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Stefano Rolando - CV e Pubblicazioni (aggiornamento 1.10.2016
Università IULM
STEFANO ROLANDO
 
CURRICULUM
 
Nato a Milano il 20 febbraio 1948. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano, specializzato in Pianificazione e strategia di impresa alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi.
Attualmente
In ambito universitario
·         Professore associato confermato (Economia e gestione imprese), docente di Politiche pubbliche per le comunicazioni e di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica nei corsi di laurea della Facoltà di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università IULM (di ruolo dal 2001, per idoneità conseguita in concorso alla Facoltà di Economia, Università Ca’ Foscari, Venezia).
·         Direttore scientifico Master universitario Management della comunicazione sociale, politica e istituzionale (MASPI, dal 2002).
·         Afferisce al Dipartimento di Marketing, comportamenti, comunicazione e consumi “Giampaolo Fabris”.
In ambito istituzionale 
  • E’ componente del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.re.com) della Lombardia dal 2013.
  • E’ stato presidente del Comitato Brand Milano (Comune di Milano) dal 2012 al 2015;  da maggio 2016 trasformato in Associazione Brand Milano (con responsabilità di coordinamento affidate).
Altre esperienze in ambito universitario
·         Dal 2003 a ottobre 2010 ha avuto la delega rettorale per le relazioni istituzionali dell’ateneo; che dal 15 giugno 2016 il rettore prof. Negri gli ha nuovamente conferito.
·         Dal 2004 a ottobre 2010, per due mandati, è stato segretario generale della Fondazione Università IULM (ricerca applicata in comunicazione, marketing, turismo, lingue, patrimonio culturale; partner Assolombarda, Camera di Commercio, Unione Commercio, Provincia Milano, Regione Lombardia).
·         In tale ambito nel 2007 ha costituito la Scuola di Comunicazione IULM (formazione post-universitaria) di cui è stato direttore scientifico fino al 2010.

Ha sviluppato una precedente carriera manageriale, prevalentemente nel sistema delle comunicazioni, in ambito istituzionale e di impresa.
Nel settore di impresa
·         Dirigente Rai-Radiotelevisione italiana (1977-1982, assistente presidenti Paolo Grassi e Sergio Zavoli); responsabilità nelle relazioni istituzionali.
·         Direttore generale Istituto Luce-Italnoleggio cinematografico (distaccato Rai,1982-1985): per riorganizzare strutture produttive e distributive, riqualificare produzione e profili commerciali, avviare organizzazione archivio storico.
·         Direttore centrale del gruppo Olivetti (Relazioni esterne, internazionali e culturali - 1995-1996): per gestione attività relazionali nella fase di trasformazione da area informatica a telecomunicazioni.
·         Consigliere di amministrazione SIAE (1985-1993).
 
In ambito istituzionale
·         Direttore generale e Capo Dipartimento Informazione ed Editoria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (1985-1995, governi Craxi, Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini).
·         Direttore generale del Consiglio Regionale della Lombardia (1997-2001).
·         Segretario generale della Conferenza Presidenti delle Assemblee regionali italiane (2001-2006).
·         Consigliere per la comunicazione dei ministri della Pubblica Istruzione (1999-2000) e della Funzione Pubblica (2003-2004). Consigliere per l’economia della cultura del Ministro per i Beni culturali (luglio 2007-maggio 2008). Responsabile programmi di ricerca per i ministri dell’Interno (1999), dell’Innovazione (2003), degli Esteri (2004). Ha svolto di recente attività di ricerca per la Scuola Superiore della Magistratura.
E inoltre:
  • Dal 4 ottobre 2007 al 2010 è stato membro straordinario del Consiglio superiore delle Comunicazioni (Ministero per le Comunicazioni).
  • Dal 2006 al 2010, per due mandati, è stato rappresentante italiano (Ministero Affari Esteri) nel Consiglio scientifico Unesco-BRESCE.
  • Advisor dellaPresidenza del Consiglio dei Ministriper la definizione del Piano di Azione per la costituzione della Macroregione adriatico-jonica (novembre 2013-febbraio 2014). 
Con impegno di carattere culturale e civile e non in forma retribuita è:
·         presidente Club of Venice (coordinamento responsabili comunicazione governi e istituzioni UE, dal 1986);
·         presidente Fondazione Francesco Saverio Nitti (Melfi);
·         membro Comitato scientifico Associazione Labsus (Cittadinanza attiva) presieduta dal prof. G. Arena (Roma);  
·         membro del Cda e del comitato scientifico della Fondazione "Paolo Grassi” (Milano);
·         membri del comitato scientifico della Fondazione "Sandro Pertini” (Firenze); 
·         vice-presidente di Eurovisioni, forum annuale Villa Medici a Roma su audiovisivo europeo (presidente 1992-1994);
·         membro Consiglio generale Aspen Institute Italia (dal 1990);
·         membro del consiglio di orientamento di Aberje (Associazione dei comunicatori di impresa e delle istituzioni del Brasile);
·         direttore Rivista italiana di comunicazione pubblica;
 
