Conclusa a Maratea l’edizione sperimentale del “Festival delle città narranti”

Fondazione Nitti, Fondazione Matera 2019, insieme a Università Iulm e Università della Basilicata tracciano un bilancio di un progetto destinato a diventare appuntamento annuale euro-mediterraneo

La costa di Maratea, da Villa Nitti.
Villa Nitti, acquistata da Francesco Saverio Nitti ad Acquafredda di Maratea nel 1918, affidando poi tra il 1920 e il 1921 all’architetto veneziano Vincenzo Rinaldo la completa trasformazione dell’originaria casa a picco sul mare.
Da sinistra: Paolo Verri, Marco Biazzetti, Stefano Rolando, Pier Giorgio Quarto, Katarzyna Stępniak, Daniele Stoppelli, Giampaolo D’Andrea, Franz Cerami
Il rettore Iulm Gianni Canova in videoconferenza da Milano. Al tavolo Annamaria Barbato Ricci, Pier Giorgio Quarto, Daniele Stoppelli, Stefano Rolando, Paolo Verri
Giampaolo D’Andrea e Paolo Verri
Roberta Bianchi e Katarzyna Stępniak , con Paolo Verri
Franz Cerami e Paolo Verri durante la proiezione sulle installazioni digitali a Erevan (Armenia). Una modalità di intervenire sulle appartenenze e le tradizioni, ma anche sulle contraddizioni e sui conflitti urbani.
Franz Cerami, installazione digitale a Napoli, Castel dell’Ovo
Enric Truñó i Lagares , già assessore di Barcellona (con Pasqual Maragall sindaco) e studioso di storia della città, in videoconferenza da Barcellona.
La comunicazione di Matera capitale europea della cultura 2019 nel corso dell’anno: Serafino Paternoster, Paolo Verri, Rossella Tarantino.
Nella stessa Villa Nitti allestita una piccola mostra fotografica con “immagini gemelle” di Matera e Petra (Giordania). Paolo Verri (Matera) e Marco Biazzetti (Petra) introducono la visita alla galleria.
Una delle immagini gemelle “Mater(i)a P(i)etra”
Villa Nitti, ad Acquafredda di Maratea
Villa Nitti, nella sera alla cena con tutti i partecipanti
Il servizio di Diana Fichera per il TG3 e TgBasilicata della Rai, dalle piazzette di Maratea al convegno.
La parte dell’evento dedicata alle scuole del territorio
Un’altra sessione con gli studenti universitari (in particolare di Napoli)
Sulla terraza di Villa Nitti Chiara Rizzi con il team degli studenti universitari di Unibas.
Una parte del team del master in Politiche culturali dell’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli
In prima fila, in una fase degli interventi, da sinistra: Patrizia Nitti (presidente della Associazione melfitana “Francesco Saverio Nitti”) , Edoardo Fabbri Nitti (amministratore della Fondazione), Valentina Trotta (assessore al Turismo di Maratea) e Francesca Crusco (assessore al Patrimonio e Lavori Pubblici di Maratea)
Collateralmente: la visita a Maratea della mostra (parte della programmazione dell’anno di Matera capitale europea della Cultura) dedicata a una parte dell’opera di Angelo Brando, post-impressionista nato a Maratea nel 1878 e morto nel 1955, formato alle Belle Arti di Napoli nella prima parte del ‘900
All’ingresso della mostra sotto le immagini dell’artista.
Paolo Verri con Michele Saponaro, direttore di Palazzo De Lieto a Maratea e curatore della mostra
Coro di fanciulle“, olio sui tela, 1938
Un’altra opera di Brando
Una bella fotografia di Giulia D’Argenio nella passeggiata nel centro storico di Maratea prima della visita alla mostra di Angelo Brando.
Le conclusioni: Danioele Stoppelli, Stefano Rolando,Paolo Verri
Concerto di Corrado Galimi e Pietro Perrone. E letture di Antonio Fulfaro (al termine dei lavori)
Prima di chiudere, Paolo Verri non resiste allo scatto sul mare di Maratea
Il Save The date dell’evento
Il logo e il manifesto del Festival (grafica di Fulvio Ronchi)
La stampa territoriale ha dato ampio spazio all’annuncio del Festival
E il Corriere della Sera ha annunciato l’evento nelle pagine culturali nazionali.

Maratea, 27 ottobre 2019 – Festival delle Città Narranti ha chiuso ieri la sua edizione sperimentale, una sorta di “numero zero” per verificare la formula e l’accoglienza di un progetto dedicato a nuove idee per promuovere città e territori culturalmente ed economicamente.

E quindi anche dedicato a nuove professioni ibride, con un occhio ai temi sociali e identitari interni alle comunità e un altro occhio allungato sui tanti che, all’esterno, non conoscono ma “immaginano”.

