Crisi di governo. Il comunicato ufficiale della Direzione di Più Europa e la nota personale sulla posizione assunta in quella Direzione.

La mia nota predisposta per la Segreteria di Partitodiazione (che rappresento in seno alla Direzione di Più Europa) e il comunicato ufficiale emesso dalla Direzione stessa di Più Europa.
Roma, 3 settembre 2019

Nel corso di tre sedute svolte nel corso della crisi di governo, la Direzione di Più Europa ha discusso la posizione da tenere di fronte alla formazione del governo Conte bis sostenuto da M5S e da PD.Premesso che a molti di coloro che guardano da una posizione progressista la vicenda sono evidenti alcuni pro e alcuni contro e soprattutto sono evidenti ambiti ancora di ampie incognite la cui evoluzione dipenderà da decisioni finali ( programma e composizione del governo) oggi non tutti prevedibili. Le relazioni intercorse tra la delegazione di Più Europa e il presidente incaricato, pur di carattere cordiale, non hanno profilato una concreta materia attribuibile ad un argomentato allargamento della maggioranza, così che il Segretario Benedetto Della Vedova ha comunicato il perimetro delle priorità discusse dalla Direzione stessa per lasciare una traccia non equivoca in questa interlocuzione. Va riconosciuto che il dibattito interno si è svolto prevalentemente attorno a opzioni di ordine etico-politico, con riferimento a coerenze di storie e di percezioni della responsabilità del far politica, più che a perseguimento di interessi e meno che mai di “posti”. Quindi attorno all’idea della maggiore o minore agibilità politica complessiva relativa alle scelte da compiere. Fin dall’inizio si sono profilate le posizioni dei due principali blocchi fondatori – quello liberal-radicale e quello che fa riferimento al Centro democratico – rispetto a cui, per idee e progetto, la posizione che rappresento si colloca nel tentativo espresso fin dal congresso nazionale del gennaio 2019, di perseguire  una via di ricomposizione e riorganizzazione più allargata. Le due posizioni, a mio avviso, si sono cristallizzate in una sorta di antagonismo pregiudiziale, una attorno alla idea di sfiducia, l’altra attorno all’idea di fiducia al governo in via di costituzione, con la oggettiva difficoltà di “comprendersi”. Ho provato nel corso del dibattito interno a dare un minimo di senso all’antica “scelta sofferta” della astensione. Quella che magari non è solenne, non è esclamativa, ma che ha tuttavia la potenzialità di ridurre lo strappo interno, creare un terreno di “lavoro culturale” (che ha a breve la scadenza della conferenza programmatica),  profilare una non fiducia (che in verità al Senato suona come sfiducia) e porsi agli elettori e ai media come un po’ differente dallo strappo repentino ed emozionale di Calenda e un po’ differente dalla platealità propagandistica  di Salvini e destre. La posizione di preliminare astensione – espressa anche dai gruppi parlamentari autonomisti – punta a comprendere e ad accogliere un vasto disorientamento di elettori, distingue da due linee in cui ci sono eserciti interi schierati, consente una libera evoluzione di fronte a possibili evidenze ora non emerse. L’esito del voto ( 33 votanti su 36 aventi diritto) ha espresso 19 voti a favore della mozione presentata dal segretario Benedetto Della Vedova e sostenuta da Emma Bonino, 10 voti a favore della posizione sostenuta da Bruno Tabacci, 4 voti favorevoli alla astensione.Stefano Rolando

La Direzione di Più Europa
premesso che:quando si è aperta la crisi del governo uscente, Più Europa aveva auspicato che un nuovo eventuale esecutivo realizzasse una netta discontinuità politica e programmatica rispetto alle politiche adottate dalla maggioranza cosiddetta gialloverde, la cui rottura e l’uscita della Lega dalla compagine di governo hanno rappresentato una indubbia novità positiva per l’Italia e la sua collocazione europea e internazionale;nelle settimane successive, non si sono purtroppo ravvisati elementi sufficienti di discontinuità con il passato sui principali temi dell’agenda di governo né nelle dichiarazioni pubbliche del Presidente del Consiglio incaricato e dei leader del M5S e del PD;si sono rafforzate le ragioni di preoccupazione sulla capacità del nuovo esecutivo e della relativa compagine parlamentare di assicurare stabilità istituzionale e di realizzare una politica sociale, economica e ambientale all’altezza delle esigenze del Paese;il dibattito nelle riunioni della direzione di Più Europa ha rappresentato una pluralità di posizioni e di sensibilità e ha colto tutta la gravità e la complessità della fase politica in corso;l’articolazione delle posizioni non può esimere dalla responsabilità di assumere una decisione politica rispetto al nascente esecutivo tale da rendere efficace la promozione dei temi e degli obiettivi politici prioritari di Più Europa;deliberache Più Europa, riconoscendo piena legittimità istituzionale al nascente esecutivo, si porrà all’opposizione dello stesso, con uno spirito di critica chiara e costruttiva e di leale collaborazione sulle misure di riforma economica, civile, politica e istituzionale che saranno ritenute condivisibili e utili per l’Italia e per l’Europa;in particolare, Più Europa assicurerà il suo impegno e la sua collaborazione per le iniziative finalizzate a stabilizzare i conti pubblici, a promuovere l’equità intergenerazionale, ad ampliare il perimetro dei diritti civili e delle libertà economiche, a produrre un cambio di marcia deciso e senza ambiguità nel campo delle politiche sull’immigrazione, della tutela dell’ambiente e del contrasto ai cambiamenti climatici, della difesa dello stato di diritto e del processo di integrazione europea.

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