Giornalista pubblicista
iscritto all’Ordine dal 1970, ha scritto su quotidiani e periodici, tra cui Sole-24 ore, Corriere della Sera, Repubblica Affari&Finanza, Europa, Finanza&Mercati; e sulle riviste specializzate Economia della cultura, Problemi dell’informazione, Comunicazione politica, Micro&Macro Marketing.
Pubblica opinioni nella rubrica Buona e mala politica nel quotidiano on line Linkiesta e nel settimanale online ArcipelagoMilano
E’ membro comitato di direzione della rivista mensile Mondoperaio (diretta da Luigi Covatta).
Conferenze internazionali (dal 2002) in: www.stefanorolando.it/chi sono/percorsi
 
Onorificenze
·         1985 Commendatore al merito della Repubblica italiana (motu proprio presidente Pertini)
·         1990 Professore hc Diritto e scienze sociali all’Università Moròn di Buenos Aires
·         1991 Officier de l’Ordre du Mérite della Repubblica francese
·         1993 Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana (governo Ciampi).
·         2007 Ufficiale al merito della  Repubblica di Romania per le relazioni culturali ed educative tra i due paesi.
 
Aree di interesse scientifico
- Economia e gestione della comunicazione delle organizzazioni complesse
- Economia della cultura
- Comunicazione pubblica (istituzionale, politica, sociale)
- Comunicazione d’impresa
- Politiche pubbliche media e comunicazioni
- Storia e sociologia dei processi identitari e branding pubblico
- Scienze dell’Amministrazione
 
