Documenti di candidatura al CdA della RAI-Radiotelevisione italiana

Ricevuta di avvenuta consegna

Il giorno 20/05/2018 alle ore 18:35:40 (+0200) il messaggio
“Presentazione a Senato della Repubblica documenti di candidatura al CdA della RAI-Radiotelevisione italiana” proveniente da “stefano.rolando@postecert.it”
ed indirizzato a “cdarai@pec.senato.it”
è stato consegnato nella casella di destinazione.

Identificativo messaggio: 2A71805A.000C0376.7E680892.EAC349F1.posta-certificata@postecert.it

 

Ricevuta di accettazione

Il giorno 20/05/2018 alle ore 18:35:37 (+0200) il messaggio
“Presentazione a Senato della Repubblica documenti di candidatura al CdA della RAI-Radiotelevisione italiana” proveniente da “stefano.rolando@postecert.it”
ed indirizzato a:

cdarai@pec.senato.it (“posta certificata”)
stefano.rolando@gmail.com (“posta ordinaria”)

è stato accettato dal sistema ed inoltrato.

Identificativo messaggio: 2A71805A.000C0376.7E680892.EAC349F1.posta-certificata@postecert.it

 

Stefano Rolando

Candidatura a componente del consiglio di amministrazione della Rai-Radiotelevisione italiana

ai fini dell’elezione da parte del Senato della Repubblica

(e allegato curriculum vitae ed elenco delle principali pubblicazioni)

 

Sintesi dell’application e profilo motivazionale

Con dichiarazione in ordine a requisiti ed eleggibilità

 

  1. Ho dedicato la mia vita professionale, istituzionale e accademica al settore delle comunicazioni e della comunicazione. Ho fatto attivamente giornalismo, editoria, comunicazione di impresa, pubblicità, televisione, cinema, comunicazione pubblica, telecomunicazioni, con esperienze in Italia e in molti paesi del mondo (tra cui quasi tutta Europa). Spesso correlando creatività e governance, prodotto e processo, mezzi e norme.
  2. Mi sono occupato di relazioni istituzionali sia alla Rai (tra gli anni ’70 e 80) sia in Olivetti (a metà degli anni ’90). E anche di relazioni inter-istituzionali come segretario generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali italiane (tra il 2001 e il 2006).
  3. Sono diventato dirigente d’azienda a 31 anni alla Rai, che per tutta la vita ho considerato “casa madre”, ho fatto il direttore generale in realtà aziendali e istituzionali dai 34 anni in poi, per dieci anni – centrali nella mia vita – sono stato direttore generale e capo del Dipartimento Informazione ed Editoria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sia concesso di dire che, nel 1993, a 45 anni, ho avuto (motu proprio del presidente del Consiglio Ciampi) per il fervore (e forse anche i risultati) di quel servizio alle istituzioni la massima onorificenza della Repubblica (Cavaliere di Gran Croce).
  4. Questo quadro di esperienza è iniziato nel campo della ricerca socio-economica internazionale con il primo lavoro di rilievo svolto per la Commissione delle Comunità Europee nel 1971, con riferimento all’allora commissario agli affari industriali e tecnologici Altiero Spinelli; poi proseguito nella comunicazione di impresa per il gruppo IRI;  poi come dirigente alla Rai (affiancando due presidenti significativi come Paolo Grassi e Sergio Zavoli); poi distaccato dalla stessa Rai e nominato dalle PP.SS. direttore generale dell’Istituto Luce (azienda al tempo da ricostruire);  quindi nella esperienza decennale a Palazzo Chigi con dieci governi e ancora il ritorno in impresa tra il ’95 e il ’96 come direttore centrale del gruppo Olivetti e dal 1997 al 2001, tornato nella mia città a Milano, come direttore generale coordinante dell’Assemblea legislativa della Lombardia.
  5. Sono stato consigliere in decreto di gabinetto di tre ministri, sono stato membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni, ho rappresentato l’Italia nel CS dell’Unesco (BRESCE).
  6. Nel 2001 ho fatto il concorso a cattedra (Economia e gestione dell’impresa a Ca’ Foscari) e sono stato chiamato da un ateneo specializzato nel settore della comunicazione (IULM a Milano) dove svolgo servizio da 17 anni come docente di ruolo nell’area delle comunicazioni, in una didattica attenta alle ragioni non solo teoriche ma anche professionali, svolgendo ricerca applicata e sviluppando programmi di public engagement e di democrazia partecipativa.
  7. Per le esperienze svolte con carattere pionieristico a Palazzo Chigi vengo considerato precursore e attivatore delle forme moderne di “comunicazione pubblica, operando sia sulle nuove forme di servizio al cittadino che su larga parte del processo normativo che è stato importante soprattutto dal 1990 al 2000. A questo ambito ho dedicato circa un terzo delle mie pubblicazioni e sono tuttora il presidente del coordinamento della comunicazione istituzionale europea (con segretariato presso il Consiglio UE a Bruxelles).
  8. La Rai è stata l’azienda in cui ho assunto la dirigenza, in cui ho operato nel quadro di alcune trasformazioni strutturali, tra cui quella del rapporto tra pubblico e privato, quella della relazione tra centro e territorio, quella concernente le relazioni con l’industria culturale e quella riguardata dalle relazioni istituzionali in una parallela trasformazione del quadro normativo. Ho considerato per tutta la vita questa azienda una componente strategica tanto dell’evoluzione moderna dell’identità italiana e delle trasformazioni dell’industria culturale e creativa del Paese.  Ho avuto con essa rapporti continuati anche dopo l’esperienza interna:
  • alla Presidenza del Consiglio dei ministri, occupandomi delle convenzioni Rai-governo e del processo normativo generale nel settore dei media;
  • nelle funzioni per il sistema regionale, delle attività radiotelevisive nel territorio;
  • nel campo dell’insegnamento, centrando una parte della mia didattica sulla materia “Politiche pubbliche per le comunicazioni attorno a cui il sistema radiotelevisivo costituisce una componente strutturale.
  1. L’accluso cv tocca in rapida sintesi molti di questi aspetti. Ma non può trasmettere fino in fondo la passione, profonda e civile, per i caratteri professionali riguardati dall’intreccio di questo sistema, con una vocazione prioritaria per i processi produttivi (a cui mi sono largamente dedicato, pur in equilibrio con esperienze gestionali e di governo delle regole a cui ho dedicato pari tempo, per l’evidente indispensabilità di assicurare migliori condizioni allo svolgimento degli aspetti realizzativi e più avanzate garanzie a favore dell’utenza.
  2. Non sono iscritto a partiti politici, opero con assoluta indipendenza per avere messo le risultanze di lavoro dentro un quadro critico a cui gli anni di ruolo in università sono stati utili sia del punto di vista metodologico che di comparazione. L’avere affiancato alcune reputate personalità della vita culturale e istituzionale, di cui vi è traccia nel mio cv (e anche fuori dal mio cv), è stato al tempo stesso una grande opportunità etica e un ammaestramento anche nel dettaglio di professioni che considero di altissimo artigianato. Ho una spiccata volontà ad agire per il miglioramento della “cosa pubblica” al servizio del bene comune.

