Stefano Rolando. About me

Stefano Rolando è nato a Milano il 20 febbraio 1948, città in cui si è laureato in Scienze Politiche alla Statale (1976, con tesi di laurea in Sociologia dell’educazione ambientale) e specializzato alla Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi (1979, in Pianificazione e analisi strategica).

In gioventù, la politica studentesca al liceo Carducci e poi il giornalismo, la ricerca socio-economica e l’impegno in materia di diritti umani nel mondo.
Nel 1968-69 è membro del comitato di redazione della rivista “Il Mulino” a Bologna diretta da Giorgio Galli.

Nel 1971,  a causa della morte improvvisa del padre, interrompe per un tratto gli studi universitari e inizia a lavorare a tempo pieno come  ricercatore socio-economico. Tra gli ambiti di esperienza, il  programma industriale sul bacino del Mediterraneo lanciato da Altiero Spinelli commissario italiano alla UE.

Dal 1973 al 1977 lavora (creatività e programmi internazionali) nella agenzia di eventi e comunicazione di impresa RPR che opera per il gruppo IRI a Roma e per il gruppo Fiat a Milano (guidata da Mario Lucio Savarese e Riccardo Felicioli).

Dal 1977 al 1985 è dirigente alla Rai-Radiotelevisione italiana, come assistente dei presidenti Paolo Grassi e Sergio Zavoli e  negli ultimi tre anni distaccato come direttore generale dell’Istituto Luce.

Giuliano Amato (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Craxi) lo incarica nel 1984 del progetto di riqualificazione e rilancio delle strutture amministrative di Palazzo Chigi nel settore informazione, editoria e diritto d’autore e nel 1985 il Consiglio dei Ministri gli affida la direzione generale. Incarico che ricopre, prima e dopo la riforma della Presidenza del 1988 (che trasforma la direzione generale in Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria) per dieci anni e con dieci governi, fino al governo Dini compreso.

Sceglie volontariamente (nel 1995, anno che apre l’era internet) il ritorno al sistema di impresa e nel 1995-96 è direttore centrale (Relazioni esterne, istituzionali, culturali) del gruppo Olivetti.

Poi il ritorno a Milano dal 1977 al 2001 come coordinatore dei direttori generali del Consiglio regionale della Lombardia.

Nel 2001, dopo alcuni anni di insegnamento a contratto, il concorso a cattedra universitaria (associato poi confermato) in Economia e gestione delle imprese (Ca’Foscari) e la chiamata di ruolo all’Università Iulm di Milano  per sviluppare gli insegnamenti di Comunicazione pubblica e politica e di Politiche pubbliche per le Comunicazioni (fino al 2005 a tempo definito, svolgendo a Roma l’incarico di segretario generale della Conferenza dei presidenti delle assemblee regionali italiane). Ha, dal 2002,  la direzione scientifica del master universitario in Management della comunicazione sociale, istituzionale e politica (MASPI)  ed ha gestito fino al 2018 la delega del rettore dell’ateneo alle relazioni istituzionali e più di recente  anche ai rapporti con la CRUI.

Dal 2005 al 2010 è stato anche segretario generale della Fondazione Iulm (a tempo pieno) per la ricerca applicata e la formazione.

E’ stato più volte consigliere di ministri del governo italiano (in decreto di gabinetto): di Luigi Berlinguer, ministro della Pubblica Istruzione (1999-2000); di Luigi Mazzella, ministro della Funzione Pubblica (2004-2005); di Francesco Rutelli, ministro dei Beni Culturali (2008). E’ stato membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni (nominato dal ministro Paolo Gentiloni, 2010) e su nomina del Ministero degli Esteri ha svolto per due mandati (dal 2006 al 2010)  l’incarico di rappresentante italiano nel Consiglio scientifico Unesco-Bresce.

Dal 2010, continuando l’attività universitaria e ampliando i confini della comunicazione pubblica ad aree innovative (come quella del Public Branding materia che insegna ufficialmente in IULM dall’a.a.2018-2019), riprende il “diritto di parola” in campo politico (era stato in gioventù segretario dei giovani repubblicani milanesi e dal 1976 al 1985 iscritto al Partito Socialista, restando – tuttora – membro del comitato di direzione della rivista Mondoperaio): capolista indipendente con i radicali alle elezioni regionali in Lombardia nel 2010, poi coordinatore del programma “dei 51” lanciato da Piero Bassetti per l’elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano nel 2011, nel 2013 coordinatore della campagna del centrosinistra di Umberto Ambrosoli e del civismo lombardo, dal 2016 con un progetto culturale e politico ispirato alla tradizione dell’azionismo italiano. A fine 2018, in rappresentanza di questo progetto,  viene invitato a far parte della direzione nazionale di Più Europa.

