Pensiero della mezzanotte del 19 aprile 2018 (sullo svolgimento della crisi politica)

Proviamo a fare un pensierino della mezzanotte.
Con l’esplorazione Casellati si è dimostrato che Cinquestelle e Centrodestra non risolvono conflittualità che – per le responsabilità istituzionali del Presidente della Repubblica (non solo copertura di una maggioranza, ma – pochi ne parlano – anche credibilità nazionale e internazionale dell’esecutivo) – minano quella formula.
La lieve variante introdotta da Di Maio lascia intatta la natura dei conflitti.
Se,simmetricamente, arriva la seconda esplorazione, attraverso un incarico per esempio a Fico, come si dice, sarà la pancia stessa dei Cinquestelle (e forse anche la pancia del PD) a cercare di caricare le verifiche di tali e tanti “si ma” da riprodurre anche su quel fronte pari conflittualità.
Questo aprirà le porte ad una soluzione istituzionale non negoziata con le delegazioni dei partiti che comporterà due varianti parlamentari: dentro tutti o dentro chi ci sta assicurando una maggioranza che i maggiori partiti troveranno obtorto collo per non rischiare a breve di essere ciascuno imputato del fallimento.
Arrivati a questo punto il game prosegue tutto come grande problema di comunicazione.
Cioè attorno a come a poco a poco gli italiani andranno percependo chi ha cercato soluzioni per mandare avanti il paese e chi ha impedito soluzioni per privilegiare il proprio posizionamento.
Media, politica e centri di interesse apriranno la più grande partita di lobbying degli ultimi tempi per orientare su questo o quel soggetto in campo l’onta di essere “il colpevole”.
Il capo dell’esecutivo “istituzionale” (che il Foglio di domani credo intitoli “il governo del commissariamento”) saprà da subito che la sua durata dipenderà dalla abilità con cui si saprà spargere quella colpa un po’ su tutti così da non alterare i rapporti di forza rendendo possibile il ricorso alle elezioni anticipate.
Se l’alchimia comunicativa manterrà il “lenzuolo dell’onta” sulla testa di tutti – ovvero di nessuno – l’esecutivo istituzionale guadagnerà tempo e fiato per tentare di governare.
Tutto ciò non è ancora detto al 100 per 100, ma è lecito pensarlo.
Cominciamo a capire in che tunnel ci siamo cacciati.
E’ vero che la crisi è inedita. Ma anche i rischi che possono essere generati hanno una portata inedita.

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