Formulo così la mia application in ordine alla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione della Rai nel pieno convincimento di volere, potere e saper mettere ogni apprendimento fatto al servizio della centralità sociale di una moderna idea di operatore pubblico crossmediale. 

In relazione a cui dichiaro

  • il possesso dei requisiti di cui al comma 4 dell’articolo 49 del d.lgsl 31.7.2005, n. 177, nonché quanto indicato al comma 4-bis del medesimo articolo;
  • che ai sensi dell’art. 46 del DPR 28.12.2000 n. 445 non ricorrono le cause di ineleggibilità o decadenza di cui ai commi 4-ter e 4-quater dell’art. 49 del d. lgsl 31.7.2005 n. 177.

compiegando altresì un documento di identità in corso di validità.

Stefano Rolando

  • Nato a Milano il 20.2.1948.
  • Cittadinanza italiana.
  • In pieno godimento dei diritti civili e politici.
  • Residente a Milano in via…
  • Una figlia maggiorenne (Amelia Elisabetta Popa Rolando, n. l’8.11.1995).
  • Iscritto all’Ordine dei Giornalisti – Albo Pubblicisti dal 13.5.1970 (n. 672632).
  • Laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano il 15.12.1976.
  • CF – RLNSFN …
  • Dichiarante di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa.
  • Dichiarante di non essere sottoposto a procedimenti penali.
  • Professione: professore universitario di ruolo; già dirigente d’azienda e già dirigente generale nelle pubbliche amministrazioni.

(Stefano Rolando)

 

 

 

Ricevuta di avvenuta consegna

Il giorno 20/05/2018 alle ore 18:30:40 (+0200) il messaggio
“Presentazione a Camera Deputati documenti di candidatura al CdA della RAI-Radiotelevisione italiana” proveniente da “stefano.rolando@postecert.it”
ed indirizzato a “cdarai@certcamera.it”
è stato consegnato nella casella di destinazione.