Cornice speciale quella della baia di Maratea all’interno di Villa Nitti – il luogo in cui il presidente del Consiglio dei Ministri del tempo, il lucano Francesco Saverio Nitti aveva fatto costruire il suo rifugio di famiglia e di scrittura (qui scrisse la sua memorabile trilogia sull’Europa) – ancora scaldata dal sole di fine ottobre, per iniziativa della Fondazione “Francesco Saverio Nitti” (che ha sede a Melfi) insieme alla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e con la collaborazione scientifica della Università IULM di Milano (Osservatorio sul Public Branding) e della Università della Basilicata

La formula è quella di “narrazioni di narrazioni”, cioè i tanti modi di rappresentare lo storytelling attorno a luoghi, città e territori che, spesso per grandi eventi, comunque per promuovere nuova attrattività, oggi debbono ineludibilmente percorrere la strada dell’iniziativa comunicativa che non è fatta solo di pubblicità, di messaggi assertivi o di perentori inviti al turismo. Ma di molte e più sofisticate maniere di esprimere sentimenti del nostro tempo insieme alle relazioni con la storia, la memoria e il patrimonio (ambientale e culturale, materiale e immateriale) che rendono quei luoghi e quei territori un mondo di distinzioni.  

Nelle due giornate di Maratea, una è stata dedicata a casi diversi di città del sistema euro-mediterraneo. Barcellona (Enric Truñó i Lagares),Wroclaw ovvero Breslavia (Katarzyna Stępniak), Petra, in Giordania (Marco Biazzetti) e, per voce di molti interventi, anche Milano con il caso di Expo 2015. E naturalmente anche la città di Maratea per voce del suo sindaco Daniele Stoppelli.

E un’altra è stata dedicata a “rendicontare” dal punto di vista comunicativo l’esperienza che va verso le conclusioni di “Matera capitale europeo della cultura 2019” (interventi di Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera e anche di Giampaolo D’Andrea, assessore alla cultura, e degli operativi nell’esperienza comunicativa Rossella Tarantino, Serafino Paternoster, Raffaella Pontrandolfi). Un caso esemplare dei tanti artisti che lavorano (cinema, musica, arte, fotografia, letteratura) nel campo del citytelling, la performance alla fine della prima sessione di Franz Cerami che ha presentato Lighting Flowers, installazioni digitali realizzate in alcune periferie nel mondo, portando a narrazione identità e conflittualità.

Gli ideatori di questo evento così sintetizzano gli esiti. Stefano Rolando (presidente di Fondazione Nitti e direttore dell’Osservatorio Public Branding IULM): “Mettere a confronto approcci ed esiti, vuol dire – in questo campo – aiutare a valutare se il modo con cui si gestisce un brand territoriale è statico o dinamico, guarda al passato o anche al futuro, si affida a staccare biglietti o promuove conoscenza, produce immagine-cartolina o fa rivivere il senso dei nostri patrimoni. Per un progetto così servono le istituzioni, le professioni, le imprese e le università. Cosa che qui abbiamo oggi sperimentato ancora in piccolo, ma intuendo la strada giusta”. Paolo Verri (direttore della Fondazione “Matera Basilicata 2019): “La presenza, che abbiamo organizzato, di studenti universitari di varie città e di scolaresche del territorio, è stata un indicatore importante di attenzione e di interesse. La comprensione che in questo campo sia in gioco molto futuro, fatto non solo di appartenenze ma anche di nuova creatività e di sfide, è passata con evidenza. La casistica è infinita. Abbiamo cominciato da casi esemplari e contiamo di disegnare un programma all’altezza di un modo nuovo, che in Italia si va sperimentando – da Milano a Matera – con partecipazione ed entusiasmo dei giovani che va anche reindirizzato professionalmente”.

Su questa impostazione sono risuonate parole interessanti, intanto di amministratori e di rettori universitari. Il sindaco di Maratea Daniele Stoppelli ha osservato che “anche un luogo di speciale bellezza deve andare al di là di questo racconto e ha necessità di altre forme espressive per fare emergere proposte culturali, museali e di riqualificazione del patrimonio, così come Maratea è incamminata a fare”. Il presidente della Commissione Attività produttive del Consiglio regionale della Basilicata Pier Giorgio Quarto ha detto che “il carattere distinto dei territori è la grande carta comunicativa dell’Italia ed è il cantiere più interessante per lavorare sul rapporto tra turismo e cultura”. L’assessore alla cultura di Matera Giampaolo D’Andrea ha svolto considerazioni generali, anche nella sua veste di esponente del MIBAC, considerando “territori e città come ormai soggetti indispensabili per trovare un equilibrio con i processi di globalizzazione rispetto a cui il ritorno ai nazionalismi è una risposta pericolosa e insoddisfacente”.

Sostegno e impegno da parte del sistema universitario che agisce su tutta l’innervatura del rapporto tra nuove funzioni e nuove professioni della comunicazione urbana e territoriale. Gianni Canova, rettore dell’Università IULM, ha ricordato che in questo settore “sono ormai avanzate tanto le esperienze di didattica quanto quelle di ricerca applicata ed in particolare possono essere consolidate e incrementate utili esperienze di raccordo e cooperazione tra atenei del nord e del sud, rispetto a cui vi è molta mobilità di studenti”. Nicola Cavallo, prorettore dell’Università della Basilicata, nel convergere con questa progettazione, ha aggiunto “l’ambito del public engagement, in ordine a cui solo entrando nel vivo di processi reali il sistema universitario può esprimere il suo potenziale concorso al miglioramento e alla modernizzazione del Paese”.  

 

Il giornale on line della Basilicata “Cronache lucane” ha pubblicato quattro videointerviste dedicate all’evento:    http://www.lecronachelucane.it/2019/10/26/festival-delle-citta-narranti/   

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