 
STEFANO ROLANDO
PUBBLICAZIONI
 
  • Civismo politico – Percorsi, conquiste, limiti (Rubbettino, 2015)
  • Citytelling – Raccontare le identità urbane. Prefazione di G.L. Vago (EGEA, 2015)
  • Comunicazione, potere e cittadini. Tra propaganda e partecipazione (EGEA, 2014).
  • Etica e comunicazione (con testi di Carlo Maria Martini) – (Lupetti, 2013).
  • La buonapolitica. Cantiere Milano-Italia , prefazioni di F. Barca e G. Pisapia  (Rubbettino 2012).
  • Due arcobaleni nel cielo di Milano (e altre storie), con Giuliano Pisapia (Bompiani, 2012).
  • Teoria e tecniche della comunicazione pubblica – Terza e aggiornata edizione del manuale (ETAS, 2011).
  • Paolo Grassi. Una biografia tra teatro, musica e televisione -  coautore (con C. Fontana, A. Bentoglio, P. Merli) - (Skira 2011).
  • La comunicazione pubblica per una grande società (ETAS, 2010).
  • Economia e gestione della comunicazione delle organizzazioni complesse – Gli ambiti di convergenza tra comunicazione di impresa e comunicazione pubblica  (CEDAM, 2010).
  • L’Aquila e il terremoto – Coordinatore del project work del Master MASPI IULM – fascicolo monografico di Rivista italiana di comunicazione pubblica, n. 39/2010 (Franco Angeli).
  • Politiche pubbliche per le comunicazioni (coordinatore – ETAS, 2009).
  • Una voce poco fa. Politica media e comunicazione nella vicenda del Partito Socialista italiano dal 1976 al 1994 (Marsilio, 2009).
  • Le nostre storie sono i nostri orti, ma anche i nostri ghetti (con Marco Pannella, Bompiani, 2009).
  • Brand Milano - Come e perché promuovere l’attrattività di Milano (coordinatore - Franco Angeli, 2008).
  • Transmitting Europe. From great values to small interstices – in Democracy and globalisation (Glocus, 2008).
  • Il mio viaggio nel secolo cattivo. Colloquio con Maria Luigia Nitti Baldini (Bompiani, 2008).
  • Quarantotto - Argomenti per un bilancio generazionale (Bompiani, 2008).
  • Il fattore immagine nelle relazioni tra Italia e Romania (coordinatore F.Angeli, 2007).
  • Considerazioni finali sull’attività legislativa del sistema regionale in materia di Comunicazioni in ‘I tre codici' della società dell’informazione: amministrazione digitale, comunicazioni elettroniche, contenuti audiovisivi’, a cura di P. Costanzo, G. De Minico e R. Zaccaria (Edizioni Giappichelli 2006).
  • La democrazia partecipativa in Europa e in Italia (coordinatore, con Rappresentanza UE in Italia, F. Angeli 2006).
  • Rapporto al Ministro Funzione Pubblica sulla comunicazione istituzionale in Italia (DFP, 2005).
  • La comunicazione di pubblica utilità (F. Angeli, 2004, due volumi).
  • E-democracy (con A. Papini, nel Rapporto sull’innovazione tecnologica in Italia, introduzione L. Stanca,MIT, 2004).
  • Teoria e tecniche della comunicazione pubblica (Etas, 2003, prima edizione 2001).
  • Per essere Parlamenti (co-autore, Guerini, 2003).
  • La scuola e la comunicazione-Rapporto al Ministro della Pubblica Istruzione – (F.Angeli, 2000).
  • La capitale umorale-Scritti su Milano (Milanometropoli, 1999).
  • La customer satisfaction nel settore pubblico (con G.P. Fabris, F.Angeli 1999).
  • Italia-Europa, identità e comunicazione (con E. Lio, F. Angeli, 1999).
  • Un Paese spiegabile (ETAS, 1998).
  • Un’altra idea di questo Stato (Costa&Nolan 1996).
  • La grande mela e altri frutti proibiti-Viaggio nell’America dei new media (Armando 1995).
  • Rapporto sulla comunicazione pubblica in Italia, prefazione di G. De Rita (per Cnel, Bibliografica 1995).
  • Comunicazione pubblica – Modernizzazione dello Stato, diritti del cittadino (Sole-24 ore, 1992).
  • Lo stato della pubblicità di Stato (Sole-24 ore,1990).
  • Il principe e la parola (prefazione di G. Amato, Comunità, 1987).
  • Quella parte di cinema chiamata televisione (con V. Giacci, Guanda 1981).
 
 
Stefano Rolando - CV breve (agg. 15.6.2016)

Stefano Rolando (Milano, 20.2.1948)

Laureato a Milano in Scienze politiche, specializzato alla Scuola di Direzione aziendale della Bocconi, dal 2001 (concorso alla Facoltà di Economia a Ca' Foscari) professore universitario di ruolo (raggruppamento Economia e gestione delle imprese).

Insegna Teoria e tecniche della comunicazione pubblica e Politiche pubbliche per le Comunicazioni all'Università IULM di Milano, in cui è anche direttore scientifico del Master di Comunicazione politica, sociale e istituzionale ed è delegato del Rettore per le Relazioni istituzionali dell'Ateneo (giugno 2016).
L'Università degli Studi di Milano gli ha di recente affidato il primo corso sperimentale (in Italia) di perfezionamento post-laurea in materia di Public Branding (2016-2017). Analogo modulo svilupperà nel 2017 nell’ambito del Master in Open Government e comunicazione istituzionale dell’Università Luiss a Roma. Sulla materia ha tenuto corsi nelle università del Brasile, degli Stati Uniti e della Svizzera.
 
