Urbana 2019. Convegno alla Fondazione Feltrinelli sui rapporti delle Università IULM, Milano Bicocca e Politecnico con i quartieri di insediamento (Barona, Bovisa, Bicocca).

URBANA 2019 è stata promossa dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale di Milano-Bicocca per riflettere sui temi della città e sul rapporto dell’Università col territorio. 

La prima edizione, nel 2017, ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e connessione tra l’Università Milano-Bicocca, localizzata nell’omonimo quartiere, e il resto della città di Milano.

Oltre 20 iniziative hanno animato la città, in modo diffuso e per quattro giorni, coinvolgendo cittadini, attori locali, policymakers, accademici, giornalisti, pratictioners e artisti, per riflettere su quattro diverse aree tematiche: welfare, società, territorio e innovazione.

Nel 2019 URBANA con la sua seconda edizione, svolta alla Sala Polifunzionale della Fondazione Feltrinelli, ha voluto focalizzarsi sul rapporto che le università con insediamenti periferici intrattengono con i quartieri di riferimento. Il tema delle periferie è oggi cruciale per riflettere sui cambiamenti e sulle opportunità di sviluppo dei territori. Milano, in particolare, sta dimostrando grande attenzione in materia di evoluzione dell’identità dei quartieri anche in una ottica di policentrismo urbano. Le università, dal canto loro, stanno giocando un ruolo determinante sia a livello di riflessione sia in termini di azione e interazione con i territori.

L’edizione 2019 di URBANA ha voluto essere un momento di incontro, dialogo e discussione per ragionare sulle politiche ad oggi realizzate ed eventualmente implementabili per migliorare la qualità della vita, la mobilità e l’identità di tre quartieri universitari: Barona, Bicocca e Bovisa. Insieme al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università Milano-Bicocca, hanno partecipato all’evento rappresentanti della Università IULM e del Politecnico di Milano con proprie testimonianze e proprie expertise nei tavoli di lavoro per poi confrontarsi con la pubblica amministrazione sulle istanze emerse nella giornata.

Post su FB n. 1 – La tavola rotonda alla Fondazione Feltrinelli

Valeria Fedeli (Politecnico), Giampaolo Nuvolati (Bicocca), Alessandro Balducci (Politecnico), Marco Maggioli (Iulm)

(h. 12.00) – Urbana 2019 ha avviato questa mattina alla Fondazione Feltrinelli a Milano una rete tematica aperta a tutto il sistema universitario e amministrativo della città su come gli atenei sono, nel loro complesso, divenuti la più grande azienda del territorio e, in particolare, hanno riqualificato profondamente i quartieri in cui sono insediati o in cui hanno promosso nuovi insediamenti.

3 B” è il tema di questa sessione, che si riferisce ai quartieri Bovisa, Bicocca, Barona in cui rispettivamente Politecnico, Milano-Bicocca e IULM sono insediati. Intervengono – coordinati da Giampaolo Nuvolati, sociologo urbano della Bicocca, allievo di Guido Martinotti – Valeria Fedeli e Alessandro Balducci del Politecnico e Marco Maggioli dell’Università IULM. Temi molto interessanti per il futuro di Milano e utili a quasi tutti i sistemi urbani italiani, soprattutto per la franchezza con cui si esaminano lungaggini, irrisolti, problemi aperti; ma anche segnalando l’emersione delle economie mobilitate nel territorio e, nostro tema, interessanti e modernizzanti cambiamenti identitari. Nel pomeriggio le tre tavole rotonde sui casi specifici dei tre atenei

Post sui FB n. 2 – I tavoli tematici

Tavola rotonda n. 1 sulla Identità

Coordinatore Stefano Rolando, IULM, partecipano per le Università:  Gabriele Pasqui  (Politecnico) e Luca Bottini (Bicocca)

In quale modo gli insediamenti universitari nelle periferie milanesi hanno contribuito ad offrire unnuovo panorama urbanistico e simbolico nella vita dei cittadini? Quale impatto hanno avuto nella definizione dell’identità locale?

