18 mesi del governo Meloni. Il primo tempo di una discussione al Circolo Caldara a Milano, presentando un dossier della rivista “Mondoperaio”.

Milano, 21 maggio 2024

Con il metodo di ragionare anche in piccoli gruppi, disposti realmente  in circolo, si è provato ieri sera al Circolo e Centro Studi “Emilio Caldara” di Milano ad utilizzare il contributo del dossier contenuto nel n. 3/2024 della rivista di cultura politica di tradizione socialista “Mondoperaio” e dedicato ai 18 mesi del governo Meloni, per un discussione sia sui contenuti di quelle pagine, sia sul pensiero dei relatori al di là della rappresentazione mediatica (che accende i toni ma a volte non interpreta i processi meno evidenti).

Con l’introduzione di Franco D’Alfonso, presidente del Caldara che ha segnalato “l’importanza che la discussione sugli orientamenti del governo trovi anche ambiti di riflessione nelle sedi che sono caratterizzate da tradizione municipalistica”, hanno preso parte alla discussione il direttore stesso di Mondoperaio, il prof. Cesare Pinelli, ordinario di diritto costituzionale alla Sapienza, che ha definito il dossier “la prima parte di una valutazione che continua e che fornirà approfondimenti una volta ben chiariti gli esiti elettorali del voto europeo” e ha ricordato il carattere emblematico della critica contro la proposta di riforma costituzionale che il governo sta perseguendo; poi la senatrice Cristina Tajani, che ha rappresentato la complessità del lavoro parlamentare delle opposizioni che conservano il loro abituale tasso di disarticolazione rispetto alla formula della maggioranza di ricompattarsi anche nel quadro di forti divisioni e lacerazioni (“come si è registrato di recente su molteplici provvedimenti di natura economica”).

Su aspetti della politica educativa e per la scuola è intervenuto il pedagogista Giovanni Cominelli (“il governo torna ad arrendersi alle categorie, come avveniva nel lungo governo democristiano del settore, non avendo in fondo una chiare visione riformatrice della materia”) e sulle politiche industriali la professoressa Letizia Giorgetti (economista d’impresa dell’Università di Milano) che apprezzando “il recente recupero fatto a sinistra della pari significatività delle politiche di impresa e delle politiche del lavoro” ha  confermato l’assenza di orientamenti strategici per l’economia produttiva e industriale da parte del governo che “non ha messo a fuoco chiari indirizzi nel rapporto tra pubblico e privato”) mentre il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati ha osservato che “l’evidente assenza di cultura e proposta riformista del governo trova il suo riscontro elettorale in ambiti in cui la paura del cambiamento rende preferibile l’azione vaga di governi nazionali e territoriali che assicurano lo status quo”).

Per impedimenti a partecipare all’ultimo momento è mancato il contributo anche di altre voci della rappresentanza politica (Massimo Garavaglia, ex ministro della Lega e attuale presidente della Commissione Bilancio del Senato e Lisa Noja consigliere regionale di Italia viva, che hanno assicurato la loro partecipazione al prossimo aggiornamento di questo confronto.

Ha concluso l’incontro il prof. Stefano Rolando, direttore scientifico del Caldara, che ha ripreso gli argomenti del suo contributo al dossier in materia di idea di Nazione (“espressa nella pericolosa deriva del nazionalismo”) e sulle politiche culturali (“che appaiono spesso più tese a rilegittimare esponenti e voci che una volta si sarebbero definiti ai margini dell’arco costituzionale, che a rilanciare investimenti e condizioni di  modernizzazione del sistema dello cultura, della creatività e dello spettacolo”).

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *