L’ora più buia. Un commento di Beniamino A. Picone

Riproduco qui il commento al film “L’ora più buia” postato da Beniamino A. Picone.

 

“L’ora più buia”,

un film da vedere per capire l’Inghilterra, gli inglesi e quello statista di Winston Churchill

Post di Beniamino Andrea Picone

24.1.2018

      

 

Dopo il bellissimo “Dunkerque“, uscito qualche tempo fa, al cinema è in programma “L’ora più buia“, il racconto dei giorni decisivi del maggio 1940, quando l’Inghilterra non si arrese ad Adolf Hitler e creò le basi per la vittoria dell’Occidente sul nefasto impero nazista.

Nei primi giorni di maggio, oltre trecentomila soldati inglesi sono bloccati in Belgio, a Dunkerque, circondati dai carri armati tedeschi. I belgi e poi i francesi si sono arresi. Manca solo che lo facciano gli inglesi.
Il governo inglese – dal maggio 1937 – è guidato da Neville Chamberlain, membro del partito conservatore e molto vicino al re, Giorgio VIil re balbuziente, molto amato dagli inglesi.
In politica estera Chamberlain tentò di neutralizzare l’aggressività di Hitler e Mussolinipraticando la politica dell’appeasement (pacificazione a prezzo di concessioni) nonostante l’opposizione del suo ministro degli Esteri Anthony Eden, che si dimise il 21 febbraio 1938 e fu sostituito da Edward Wood, I conte di Halifax.
Winston Churchill, non risparmiò le critiche verso l’ottimismo di Chamberlain, commentando gli accordi di Monaco con la celebre frase: “… potevano scegliere tra il disonore e la guerra, hanno scelto il disonore ed avranno la guerra” . Dopo l’annessione dei territori slavi della Cecoslovacchia, in spregio ai patti sottoscritti, divenne chiaro che la Germania nazista si stava prendendo gioco delle diplomazie europee. Ciò nonostante Chamberlain tentò comunque di trovare una linea di dialogo con la Germania, al fine di scongiurare una guerra.
Chamberlain rassegnò le dimissioni il 10 maggio 1940, dopo l’invasione tedesca della Norvegia.
Suo successore divenne Winston Churchill, ma Chamberlain conservò un posto di primo piano sia nel Gabinetto di Guerra, sia nel Partito Conservatore.

Churchill, spendidamente interpretato da Gary Oldman, una volta sulla plancia si trova a dover gestire la possibile disfatta di Dunkerque. Forte della sua esperienza di ammiraglio, Churchill dà l’ordine al comandante della marina inglese di chiedere a tutti i proprietari di barche civili inglesi di andare a recuperare i soldati sulle coste del Belgio.

L’operazione è decisiva. Funziona. Più di trecentomila soldati vengono riportati a casa.
In quei giorni convulsi, Churchill è pressato da Chamberlain, che spinge per un accordo con Hitler. Churchill è contrario: “Come fai ad accordarti con una tigre quando hai la testa nella sua bocca?”.Anche il re in un primo momento spinge per avviare le trattative con i tedeschi, tramite l’ambasciatore italiano a Londra.
Churchill entra nella testa degli inglesi, che sono battaglieri, non si arrendono mai. Non vogliono l’appeasement con Hitler. Nel film si vede Churchill – che non è mai stato in metrò prima d’ora, le sue origini nobili glielo impedivano – entrare nel Tube londinese e confrontarsi con i passeggeri, che lo convincono a non mollare (in una sola fermata è difficile!).

Churchill va in Parlamento e promette “lacrime e sangue”, battaglie di terra e di mare. E ottiene la fiducia. Pochi mesi dopo, nel settembre 1940, i piloti della Royal Air Force (RAF) si difenderanno alla grande nei cieli di Londra nella famosa Battaglia d’Inghilterra. Più di mille aerei della Luftwaffe lanciarono attacchi devastanti. «Sembrava un’immensa e nera nube di tempesta» narrarono i testimoni. Incursioni notturne, milioni di bombe incendiarie. Londra, in quel momento la più grande città del mondo, era il centro dell’Impero. Hitler la sognava a pezzi. Churchill disse: «La gratitudine di ogni casa della nostra isola, del nostro Impero, e in verità di tutto il mondo, va agli aviatori britannici, che sfidando tutte le probabilità, affrontando instancabilmente una sfida incessante e un estremo pericolo, stanno invertendo le sorti della guerra con la loro prodezza e la loro tenacia. Mai tanti hanno dovuto tanto a così pochi».
Il film “L’ora più buia” merita, va visto. Una cosa che mi è piaciuta in particolare è l’amore per i libri di Churchill. Spesso va alla ricerca della citazione giusta per il prossimo discorso da dettare alla dattilografa (la bella attrice Lily James). Una volta impreca e se la prende con la moglie perché non trova un volume di Cicerone.