Dal 2013 al 2018 è stato membro del Corecom (autorità regionale di controllo e garanzia in materia di comunicazioni), presso il Consiglio regionale della Lombardia. E’ stato presidente del Comitato Brand Milano dal 2012 al 2016, poi trasformato in Associazione Brand Milano, di cui ha avuto la responsabilità operativa e scientifica  presso la Fondazione Triennale fino al 2018. Il progetto “brand Milano” ha poi trovato ambito di presidio scientifico e di ricerca applicata all’Università IULM presso l’Osservatorio sulla comunicazione pubblica, il public branding e la trasformazione digitale, costituito nel luglio 2018 e di cui ha assunto la direzione scientifica.

Il 10 luglio 2019 è stato indicato dal Sindaco di Milano  – tra i profili professionali selezionati nel bando del Comune per gli incarichi  nei cda di aziende ed enti partecipati – per il cda della Fondazione Scuole Civiche di Milano (musica, teatro, cinema, interpretariato) con insediamento il 31 luglio.

E’ presidente dal 2008 della Fondazione “Francesco Saverio Nitti” a Melfi-Roma, che nel biennio 2019-2010 promuove un ampio programma di eventi in Italia e in Europa per celebrare il centenario del governo Nitti. Mentre a Milano è altresì  membro del consiglio di amministrazione della Fondazione “Paolo Grassi” e membro del comitato scientifico della Fondazione “Sandro Pertini” (attivata dai famigliari e dagli stretti amici del presidente).

E’ altresì presidente (dalla costituzione, nel 1986) del Club of Venice-network dei responsabili della comunicazione dei governi nazionali e delle istituzioni UE (con segretariato presso il Consiglio UE); è membro del Consiglio generale di Aspen Institute Italia; del Consiglio scientifico di Labsus-Laboratorio sulla sussidiarietà;  della Commissione Cultura della Società Umanitaria di Milano; del Consiglio tecnico-scientifico di Aberje-Associazione degli operatori professionali della comunicazione del Brasile. Negli anni ’70 e negli anni ’90 è stato membro  del Consiglio direttivo di WWF-Italia indicato da WWF International.

Nel 1985 Commendatore al merito della Repubblica italiana (motu proprio presidente Pertini). Nel 1993 Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana (proposta presidente del Consiglio Ciampi). Onorificenze anche delle Repubbliche di di Francia e  Romania. L’Università di Buenos Aires (Moròn) gli ha attribuito nel 1990 la cattedra h.c. in “Diritto e scienze sociali“. Ha insegnato nelle università di Lugano (per due anni titolare del corso di “Linguaggi istituzionali”) e San Paolo del Brasile e George W. University (conferenze e seminari). In Italia è stato titolare di corsi a contratto a Roma (Luiss e Lumsa) e a Siena.

Giornalista, iscritto come pubblicista all’Ordine dal 1970, ha collaborato con quotidiani e riviste di rilievo nazionale, scrive abitualmente opinioni su media on line (Linkiesta, ArcipelagoMilano, La Voce metropolitana, Moondo-Info). E’ direttore di Rivista italiana di comunicazione pubblica (fondata nel 1998, fino al 2010 edita trimestralmente da Franco Angeli, poi on line su FB). E’ membro del comitato di direzione della rivista mensile di cultura politica Mondoperaio.

Ha scritto più di sessanta libri, per metà nelle aree disciplinari della comunicazione, dei media e del marketing pubblico e per l’altra metà in materia di storia, politica e identità italiana.

Articolazione del CV e delle pubblicazioni sul sito della Università IULM al link

http://www.iulm.it/wps/wcm/connect/iulmit/iulm-it/docenti/rolando-stefano

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Principali pubblicazioni

2 thoughts on “Stefano Rolando. About me”

  1. Grazie per il commento alle due splendide interviste alla senatrice Liliana Segre e a Sami Modiano. Commoventi e persino sconvolgenti. Ero rimasta particolarmente colpita dalla durezza di una “espulsione da tutte le svuole di ogni ordine e grado”, ricordata da entrambi proprio a causa della impossibilità di darsene una ragione. Italiani brava gente abbiamo consentito tutto questo e vorrei che questo ottantesimo anniversario potesse davvero servire a prendere coscienza delle responsabilità di tutti. Non solo Mussolini.

  2. Mi piacerebbe comunicare con Stefano Rolando attraverso uno scambio accademico in qualità di studente alla Maestria de Comunicación, in Argentina

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