Identificativo messaggio: 2A7084A2.000DB585.7E6369FB.56B71225.posta-certificata@postecert.it

 

Ricevuta di accettazione

Il giorno 20/05/2018 alle ore 18:30:34 (+0200) il messaggio
“Presentazione a Camera Deputati documenti di candidatura al CdA della RAI-Radiotelevisione italiana” proveniente da “stefano.rolando@postecert.it”
ed indirizzato a:

cdarai@certcamera.it (“posta certificata”)
stefano.rolando@gmail.com (“posta ordinaria”)

è stato accettato dal sistema ed inoltrato.

Identificativo messaggio: 2A7084A2.000DB585.7E6369FB.56B71225.posta-certificata@postecert.it

 

Stefano Rolando

Candidatura a componente del consiglio di amministrazione della Rai-Radiotelevisione italiana

ai fini dell’elezione da parte della Camera dei Deputati

(e allegato curriculum vitae ed elenco delle principali pubblicazioni)

 

Sintesi dell’application e profilo motivazionale

Con dichiarazione in ordine a requisiti ed eleggibilità

 

  1. Ho dedicato la mia vita professionale, istituzionale e accademica al settore delle comunicazioni e della comunicazione. Ho fatto attivamente giornalismo, editoria, comunicazione di impresa, pubblicità, televisione, cinema, comunicazione pubblica, telecomunicazioni, con esperienze in Italia e in molti paesi del mondo (tra cui quasi tutta Europa). Spesso correlando creatività e governance, prodotto e processo, mezzi e norme.
  2. Mi sono occupato di relazioni istituzionali sia alla Rai (tra gli anni ’70 e 80) sia in Olivetti (a metà degli anni ’90). E anche di relazioni inter-istituzionali come segretario generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali italiane (tra il 2001 e il 2006).
  3. Sono diventato dirigente d’azienda a 31 anni alla Rai, che per tutta la vita ho considerato “casa madre”, ho fatto il direttore generale in realtà aziendali e istituzionali dai 34 anni in poi, per dieci anni – centrali nella mia vita – sono stato direttore generale e capo del Dipartimento Informazione ed Editoria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sia concesso di dire che, nel 1993, a 45 anni, ho avuto (motu proprio del presidente del Consiglio Ciampi) per il fervore (e forse anche i risultati) di quel servizio alle istituzioni la massima onorificenza della Repubblica (Cavaliere di Gran Croce).
  4. Questo quadro di esperienza è iniziato nel campo della ricerca socio-economica internazionale con il primo lavoro di rilievo svolto per la Commissione delle Comunità Europee nel 1971, con riferimento all’allora commissario agli affari industriali e tecnologici Altiero Spinelli; poi proseguito nella comunicazione di impresa per il gruppo IRI;  poi come dirigente alla Rai (affiancando due presidenti significativi come Paolo Grassi e Sergio Zavoli); poi distaccato dalla stessa Rai e nominato dalle PP.SS. direttore generale dell’Istituto Luce (azienda al tempo da ricostruire);  quindi nella esperienza decennale a Palazzo Chigi con dieci governi e ancora il ritorno in impresa tra il ’95 e il ’96 come direttore centrale del gruppo Olivetti e dal 1997 al 2001, tornato nella mia città a Milano, come direttore generale coordinante dell’Assemblea legislativa della Lombardia.
  5. Sono stato consigliere in decreto di gabinetto di tre ministri, sono stato membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni, ho rappresentato l’Italia nel CS dell’Unesco (BRESCE).
  6. Nel 2001 ho fatto il concorso a cattedra (Economia e gestione dell’impresa a Ca’ Foscari) e sono stato chiamato da un ateneo specializzato nel settore della comunicazione (IULM a Milano) dove svolgo servizio da 17 anni come docente di ruolo nell’area delle comunicazioni, in una didattica attenta alle ragioni non solo teoriche ma anche professionali, svolgendo ricerca applicata e sviluppando programmi di public engagement e di democrazia partecipativa.
  7. Per le esperienze svolte con carattere pionieristico a Palazzo Chigi vengo considerato precursore e attivatore delle forme moderne di “comunicazione pubblica, operando sia sulle nuove forme di servizio al cittadino che su larga parte del processo normativo che è stato importante soprattutto dal 1990 al 2000. A questo ambito ho dedicato circa un terzo delle mie pubblicazioni e sono tuttora il presidente del coordinamento della comunicazione istituzionale europea (con segretariato presso il Consiglio UE a Bruxelles).
  8. La Rai è stata l’azienda in cui ho assunto la dirigenza, in cui ho operato nel quadro di alcune trasformazioni strutturali, tra cui quella del rapporto tra pubblico e privato, quella della relazione tra centro e territorio, quella concernente le relazioni con l’industria culturale e quella riguardata dalle relazioni istituzionali in una parallela trasformazione del quadro normativo. Ho considerato per tutta la vita questa azienda una componente strategica tanto dell’evoluzione moderna dell’identità italiana e delle trasformazioni dell’industria culturale e creativa del Paese.  Ho avuto con essa rapporti continuati anche dopo l’esperienza interna:
  • alla Presidenza del Consiglio dei ministri, occupandomi delle convenzioni Rai-governo e del processo normativo generale nel settore dei media;
  • nelle funzioni per il sistema regionale, delle attività radiotelevisive nel territorio;
  • nel campo dell’insegnamento, centrando una parte della mia didattica sulla materia “Politiche pubbliche per le comunicazioni attorno a cui il sistema radiotelevisivo costituisce una componente strutturale.
  1. L’accluso cv tocca in rapida sintesi molti di questi aspetti. Ma non può trasmettere fino in fondo la passione, profonda e civile, per i caratteri professionali riguardati dall’intreccio di questo sistema, con una vocazione prioritaria per i processi produttivi (a cui mi sono largamente dedicato, pur in equilibrio con esperienze gestionali e di governo delle regole a cui ho dedicato pari tempo, per l’evidente indispensabilità di assicurare migliori condizioni allo svolgimento degli aspetti realizzativi e più avanzate garanzie a favore dell’utenza.
  2. Non sono iscritto a partiti politici, opero con assoluta indipendenza per avere messo le risultanze di lavoro dentro un quadro critico a cui gli anni di ruolo in università sono stati utili sia del punto di vista metodologico che di comparazione. L’avere affiancato alcune reputate personalità della vita culturale e istituzionale, di cui vi è traccia nel mio cv (e anche fuori dal mio cv), è stato al tempo stesso una grande opportunità etica e un ammaestramento anche nel dettaglio di professioni che considero di altissimo artigianato. Ho una spiccata volontà ad agire per il miglioramento della “cosa pubblica” al servizio del bene comune.