(Roberta Bianchi – Delegata Cityschool e Osservatorio Comunicazione pubblica e Public Branding IULM) svolgerà il rapporto scritto di sintesi sui complessivi lavori del tavolo tematico)

Tavola rotonda n. 2 sulla Mobilità

Coordinatore Matteo Colleoni , Milano Bicocca, partecipano per le Università:  Laura Pogliani (Politecnico) e Guido Ferilli  (IULM)

La letteratura ha ampiamente dimostrato che i servizi di mobilità sono vettori di trasformazione urbana assai potente. In quale modo, dunque, i trasporti pubblici possono migliorare l’ambiente urbano periferico e garantire efficaci connessioni con le aree centrali della città?

Tavola rotonda n 3 sulla Qualità della vita

(coordinatrice Carolina Pacchi , Politecnico-Urbanistica)

Partecipano per le Università: Monica Bernardi (Bicocca) e Maria Angela Polesana  (IULM)

Le Università periferiche della città di Milano svolgono un ruolo cruciale nell’incentivare la qualità della vita del territorio su cui insistono. Ma cosa significa nel concreto, oggi, la presenza di un insediamento universitario periferico in relazione all’impatto che questo ha sulla qualità della vita dei residenti? Quali sono i desideri che emergono dalla popolazione per migliorare il benessere e il livello di qualità del vivere?

I tre coordinatori hanno svolto in assemblea le relazioni di sintesi su ciò che è emerso nelle tre discussioni

Post su FB n. 3 – Le conclusioni con i rappresentanti istituzionali

Andrea Canevazzi (Agenzia AMAT- Mobilità, Ambiente e Territorio), Sonia Stefanazzi (Bicocca), Anna Prat (Direttore Piano Quartieri Comune Milano), Franco Sacchi (Direttore Centro studi PIM)

(h. 18.00) – Va verso la conclusione questa prima edizione di “Urbana 2019” promossa dalle Università Politecnico, Bicocca e IULM in relazione all’evoluzione dei quartieri Bovisa, Bicocca e Barona ( da cui la sigla “3B”) con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Milano (e del suo progetto Cityschool) e della Fondazione Feltrinelli nella cui Sala Polifunzionale si sono svolte le tre sessioni (dibattito tematico generale, tre tavoli tematici, restituzione degli esiti in dialogo con rappresentanti istituzionali). Letto come tema strategico dell’evoluzione stessa di Milano, il rapporto tra università e quartieri di radicamento ha molteplici valenze: trasformazione identitaria, mobilitazione di nuove economie, trasferimenti di conoscenza, rigenerazione delle infrastrutture urbane e di servizio, profilo della qualità sociale e della nuova mobilità.


Stefano Rolando – Testo dell’intervento

Abbiamo discusso per due ore (rappresentanti delle tre università e di sette soggetti dell’associazionismo sociale dei tre quartieri) attorno a due temi fondamentali:

  • i caratteri di discontinuità tra identità tradizionali e modifiche intervenute negli ultimi anni;
  • l’attuale scenario identitario tra punti di forza e punti di debolezza.

Sintesi.