A me è tornata in mente “La meglio gioventù“, l’epico film di Marco Tullio Giordana, dove chi fa carriera – in Banca d’Italia, guarda caso – ha una casa piena di libri. La cultura come base del vivere e della civile convivenza. La biblioteca come strumento per abbeverarsi nei momenti importanti, la compagna di vita. “Con la cultura non si mangia”, diceva il ministro Tremonti. Sir Winston Churchill la pensava all’opposto, e, grazie a una serie di volumi sulla Seconda Guerra Mondiale, nel 1953 vinse il premio Nobel per la letteratura.
Qualche anno fa il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi rese un tributo a Winston Churchill. Il 25 marzo 2014 tenne una lezione a Parigi a Sciences Po dal titolo “A consistent strategy for a sustained recovery” riproponendo una sua considerazione: “Winston Churchill said that “to achieve great things, two things are needed: a plan, and not quite enough time“. Draghi ribadì con ottimismo (con gli occhi di oggi, ne aveva ben donde): “I hope that I have made clear today that we do have a plan. And since we certainly have no time to spare, I trust that, if we remain resolute, great things for the euro area and its citizens can become possible“.
Bisogna agire. Alla fine, in mancanza di scelte politiche, la decisione forte l’ha presa il Governing Council della BCE comprando miliardate di titoli obbligazionari, governativi e corporate, sbaragliando al ribasso la curva dei tassi di interesse. Non c’è tempo da perdere, come pensava Churchill.

Tornando a Churchill. Singolare che per raggiungere grandi traguardi dobbiamo avere non troppo tempo a disposizione. Perchè altrimenti lo perdiamo, lo sprechiamo, tendiamo a rimandare. Ci vuole il coraggio di agire subito, senza tentennamenti, perchè il tempo perduto non torna più.

Pubblicato da Beniamino Piccone 16:51

 

 

 

Da Wikipedia

Sir Winston Leonard Spencer Churchill (Woodstock, 30 novembre 1874Londra, 24 gennaio 1965) è stato un politico, storico, giornalista e militare britannico.

È stato primo ministro del Regno Unito dal 1940 al 1945 e nuovamente dal 1951 al 1955. È stato inoltre membro del Parlamento dal 1900 al 1922 e dal 1924 al 1964, rappresentando nel corso della sua carriera cinque diversi collegi. Come primo ministro, è noto per aver guidato il Regno Unito alla vittoria nella seconda guerra mondiale; fu anche leader del Partito conservatore per quindici anni, dal 1940 al 1955. Churchill nacque in una famiglia aristocratica, figlio di Lord Randolph Churchill, importante statista conservatore; arruolatosi nell’esercito britannico, combatté in India, nella guerra mahdista in Sudan e nella seconda guerra boera, ottenendo fama per le sue corrispondenze giornalistiche e per i libri di memorie sulle campagne a cui aveva preso parte. Entrato in politica agli inizi del XX secolo, ricoprì incarichi ministeriali nel governo liberale presieduto da Herbert Henry Asquith e, insieme con il Cancelliere dello Scacchiere David Lloyd George, svolse un’intensa attività riformatrice in campo sociale. Nominato Primo Lord dell’Ammiragliato, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale dovette abbandonare il governo in seguito all’esito disastroso della campagna di Gallipoli, della quale era stato il principale promotore; nel 1916, caduto Asquith, Churchill tornò a importanti incarichi di governo nel nuovo gabinetto di David Lloyd George. Dopo la guerra ottenne la carica di Cancelliere dello Scacchiere del nuovo governo presieduto da Stanley Baldwin (19241929) e si fece promotore di una politica deflazionistica, restaurando la parità aurea della sterlina ai livelli pre-bellici. Escluso da incarichi governativi durante gli anni 1930, Churchill divenne una delle voci più critiche riguardo alla Germania nazista, guidando la campagna per il riarmo. Allo scoppio della seconda guerra mondiale divenne nuovamente Primo Lord dell’Ammiragliato, ma in seguito alle dimissioni di Neville Chamberlain nel maggio 1940 venne nominato Primo ministro. I suoi discorsi e trasmissioni radiofoniche furono decisivi nel sostenere la resistenza britannica, specialmente nel difficile biennio 19401941 quando il Commonwealth e l’Impero britannico si trovarono a fronteggiare da soli la minaccia nazista. Churchill guidò poi il Regno Unito durante l’intero conflitto e nei mesi successivi alla resa tedesca. In seguito alla sconfitta dei Conservatori nelle elezioni del 1945, Churchill divenne leader dell’opposizione mantenendo comunque un grande prestigio internazionale; nel 1946 pronunciò a Fulton il famoso discorso sulla “Cortina di Ferro“, che convenzionalmente segna l’avvio della Guerra fredda. Rieletto primo ministro nel 1951, il suo secondo mandato fu dominato da problemi di politica estera come l’insurrezione comunista in Malesia, la Rivolta dei Mau-Mau in Kenya, la guerra di Corea e il colpo di stato iraniano del 1953. Churchill si dimise dalla carica nel 1955, rimanendo comunque parlamentare fino al 1964. Alla sua morte la Regina gli concesse gli onori del funerale di stato, al quale parteciparono un gran numero di statisti. Per l’attività di storico e scrittore portata avanti durante tutta la vita ricevette anche il Premio Nobel per la Letteratura nel 1953. Protagonista di primo piano delle vicende politiche britanniche e internazionali per oltre cinquant’anni, Churchill è tra le figure più significative del XX secolo. La sua memoria rimane oggetto di elogi e critiche e il dibattito intorno alla sua complessa eredità resta acceso[1].

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Fooding Theme by WPStash