Formulo così la mia application in ordine alla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione della Rai nel pieno convincimento di volere, potere e saper mettere ogni apprendimento fatto al servizio della centralità sociale di una moderna idea di operatore pubblico crossmediale.

 In relazione a cui dichiaro

  • il possesso dei requisiti di cui al comma 4 dell’articolo 49 del d.lgsl 31.7.2005, n. 177, nonché quanto indicato al comma 4-bis del medesimo articolo;
  • che ai sensi dell’art. 46 del DPR 28.12.2000 n. 445 non ricorrono le cause di ineleggibilità o decadenza di cui ai commi 4-ter e 4-quater dell’art. 49 del d. lgsl 31.7.2005 n. 177.

compiegando altresì un documento di identità in corso di validità.

Stefano Rolando

  • Nato a Milano il 20.2.1948.
  • Cittadinanza italiana.
  • In pieno godimento dei diritti civili e politici.
  • Residente a Milano in via …
  • Una figlia maggiorenne (Amelia Elisabetta Popa Rolando, n. l’8.11.1995).
  • Iscritto all’Ordine dei Giornalisti – Albo Pubblicisti dal 13.5.1970 (n. 672632).
  • Laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano il 15.12.1976.
  • CF – RLNSFN …
  • Dichiarante di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa.
  • Dichiarante di non essere sottoposto a procedimenti penali.
  • Professione: professore universitario di ruolo; già dirigente d’azienda e già dirigente generale nelle pubbliche amministrazioni.

(Stefano Rolando)

 

STEFANO ROLANDO

CURRICULUM VITAE

(dal sito della Università IULM,  Milano)

Nato a Milano (20.2.1948). Laureato in Scienze Politiche Università degli Studi di Milano (1976), specializzato in Pianificazione e strategia di impresa alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi (1979).[1]

 

Attualmente

In ambito universitario

  • Professore universitario di ruolo (associato confermato) nel raggruppamento di Economia e gestione delle imprese, docente di Politichepubbliche per le comunicazioni e di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica nei cdl della Facoltà di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università IULM (di ruolo dal 2001, per idoneità in concorso Facoltà Economia, Università Ca’ Foscari, Venezia, in servizio fino a ottobre 2018). [2]
  • Direttore scientifico Master universitario MASPI-Management della comunicazione politica, sociale e istituzionale, dal 2002).
  • Afferisce al Dipartimento di Business, Law, Economics and Consumer Behaviour – Business, Diritto, Economia e Consumi.