  1. Si tratta di tre quartieri collocati nella fascia urbana intermedia. Tutti e tre di tradizione industriale rilevante, ora con evoluzioni non più intermediate da grandi aziende industriali radicate nel passato.
  2. La percezione di “appartenenza” riguarda porzioni sempre piccole e limitate (non quartieri aggregati): dunque Bovisa non Affori, Giambellino non Lorenteggio. Bicocca non Niguarda, eccetera.
  3. La ricomposizione socio-urbanistica degli ultimi trenta anni resta sempre trainata dalle opportunità di lavoro che svolgono la principale chiamata di insediamento: meno commercio e più strutture di servizio; meno industria e più artigianato di una certa qualità; nel settore pubblico naturale prevalenza degli insediamenti legati all’educazione e alla salute. Resta una dominante nei caratteri tradizionali dell’etica del lavoro in cui nativi e adottivi acquisiscono una sostanziale parità.
  4. Prevalgono sentimento di vivibilità e di coesione, rispetto ai caratteri di “paura” e “incertezze” che vengono mediaticamente attribuiti a molti contesti urbani italiani. Naturalmente agiscono preoccupazioni di prospettiva, rispetto ai segnali di evoluzione di quella che è stata chiamata “la mano invisibile del mercato”. Tendenze a forti riqualificazioni soprattutto del patrimonio edilizio agiscono in queste fasce urbane come fattori di rischio per la possibile permanenza di tutto il quadro sociale ora ospitato (per esempio l’azione di prospettiva della M4). Il carattere identitario associato alla vivibilità è abitualmente corrispondente a dati strutturali di servizi di welfare.
  5. L’intermediazione con i soggetti istituzionali è poco avvertita rispetto all’iniziativa del Comune e dei Municipi (pur essendo evidente il rilievo dei servizi pubblici in essere) mentre Scuole e ospedali incidono in modo più diretto sui sentimenti identitari (crescente ma sostenibile la componente migratoria in questi ambiti).
  6. Si segnala un sentimento di partecipazione all’istanza di manutenzione, ovvero un certo spirito popolare nel concorrere alla lotta contro il degrado. Cresce la sensibilità per la domanda di spazi verdi attrezzati.
  7. Il tema della “sicurezza” non presenta punte drammatiche. Esiste in particolare in relazione alla visibilità – nelle fasce urbane intermedie e periferiche, e dunque anche in questi quartieri – di presenze di malavita organizzata.
  8. Per alcuni ambiti (il confine della Barona con la zona dei Navigli) è segnalato il tema della forte turistizzazione, cresciuta e ora massiccia, con fenomeni di approvazione e di rigetto che confliggono.
  9. Modesto e poco percepito è il dibattito pubblico sul destino di aree urbane in grande trasformazione, che introducono elementi di sospensione sui caratteri di fiducia in prospettive socialmente sostenibili (la destinazione degli scali ferroviari e gli assetti dell’area Expo tra i più citati).
  10. Quanto al tema – che fa da cornice alla discussione – del rapporto tra gli insediamenti universitari e il resto dei quartieri, pur nella visibilità e nella positività di questi insediamenti, si mantiene una diffusa non conoscenza di cosa succede in questi ambiti, con una permeabilità che viene considerata in generale modesta e quindi incrementabile solo attraverso la riprogettazione di iniziative territoriali (cultura, conoscenza, informazione, laboratori urbani, eccetera) da parte degli atenei.

Sintesi del contributo alla tavola rotonda di apertura di Marco Maggioli

L’intervento si è concentrato principalmente su due aspetti. Una prima riflessione, più di carattere generale, ha riguardato l’idea, alla base dei primi tentativi di ricerca sulla Barona, di evidenziare gli scarti che la realtà territoriale del quartiere produce rispetto all’“immaginario sulle periferie”. Si è sottolineato in questo senso che, nella contemporaneità, i territori del confine urbano rappresentano i luoghi della produzione culturale, del rimescolamento e del meticciato e che spesso, muovendo dalle difficoltà, si auto-organizzano per trovare risposte più efficaci e immediate. La stessa accezione del termine periferia è stato a lungo, ed è ancora, tutt’altro che neutra. Attraverso la categoria discorsiva “periferia” passano giudizi di valore che incidono sugli spazi, sulla socialità e sugli utilizzi del territorio. Questi territori pur rappresentando un panorama sempre più famigliare, sono spesso mal conosciuti e di conseguenza semplificati nelle riflessioni politiche e amministrative sotto la rubrica agevole ma riduttiva di periferia. Concetto attorno al quale si coagulano “punti di vista” legati ad esempio all’insicurezza, alla violenza, al degrado. Nella seconda parte dell’intervento, si è entrati più nello specifico delle attività di ricerca e didattica svolte nel corso dell’anno. In particolare, sono stati presentati due docufilm sul quartiere, uno dei quali realizzato dagli studenti, le attività seminariali, gli esiti degli incontri pubblici con amministratori e associazionismo del quartiere.

