli interventi – ha proposto come tema principale di approfondimento il rapporto tra sicurezza, identità nazionale e processo di irrilevanza culturale del Paese.
Nel corso del mio intervento ho posto come tema ineludibile per l’agenda quello della critica costante allo sviluppo della propaganda da parte del quadro politico-istituzionale di comando (in Italia come in altre parti del sistema democratico occidentale) che riguarda anche una strategia per il processo regolatorio del web, per lo sviluppo serio del lavoro sociale per l’educazione alla cittadinanza e per la battaglia contro l’alterazione della realtà.

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