 

In ambito istituzionale 

  • Componente Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.re.com) della Lombardia (2013-2018).[3]
  • Dal 2012 al 2016 presidente del Comitato Brand Milano (Comune Milano); da maggio 2016 trasformato in Associazione Brand Milano.[4]
  • Membro (da febbraio 2018) del gruppo di lavoro presso il CSM-Consiglio superiore della Magistratura per la profilazione delle linee guida in materia di informazione e comunicazione degli uffici giudiziari [5].

Altre precedenti esperienze in ambito universitario

  • Dal 2003 a ottobre 2010 delega rettorale relazioni istituzionali dell’Ateneo; nuovamente conferite dal rettore prof. Mario Negri dal 15 giugno 2016, unitamente a delega a relazioni con la CRUI.
  • Dal 2004 a 2010 segretario generale della Fondazione Università IULM (ricerca applicata; partner Assolombarda, Camera Commercio, Unione Commercio, Provincia Milano, Regione Lombardia).
  • Nel 2007 ha costituito Scuola di Comunicazione IULM (formazione post-universitaria) di cui è stato direttore scientifico fino al 2010.
  • Ha tenuto corsi in atenei internazionali (conferenze e seminari George W. University, San Paolo del Brasile, Moròn-Buenos Aires e per due anni 1998-2000 a Lugano titolare dell’insegnamento di Linguaggi istituzionali).
  • Dal 1993 al 2000 l’Università IULM gli ha attribuito insegnamento a contratto della materia “Comunicazione delle organizzazioni complesse”.

 

Ha sviluppato una precedente carriera manageriale, prevalentemente nel sistema delle comunicazioni, in ambito istituzionale e di impresa.

In ambito istituzionale

  • Direttore generale e Capo Dipartimento Informazione ed Editoria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (1985-1995). Chiamato nel 1984 dal Sottosegretario alla Presidenza on. Giuliano Amato per la redazione di un rapporto di ricerca sulla riorganizzazione del settore “informazione ed editoria” tra le competenze della PCM, nominato dal Consiglio dei ministri nel 1985 e poi confermato da dieci governi [6], fino a decisione volontaria di cambio di esperienza.
  • Direttore generale coordinante del Consiglio Regionale della Lombardia (1997-2001)[7], con conclusione del mandato per opzione a favore della cattedra universitaria.
  • Segretario generale della Conferenza Presidenti delle Assemblee regionali italiane (2001-2006)[8].
  • Consigliere per la comunicazione dei ministri della Pubblica Istruzione (1999-2000) e della Funzione Pubblica (2003-2004). Consigliere per economia della cultura del Ministro per i Beni culturali (luglio 2007-maggio 2008) [9]. Responsabile programmi di ricerca per i ministri Interno (1999), Innovazione (2003), Esteri (2004). Ha svolto di recente attività di ricerca per Scuola Superiore Magistratura.
  • E’ stato responsabile – nel corso dell’intera carriera – di oltre trenta rapporti di ricerca applicata per conto di altrettante istituzioni (in Italia e in Europa) nel campo della gestione di processi comunicativi, relazionali e reputazionali tra istituzioni e società.

Nel settore di impresa

  • Responsabile dei programmi internazionali di comunicazione di impresa per aziende del gruppo IRI nell’ambito della agenzia RPR (tra cui la direzione di “Firma Italia”) tra il 1973 e il 1977.
  • Dirigente della Rai-Radiotelevisione italiana (1977-1982, assistente presidenti Paolo Grassi e Sergio Zavoli); responsabilità nelle relazioni istituzionali e nelle relazioni culturali[10].
  • Direttore generale dell’Istituto Luce-Italnoleggio cinematografico (distaccato Rai,1982-1985): per riorganizzare (gestendo anche la fusione societaria) strutture produttive e distributive, riqualificare produzione e profili commerciali, avviare organizzazione archivio storico.
  • Direttore centrale del gruppo Olivetti (Relazioni esterne, internazionali e culturali – 1995-1996), nella fase di trasformazione dall’informatica alle telecomunicazioni.
  • Consigliere di amministrazione della SIAE-Società Italiana Autori ed Editori (1985-1993).