Sintesi del contributo al tavolo tematico “Mobilità” di Guido Ferilli

Un primo intervento nel tavolo tematico è stato incentrato sul trasporto pubblico. Il mio intervento ha portato in evidenza i risultati delle interviste svolte per due anni consecutivi agli studenti e agli abitanti del quartiere, attraverso i laboratori con gli studenti di un mio corso. Il servizio metropolitano è molto utile e la frequenza dei treni lo rende competitivo rispetto agli altri servizi. Al secondo posto il servizio autobus con qualche problema durante le ore di punta, per cui alcuni residenti hanno cambiato le loro abitudini per evitare i momenti inn cui c’è una presenza rilevante degli studenti che raggiungono la sede IULM o ritornano a casa. Il servizio offerto dal treno è invece un “disservizio” con ritardi e un numero molto limitato di mezzi. Proprio per la funzione di collettore con il centro città, il nodo intermodale di Romolo dovrebbe essere strutturato meglio per lo scambio auto-metro o auto-autobus. Questo è ciò che emerso nel corso del secondo intervento incentrato sui problemi e opportunità. La mobilità cambierà nel prossimo futuro in area IULM grazie alla pedonalizzazione di Via Carlo Bo. In generale si riscontra in tutto il quartiere una scarsa attenzione verso le piste ciclabili, totalmente assenti o nei pochi casi in cui sono state predisposte non risultano collegate tra di loro per cui non utilizzabili.

Sintesi del contributo al tavolo tematico “Qualità della vita ” di Maria Angela Polesana

È stata ampiamente apprezzata e valorizzata la disponibilità di ‘spazi’ che IULM offre alla comunità rispondendo a un bisogno sociale/relazionale e culturale sentito dal quartiere. In tal modo l’università non solo si avvicina alle persone e si fa strumento di socialità ma assolve anche a supplente di spazi funzionalmente utili per l’espressione creativa degli abitanti della zona. Apprezzati anche il video che racconta l’anima rapper del quartiere e quindi il vissuto giovanile del medesimo e la traduzione in narrazione della valorizzazione estetica di piazza Santa Rita sottratta al degrado, determinato dalla sua riduzione a parcheggio per i fedeli, e restituita invece alla sua originaria funzione di spazio di aggregazione e di socialità. Sono emerse le resistenze iniziali dei cittadini rispetto a questa riconversione cui è poi invece succeduta la presa di coscienza, attraverso un uso sempre più importante della piazza, della importanza di quello spazio da un punto di vista relazionale. Di qui la mia proposta a immaginare l’università come promotrice di riflessività, vale a dire impegnata a favorire la consapevolezza negli abitanti del quartiere della rilevanza delle strade, delle piazze, ecc.. come place ossia luoghi di incontro e scambio o anche di sosta e non solo di attraversamento distratto. È emerso inoltre il desiderio che l’università, non solo metta a disposizione spazi o promuova eventi (soprattutto la sera quando la partecipazione è più probabile) ma ‘esca’ anche verso il quartiere agendo in spazi altri, partecipando ai medesimi e favorendo la contaminazione tra docenti e studenti IULM e territorio. Si è inoltre manifestata la richiesta che l’università aiuti le associazioni a tenere traccia scritta attraverso report, ad esempio, delle attività svolte sul territorio e che funga da portavoce autorevole rispetto a istanze che arrivano dal basso ma che, grazie al suggello dell’Università, acquisiscono in forza ossia in capacità di farsi ascoltare dalla comunità tutta e di incidere sulla stessa.  

 

Nella prima parte della mattinata i lavori di Urbana 2019 sono stati dedicati all’aggiornamento dell’approccio specifico di Università Milano-Bicocca al quartiere di insediamento

Attraverso la presentazione del volume “Raccontare un quartiere. Luoghi, volti e memorie della Bicocca” a cura di Giampaolo Nuvolati e Giorgio Bigatti (Scalpendi editore, 2018) con gli interventi di Giorgio Bigatti (Direttore ISEC) e dei docenti della Università Bicocca Elena Dell’Agnese e Franca Zuccoli e con le testimonianze di Luca Rimoldi (Università Bicocca) e degli scrittori Gianni Biondillo e Elisabetta Bucciarelli.

Nella mattinata successiva (30 maggio) si sono svolte le “Passeggiate guidate” alla scoperta dei tre quartieri, programma coordinato da:

  • Monica Morazzoni (Università IULM) al quartiere Barona
  • Franca Zuccoli (Università Milano Bococca) al quartiere Bicocca
  • Anna Moro (Politecnico) al quartiere Bovisa.

Alcune immagini della “passeggiata” nel quartiere Barona

Le cartine dei tre quartieri

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