Quattro dialoghi di Francesco Saverio Nitti di cento anni fa. Villa Nitti a Maratea (21.7.2019)

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Post di Stefano Rolando su FB (22.7.2019)

Serata importante ieri ad Acquafredda di Maratea, nel perimetro di Villa Nitti, con pubblico in grande prevalenza di residenti marateoti di varie generazioni, con il nuovo sindaco della città Daniele Stoppelli; con i nostri amici storici Fulvio Cammarano, Donato Verrastro, Nicoletta Marini D’Armenia, Maria Teresa Imbriani; con rappresentanti della famiglia Nitti (tra cui Patrizia che ebbe la sua infanzia in quella Villa); con l’efficace team operativo della Fondazione (Edoardo Fabbri Nitti, Giulia D’Argenio, Gianluca Tartaglia e Anna Maria Barbato Ricci); con amici della Fondazione che da anni seguono il percorso di valorizzazione di un “grande italiano” (per esempio Nicola Pagliuca e Angelo Nardozza); ma in particolare con la magnifica compagnia teatrale “Opera” che con la guida di Gianpiero Francese da quindici anni mette in scena brani di dialogo di Nitti con diverse personalità (ieri Gennaro Tritto ha interpretato Nitti, Raffaele Castria ha interpretato sia Fortunato che D’Annunzio, Erminio Truncellito ha interpretato Maurizio Capuano in un brano scritto da Fabrizio Barca, Anna Masullo ha interpretato l’intenso e commovente dialogo del presidente con sua moglie, Antonia Persico Cavalcanti). Serata importante perchè il teatro è emozione e sentimento, oppure non è. E ieri lo è stato rispetto a molti temi che l’Italia sentì sulla pelle cento anni fa e che – pur nel cogliere il dato che la storia non si ripete mai tale e quale – la nostra Italia di oggi risente in vario modo sulla sua pelle. E’ ciò che ho provato a dire con qualche parola introducendo insieme al sindaco Stoppelli l’evento e che in questo servizio di “Cronache lucane” esprimo in sintesi.

Il servizio di Cronache Lucane

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