E inoltre:

  • Tra il 1990 e il 1992 è stato co-presidente della conferenza europea sull’audiovisivo (PE-Bruxelles) e responsabile della delegazione italiana alle Assise europee dell’audiovisivo (Parigi).
  • Nel 1990 membro della Commissione ministeriale costituita dal min. prof. Antonio Ruberti per la creazione dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, in ordine a cui ha redatto i profili tabellari delle materie “Teoria e tecniche della comunicazione pubblica” e “Diritto all’informazione”.
  • Dal 2007 al 2010 è stato membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni (Ministero per le Comunicazioni, per nomina da parte del ministro Gentiloni).
  • Dal 2006 al 2010, per due mandati, è stato rappresentante italiano (Ministero Affari Esteri) nel Consiglio scientifico Unesco-BRESCE[11].
  • Advisor della Presidenza del Consiglio dei Ministri per Piano di Azione costituzione Macroregione adriatico-jonica (nov. 2013-feb. 2014). 

 

Con impegno di carattere culturale e civile e non in forma retribuita è:

  • presidente Club of Venice (coordinamento responsabili comunicazione governi e istituzioni UE, dal 1986, segretariato presso Consiglio UE) [12];
  • vice-presidente di Eurovisioni, forum annuale Villa Medici a Roma su audiovisivo europeo (di cui è stato presidente nel periodo 1992-1994) [13];
  • presidente dal 2008 della Fondazione Francesco Saverio Nitti (Melfi);
  • membro Comitato scientifico Associazione Labsus (cittadinanza attiva) presieduta dal prof. G. Arena;
  • membro del CdA e del comitato scientifico della Fondazione “Paolo Grassi”[14];
  • membro – in rappresentanza della famiglia – del comitato scientifico della Fondazione “Sandro Pertini”[15];
  • membro Consiglio generale Aspen Institute Italia (dal 1990);
  • membro del Consiglio di orientamento di Aberje (Associazione dei comunicatori di impresa e delle istituzioni del Brasile)[16];
  • presidente del progetto di cultura politica e partecipativa Cantiere delle Ragioni, Roma, dal 2017.

 

Giornalista

iscritto all’Ordine elenco Pubblicisti dal 1970,  ha scritto su quotidiani e periodici, tra cui Sole-24 ore, Corriere della Sera, Repubblica Affari&Finanza, Europa, Finanza&Mercati; e sulle riviste specializzate Economia della culturaProblemi dell’informazione, Comunicazione politicaMicro&Macro Marketing.

Dal 1998 è direttore Rivista italiana di comunicazione pubblica.

Opinionista del quotidiano on line Linkiesta e del settimanale online ArcipelagoMilano.

Membro del comitato di direzione della rivista mensile Mondoperaio (diretta da Luigi Covatta).

 

Onorificenze

  • 1985 Commendatore al merito della Repubblica italiana (motu proprio presidente Pertini)
  • 1990 Professore h.c. Diritto e scienze sociali all’Università Moròn di Buenos Aires
  • 1991 Officier de l’Ordre du Mérite della Repubblica francese
  • 1993 Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana (governo Ciampi).
  • 2007 Ufficiale al merito della Repubblica di Romania per relazioni culturali ed educative tra i due paesi.

 

PRINCIPALI AREE DI INTERESSE SCIENTIFICO

  • Economia e gestione della comunicazione delle organizzazioni complesse
  • Politiche pubbliche per i media e le comunicazioni
  • Economia della cultura
  • Comunicazione pubblica (istituzionale, politica, sociale)
  • Comunicazione d’impresa
  • Storia e sociologia dei processi identitari e branding pubblico
  • Scienze dell’Amministrazione.

 

