Melfi ricorda i 150 dalla nascita di Nitti e i 70 della Costituzione

 

 

Nelle foto:

All’apertura del convegno Roberta Tartaglia illustra le immagini della distruzione ad opera degli squadristi della casa di Nitti a Roma nel 1923 e in breve sintesi la storia del suo lungo esilio fino al ritorno in Italia e al suo primo grande comizio ad Italia liberata nella piazza principale di Melfi.
Al convegno: Giampaolo D’Andrea, Livio Valvano, Stefano Rolando, Patrizia Nitti, Enzo Fimiani
Davanti al monumento a Nitti dopo il corteo del 25 aprile : da sinistra Edoardo Fabbri Nitti, Patrizia Nitti, Livio Valvano, Giuseppe Brescia, Stefano Rolando, Gianluca Tartaglia.

 

Melfi, 25 aprile 2018

Una suggestiva invenzione teatrale ha reso la figura di Francesco Saverio Nitti vivo e vegeto, pur a 150 anni dalla sua nascita (avvenuta il 19 luglio del 1868 a Melfi), nel corso del convegno dedicato all’anniversario della Liberazione svolto presso il Centro culturale allo stesso Nitti dedicato a Melfi, promosso dal Comune, dalla Associazione e dalla Fondazione Nitti, dall’ANPI e introdotto dal sindaco della Città Livio Valvano e dal presidente della Fondazione Nitti Stefano Rolando.
Otto lettere firmate da Francesco Saverio Nitti con altrettanti destinatari per attualizzare il pensiero di una figura singolare e moderna di politico e di pensatore, a 30 anni professore di scienze delle finanze a Napoli, poi deputato eletto a Muro Lucano, parlamentare radicale, fu nella prima parte del Novecento ministro dell’Agricoltura, dell’ Industria, del Tesoro e nel 1919 presidente del Consiglio dei ministri, poi esule durante il fascismo a Parigi e dopo la liberazione tra i padri costituenti e di nuovo esponente della ricostituita democrazia.
La prima lettera dedicata ai melfitani, letta dall’assessore alla cultura della città Raffaele Nigro; la seconda ai lucani, letta dal presidente della Deputazione di storia patria della Basilicata, Antonio Lerra; la terza dedicata ai meridionali, letta dal presidente del comitato scientifico della Fondazione Nitti e storico dell’ Universita’ Orientale di Napoli Luigi Mascilli Migliorini; la quarta lettera dedicata agli italiani, letta dal prof. GIampaolo D’ Andrea, già parlamentare e sottosegretario di Stato e professore dell’Universita’ della Basilicata; la quinta lettera dedicata ai funzionari dello Stato italiano, letta da Giovanni Vetritto, direttore generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; la sesta lettera dedicata alle donne, letta da Patrizia Nitti, nipote di Francesco Saverio e di Alberto Cianca (che fu ministro azionista nell’ immediato dopoguerra); la settima dedicata ai giovani europei, che ha avuto la voce dell’attore Gennaro Tritto e, infine, l’ ultima indirizzata a Indro Montanelli, per rettificare alcuni giudizi contenuti nella sua “Storia D’ Italia”, letta da Stefano Rolando. Il prof. Enzo Fimiani, dell’ Unversita’ dell’Abruzzo e rappresentante dell’ ANPI ha colto in conclusione i passaggi chiave di questa corrispondenza attualizzata che sarà presto resa pubblica integralmente.
Lo stesso prof. Fimiani, insieme al prof. Rolando, introdotti dal sen. Giuseppe Brescia, avevano partecipato nel corso della mattinata ad un incontro con gli studenti del liceo scientifico Federico II a Melfi dedicato al rapporto tra Nitti e la storia d’Italia.

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