Pertini e Milano

Avviata la costituzione del Circolo “Carla e Sandro Pertini” a Milano, affiliato alla Fondazione Pertini e al Circolo Caldara.

Milano, 24.2.2024

Bisogna partire da tre fotografie molto simboliche per inquadrare le ragioni storiche del rapporto tra i coniugi Pertini (Sandro Pertini, presidente della Repubblica italiana dal 1978 al 1985 e sua moglie Carla Voltolina) e la città di Milano.

La prima foto colloca negli anni Venti del secolo scorso i rapporti tra Sandro Pertini e il leader del socialismo riformista milanese e italiano Filippo Turati. E la celebre foto segna un’avventura complessa e coraggiosa, figlia dei tempi ormai (due anni dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti) dominati dalla dittatura fascista. Turati vive nel suo appartamento a Milano, sorvegliato dalla polizia. L’anno precedente é morta la sua amata compagna, Anna Kuliscioff. Medita il suicidio. Tra gli esponenti superstiti dell’Aventino Turati é certamente il più autorevole e quindi il più odiato tra gli squadristi. L’iniziativa di fuggire non nasce da Turati, ridotto all’ombra di se stesso, ma da Carlo Rosselli, brillante intellettuale, membro dell’esecutivo del Partito Socialista Unitario, ormai clandestino.  Rosselli, per eludere la sorvegliatissima frontiera svizzera, decide di farlo espatriare via mare in Francia. L’11 dicembre 1926 Filippo Turati (secondo da sinistra) viene condotto in gran segreto a Savona e da lì, con una pericolosa traversata notturna sul motoscafo “Oriens”, viene accompagnato da Riccardo BauerFerruccio Parri (primo a destra) , Italo Oxilia, Lorenzo Da Bove (primo a sinistra) , Carlo Rosselli (al centro)e Sandro Pertini (seconda da destra)  a Calvi, in Corsica.

Calvi (Corsica, FR, 11.12.1926)

Le due foto successive sono di 19 anni dopo. Il fascismo – caduto il regime nel 1943 a Roma – a Milano si è trasformato nella Repubblica Sociale Italiana sotto controllo dei nazisti. Dal 1925 al 1943 per Sandro Pertini è una catena di arresti, processi, galere, confino, evasioni. Con l’inizio del 1945 iniziano le operazioni per l’insurrezione delle fabbriche e dell’intera città. Carla Voltolina opera nelle Brigate socialiste matteottine e il CLN le ha assegnato il compito di portare “in sicurezza” e in piena clandestinità uno di mitici membri del Comitato di Liberazione, Sandro Pertini, dai confini di montagna tra la Francia e il Piemonte fino a Milano. E lei, nel gennaio 1945, freddissimo inverno, dissimulando anche con i suoi familiari un semplice “soggiorno” a Milano, tiene nascosto nel “covo” di viale Tunisia il capo della ormai imminente insurrezione. Qui è in piazza del Duomo. Ed in piazza del Duomo, il 26 aprile, il giorno dopo la fuga dei nazifascisti, si svolge la grande manifestazione dei cittadini milanesi con il discorso di Pertini che rimarrà l’icona simbolica dell’intera Italia liberata.

Inizia la storia dell’Italia repubblicana e continuano in forma serrata i rapporti di Sandro e Carla Pertini con la città, la sua comunità, i suoi luoghi di cultura e lavoro, i suoi sindaci. Da Greppi a Ferrari ad Aniasi e a Tognoli.

Antonio Greppi, Sandro Pertini, Lelio Basso (congresso socialista del 1946)

Sandro Pertini e Aldo Aniasi

Sandro Pertini a Milano, tra il sindaco Carlo Tognoli e Antonio Ghirelli (alle spalle, Virginio Rognoni).

Una ben più ampia documentazione (tra cui la grande mostra organizzata da Aldo Aniasi e dalla FIAP dedicata a Pertini al Palazzo della Ragione nel settembre 2004) esiste per creare condizioni di valorizzazione storica e popolarizzazione di questo legame importante della storia culturale e civile del Novecento. Non solo istituzioni e politica. Ma impresa, cultura, università, teatri, mondo intellettuale e artistico.

Prima della Scala, 8 dicembre 1979, “Boris Godunov” capolavoro di Modest Musorgskij. Il Presidente della Repubblica sceglie la sala, non il palco reale.  

Carla Fracci riceve le congratulazioni del presidente della Repubblica Sandro Pertini al termine della rappresentazione ‘Giselle’, il 7 febbraio 1980. Alle spalle del presidente, Rudolf Nureyev. ANSA ARCHIVIO/95021

Di queste vicende la Fondazione Pertini (creata ancora in vita da Carla Voltolina Pertini e poi proseguita da suo fratello Umberto Voltolina, oggi con sede a Firenze) e altri organismi, oltre che i media, si sono variamente occupati nel corso degli anni. Ma questa volta perseguendo un obiettivo permanente. Assecondando soprattutto un’idea maturata negli scorsi anni tra Carlo Tognoli, Umberto Voltolina e Stefano Rolando (che ha avuto nella vita un lungo legame familiare con i coniugi Pertini, poi membro del Comitato Scientifico della Fondazione Pertini e dal 2023 direttore scientifico del Circolo “Emilio Caldara”). Così che, proprio nel giorno della ricorrenza della scomparsa del presidente Pertini (morto a Roma il 24 febbraio 1990), il Circolo Caldara ha svolto una riunione di attivazione del progettato Circolo “Carla e Sandro Pertini” che avrà formale costituzione dopo Pasqua e svolgerà la sua prima iniziativa pubblica il 29 giugno (in ricordo della prima giornata del lungo scrutinio che portò nel 1985 all’elezione di Pertini presidente della Repubblica).

Insieme a Umberto Voltolina e Stefano Rolando (con la moglie Renata Thiele, che ebbe lungo sodalizio e collaborazione nel campo della psicologia con Carla Voltolina, laureata in Scienze Politiche e in Psicologia), hanno partecipato all’incontro Franco D’Alfonso e Anna Catasta (presidente e vicepresidente del Circolo Caldara), Bruna Artali (vedova di Mario Artali, in rappresentanza del Circolo De Amicis), Walter Galbusera (presidente della Fondazione Anna Kuliscioff), Walter Marossi, Aldo Ferrara, Dorina Perego (che ha realizzato le foto che seguono), la storica Antonella Braga (presidente della Fondazione Rossi-Salvemini, autrice di una ampia biografia di Carla Voltolina Pertini),mentre Dorina Tognoli ha mandato un messaggio di adesione e di prossima partecipazione, che creeranno nei prossimi giorni le condizioni per l’ampliamento dei soci fondatori tra i molti che sono stati partecipi delle vicende che il costituendo Circolo intende valorizzare.

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