 PRINCIPALI PUBBLICAZIONI

Articolate nei due prevalenti settori di scrittura saggistica e di ricerca

Media, comunicazione pubblica e di impresa, marketing pubblico, public branding

  • Il dilemma del re dell’Epiro. Vinta o persa la guerra per la comunicazione pubblica in Italia? (intervistato da Stefano Sepe), Editoriale Scientifica, Napoli (maggio 2018, in stampa).
  • Brand Milano – Atlante della nuova narrativa identitaria (a cura di) – Prefazioni di G. Sala e G.L. Vago – promosso da Associazione Brand Milano (Mimesis, 2017).
  • Né per lucro, né per inganno – La comunicazione che servirebbe ai cittadini per arginare l’epoca della post-verità (Lumi Edizioni, 2017).
  • Citytelling – Raccontare le identità urbane. Prefazione di Gianluca Vago (EGEA, 2015)
  • Comunicazione, potere e cittadiniTra propaganda e partecipazione (EGEA, 2014).
  • Etica e comunicazione (con testi di Carlo Maria Martini) – (Lupetti, 2013).
  • Teoria e tecniche della comunicazione pubblica – Terza e aggiornata edizione del manuale (ETAS, 2011).
  • La comunicazione pubblica per una grande società (ETAS, 2010).
  • Economia e gestione della comunicazione delle organizzazioni complesse – Gli ambiti di convergenza tra comunicazione di impresa e comunicazione pubblica (CEDAM, 2010).
  • L’Aquila e il terremoto – Un caso di relazioni istituzioni-cittadini in emergenza – Coordinatore project work Master MASPI IULM – fascicolo monografico di Rivista italiana di comunicazione pubblica, n. 39/2010 (Franco Angeli).
  • Politiche pubbliche per le comunicazioni (coordinatore – prefazione di Enzo Cheli, ETAS, 2009).
  • Brand Milano – Come e perché promuovere l’attrattività di Milano (coordinatore – Franco Angeli, 2008).
  • Considerazioni finali sull’attività legislativa del sistema regionale in materia di Comunicazioni in ‘I tre codici’ della società dell’informazione: amministrazione digitale, comunicazioni elettroniche, contenuti audiovisivi’, a cura di P. Costanzo, G. De Minico e R. Zaccaria (Edizioni Giappichelli 2006).
  • La democrazia partecipativa in Europa e in Italia (coordinatore, con Rappresentanza UE in Italia, F. Angeli 2006).
  • Rapporto al Ministro Funzione Pubblica sulla comunicazione istituzionale in Italia (DFP, 2005).
  • La comunicazione di pubblica utilità (F. Angeli, 2004, due volumi).
  • E-democracy (nel Rapporto Innovazione tecnologica in Italia, introduzione L. Stanca (MIT, 2004).
  • Teoria e tecniche della comunicazione pubblica (Etas, 2003, prima edizione 2001).
  • La scuola e la comunicazione-Rapporto al Ministro della Pubblica Istruzione – (F. Angeli, 2000).
  • Per essere Parlamenti – Modelli organizzativi e innovazione nelle assemblee regionali (co-autore, Guerini, 2003).
  • La customer satisfaction nel settore pubblico (con G.P. Fabris, F. Angeli 1999).
  • Italia-Europa, identità e comunicazione (con E. Lio, F. Angeli, 1999).
  • Un Paese spiegabile (ETAS, 1998).
  • Un’altra idea di questo Stato – Dieci anni tra istituzioni e comunicazioni (Costa&Nolan 1996).
  • La grande mela e altri frutti proibiti-Viaggio nell’America dei new media (Armando 1995).
  • Rapporto sulla comunicazione pubblica in Italia, prefazione di Giuseppe De Rita (per Cnel, Bibliografica 1995).
  • Comunicazione pubblica – Modernizzazione dello Stato, diritti del cittadino (Sole-24 ore, 1992).
  • Lo stato della pubblicità di Stato (Sole-24 ore,1990).
  • Il principe e la parola – Dalla propaganda di Stato alla comunicazione istituzionale, pref. di G. Amato (Comunità, 1987).
  • Quella parte di cinema chiamata televisione (con V. Giacci, Guanda 1981).

 

Comunicazione politica, storia e società, trasformazione dell’identità italiana

  • Letture nittiane – Sette conferenze in pubblico sulle principali opere di F.S. Nitti – a cura di S. Rolando e G. Vetritto – Rubbettino, aprile 2018.
  • Magistrati e cittadini – Identità, ruolo e immagine sociale dei magistrati italiani – Rapporto per Scuola Superiore della Magistratura, con Nadio Delai, prefazioni di V. Onida, G. Silvestri e G. Legnini (Franco Angeli 2016).
  • L’insufficienza riformatrice – colloquio con Giovanni Pieraccini (Pezzini editore, 2016).
  • Civismo politico – Percorsi, conquiste, limiti (Rubbettino, 2015).
  • La buonapolitica – Cantiere Milano-Italia, prefazioni di Fabrizio Barca e Giuliano Pisapia (Rubbettino 2012).
  • Due arcobaleni nel cielo di Milano (e altre storie), colloquio con Giuliano Pisapia (Bompiani, 2012).
  • Paolo Grassi. Una biografia tra teatro, musica e televisione –  coautore con Fontana, Bentoglio, Merli, Skira 2011.
  • Una voce poco fa. Politica, media e comunicazione nella vicenda del Partito Socialista 1976-1994 (Marsilio, 2009).
  • Le nostre storie sono i nostri orti, ma anche i nostri ghetti (colloquio con Marco Pannella, Bompiani, 2009).
  • Transmitting Europe. From great values to small interstices – in Democracy and globalization (Glocus, 2008).
  • Il mio viaggio nel secolo cattivo. Colloquio con Maria Luigia Nitti Baldini (Bompiani, 2008).
  • Quarantotto – Argomenti per un bilancio generazionale (Bompiani, 2008).
  • Il fattore immagine nelle relazioni tra Italia e Romania (coordinatore progetto patrocinato da MAE), F. Angeli, 2007.
  • La capitale umorale-Scritti su Milano (Milanometropoli, 1999).

