Congedi. Guido Aghina (1944-2019)

Leggo in una “breve” della cronaca milanese del Corriere della scomparsa di Guido Aghina (nato nel 1944) e voglio unirmi con antica amicizia al lutto di tanti che ne hanno visto l’impegno soprattutto per la città. 
Assessore alla Cultura con Carlo Tognoli sindaco a lui si deve la mostra sugli anni ’30 a Palazzo Reale che creò la prima valorizzazione promossa dalla sinistra a proposito del “futurismo” inteso come espressione artistico-culturale, che dal dopoguerra era derubricata perchè “politicamente scorretta”. 
Quando entrai al ginnasio (al Carducci) lui finiva il liceo. Vestiva già in blu, ma fece agli studenti un discorso elettorale infiammato (per l’Associazione studentesca) che gli procurò il voto di molti di noi – che non sapevano che era monarchico, ma apprezzavano l’impeto (tra chi lo votò anche il mio compagno di classe Luca Pajetta che quando scoprì di avere votato un monarchico non ebbe il coraggio di dirlo in casa). 
Fu eletto presidente (cosa che toccò poi a me cinque anni dopo). Il suo impegno politico lo portò con i radicali e poi con i socialisti con cui fu eletto due volte in Consiglio comunale. 
Ci ritrovammo nel 2011 nel sostegno alla campagna elettorale di Giuliano Pisapia (a cui si riferisce questa foto). Aveva scritto alcuni libri, tra cui una storia del Partito Radicale e una pregevole Antologia tra fine ottocento e primi novecento, scritta con Diana Georgiacodis, per combattere lo stereotipo che voleva Milano riconoscibile solo per la sua vocazione mercantile e produttiva non rendendo giustizia di una grande tradizione culturale, civile ed estetica. 
Una persona gentile, spiritosa, esperta, rimasta elegante nei suoi tratti e nei suoi comportamenti. Un abbraccio.

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