Il dilemma del re dell’Epiro. Album delle figurine n. 13/ giovedì 26 luglio 2018

A pagina 59 del libro-intervista “Il dilemma del re dell’Epiro” è scritto:

 

Credo che, affrontato il primo anno di stabilizzazione interna al Palazzo (il ritorno alla “stanza dei bottoni” di nenniana memoria per i socialisti) con un quadro di conflittualità a sinistra e a destra che tornava ad assomigliare a quello che aveva investito il primo centrosinistra negli anni ’60, agli albori del secondo anno, appunto l’84, si cominciavano a profilare le sfide esterne soprattutto quelle internazionali. Da un lato si comprendeva l’assoluta insufficienza dell’apparato di governo attorno al tema del rapporto tra istituzioni e sistema mediatico, in tempi in cui il grosso delle competenze del ministero di riferimento, le Poste, stavano attorno ai postini o alle questioni di ingegneria delle telecomunicazioni. Dall’altro lato si intuiva che la battaglia competitiva del Paese si misurava con altri paesi occidentali che disponevano di apparati idonei a sostenere anche sul terreno della comunicazione il peso delle sfide. Sarebbe stato sufficiente scorrere i profili professionali e di esperienza del personale che apparteneva a quella Direzione generale, con tantissime brave persone, alcuni validi dirigenti, con un quadro di operatività non marginale, con anche una presenza di giovani, ma in una visione generale di ruolo, di missione e di performazione anni luce lontana dai bisogni accennati. Il sottosegretario Giuliano Amato doveva trovare un punto di riprogettazione senza perdere troppo tempo con l’adattamento ai vincoli del sistema pubblico. Quindi, con una cultura professionale adattabile alle diverse volées citate, con un’età da considerare di “investimento” rispetto a risultati a medio e lungo termine, con una attenzione al tempo stesso leale nei confronti dello Stato ma anche aperta alle dinamiche sociali e di impresa del mercato complesso e delicato rappresentato dai media. E poi capace di fronteggiare la questione della modernizzazione dei ruoli di una “comunicazione pubblica” non esercitata, con l‘ombra storica del Ministero propagandistico che il fascismo aveva lasciato alle spalle”.

 

Foto con Giuliano Amato (1986)

  • la prima in apertura di una Commissione Editoria nella “Sala di lettura” della storica sede di via Boncompagni della Direzione generale.

  • la seconda nella Sala Verde di Palazzo Chigi per la “Commende” della Repubblica italiana a cento donne meritevoli in occasione del 40° del 2 giugno.

  • la terza al Quirinale con il Presidente Cossiga illustrando i caratteri della campagna per il quarantennale della Repubblica.

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