Comunicazioni e informazioni più dettagliate in: www.stefanorolando.it

 

Note

[1] La formazione superiore è stata dedicata al quadro istituzionale in cui agiscono le convergenze e i conflitti tra politica, società e impresa con l’apprendimento del metodo di gestire conflitti e promuovere convergenze sugli obiettivi.

[2] In realtà la posizione disciplinare è di confine, considerando che quel raggruppamento comprende le culture di marketing (e tra di esse quelle del marketing pubblico) ma attorno alla docenza effettiva servono anche saperi sociologici, giuridico-amministrativi, tecnologici.

[3] Eletto dal Consiglio regionale della Lombardia nel 2013 e fine mandato nel 2018.

[4] Il public branding è uno sviluppo internazionale della comunicazione pubblica, che promuove analisi dei processi identitari dei territori in rapporto alla loro narrazione. Materia sulla quale lo scrivente è tra gli autori più riconosciuti (da ultimo Citytelling – Raccontare identità urbane, edito da Egea nel 2015).

[5] A seguito della pubblicazione del rapporto di indagine Magistrati e cittadini (Franco Angeli, 2016), promosso dalla Scuola superiore della Magistratura, a cura di Nadio Delai e Stefano Rolando.

[6] Con i governi presieduti da Bettino Craxi, Amintore Fanfani, Giovanni Goria, Ciriaco De Mita, Giulio Andreotti, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Silvio Berlusconi, Lamberto Dini.

[7] Con i presidenti Giancarlo Morandi e Attilio Fontana.

[8] Con i presidenti Robert Louvin, Riccardo Nencini, Attilio Fontana, Giancarlo Tesini.

[9] Con i ministri Luigi Berlinguer (Istruzione), Luigi Mazzella (Funzione Pubblica), Francesco Rutelli (Beni culturali).

[10] In quel periodo anche segretario del consiglio di amministrazione di Rai Corporation USA. Il contesto di esperienza dal 1977 al 1980 (con la presidenza Paolo Grassi e nel quadro di applicazione della legge di riforma del 1975, di prefigurazione del rapporto tra tv pubblica e privata e di attivazione di Rai3) è raccontato nel capitolo di Stefano Rolando dedicato alla Televisione nella biografia di Paolo Grassi edita da Skira nel 2013.

[11] Con particolare attenzione ai dossier dedicati alle comunicazioni e agli sviluppi del sistema televisivo nell’area euro-mediterranea.

[12] Organismo che dal 1986 ha promosso più di cento eventi di dialogo tra esponenti istituzionali e professionali, media e atenei, in materia di comunicazione europea di pubblica utilità in attuazione dei dossier su l’Europa dei cittadini a partire dal “dossier Adonnino” del vertice di Milano della UE del 1985.

[13] In questo ambito ha promosso e diretto molteplici eventi relazionali e convegnistici nel rapporto intermediale e internazionale, seguendo i maggiori dossier di dibattito pubblico dagli anni ’90 a oggi.

[14] Con una linea convegnistica e seminariale dedicata agli sviluppi della Rai nel territorio e in particolare nel rapporto con il contesto di Milano

[15] Lo scrivente ha avuto – per contesti familiari – un rapporto di vicinanza e collaborazione con il presidente Pertini, anche negli anni del settennato, che ha riferimenti in alcune pubblicazioni recenti, tra cui Quarantotto (Bompiani, 2008).

[16] In Brasile la prima esperienza è stata negli anni ’70 promuovendo nei maggiori musei il programma “Firma Italia”, dedicato al rapporto tra impresa e cultura e poi proseguito con rapporti con l’Università di San Paolo e con l’Associazione dei comunicatori professionali (imprese e istituzioni) attorno al tema dell’identità nazionale e del public branding. Molti gli scritti sulla materia.

 

 

 

 

 

1 thought on “Documenti di candidatura al CdA della RAI-Radiotelevisione italiana”

  1. Complimenti Stefano, non sono molti in Italia a poter presentare un cv come il tuo e ad avere le carte in regola per entrare nel cda della Rai! In bocca al lupo!

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