Nel campo istituzionale è stato
·         dal 1985 al 1995 (chiamato da Giuliano Amato, confermato con dieci governi) direttore generale  e capo del Dipartimento Informazione ed Editoria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; nel quadro di questo impegno è stato, tra l’altro, membro della Commissione italiana Unesco e membro della Commissione MAE per gli istituti italiani di cultura all’estero;
·         dal 1997 al 2001 direttore generale del Consiglio regionale della Lombardia;
·         dal 2001 al 2005 segretario generale della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali italiane.
Inoltre è stato:
·         consigliere di ministri (Luigi Berlinguer, Istruzione 1999-2000; Luigi Mazzella, Funzione Pubblica, 2004-2005; Francesco Rutelli, Beni Culturali 2007-2008);
·         membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni (2008-2010, nominato dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni) e membro italiano del Consiglio scientifico dell'UNESCO Bresce (2008-2010, nomina del Ministero degli Affari Esteri).
 
Nel campo di impresa è stato:
·         direttore creativo e dei programmi internazionali della società di comunicazione di impresa RPR operante degli anni '70 per i gruppi IRI e Fiat;
·         dirigente della Rai e assistente dei presidenti Paolo Grassi e Sergio Zavoli ( 1977-1982);
·         direttore generale dell'Istituto Luce-Italnoleggio cinematografico (Ente autonomo gestione cinema, 1982-1985);
·         consigliere di amministrazione della SIAE (1985-1993);
·         direttore centrale (Relazioni esterne, culturali e istituzionali) del gruppo Olivetti (1995-1996).
 
Dal 1985 è Commendatore al merito della Repubblica (motu proprio del presidente della Repubblica Sandro Pertini) e dal 1993 è Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica (su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri Carlo Azeglio Ciampi).
Attualmente:
·         A Milano per incarico dell'Amministrazione civica (sindaco Giuliano Pisapia) è stato dal 2012 al 2015 presidente del Comitato Brand Milano, che ora - con il suo coordinamento – è in trasformazione in Associazione sostenuta dalle istituzioni e dal sistema di impresa della città; dal 2013 è componente del Corecom-Lombardia (Comitato di controllo e garanzia sul sistema regionale delle Comunicazioni operante presso il Consiglio regionale).
·        In ambito europeo è’ presidente del Club di Venezia (coordinamento informale dei responsabili della comunicazione dei governi e delle istituzioni UE, con segretariato operativo presso il Consiglio UE a Bruxelles) fondato per iniziativa italiana nel 1986.
·        Nel campo dell’impegno civile è presidente della Fondazione “Francesco Saverio Nitti” (Melfi-Roma) ed è membro degli organi sociali e scientifici della Fondazione “Paolo Grassi” (Milano) , della Fondazione “Sandro Pertini” (Firenze) e di Labsus-Laboratorio sulla Sussidiarietà (Roma).
E' autore di oltre sessanta pubblicazioninel campo delle competenze disciplinari (scienze delle comunicazioni nell'area della pubblica utilità) e nel campo storico-politico-identitario.
E’ membro del comitato di direzione della rivista di cultura politica Mondoperaio. Scrive opinioni su Linkiesta (quotidiano on line) e su ArcipelagoMilano (settimanale on line).
Ultimi libri pubblicati: La buonapolitica (Rubbettino, 2013), Comunicazione, poteri e cittadini (Egea, 2014), Citytelling- Raccontare identità urbane (Egea, 2015), Civismo politico (Rubbettino, 2015).
 
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Milano, 15 giugno 2016

 
Incarichi tecnico-professionali da parte di Governo e Istituzioni dopo il 1995

Nel 1995 Stefano Rolando lasciava volontariamente l’Amministrazione dello Stato italiano in cui dal 1985, chiamato dal sottosegretario di Stato Giuliano Amato (dal 1977 al 1985 era stato dirigente alla Rai e poi direttore generale dell’Istituto Luce), come dirigente generale e Capo Dipartimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Complessivamente confermato nell’incarico, nell’area dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria, da dieci governi. Il presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi gli aveva conferito nel 1993 la massima onorificenza della Repubblica (Cavaliere di Gran Croce) per alti servizi resi alle istituzioni. Nel corso di questi dieci anni aveva sviluppato un’intensa iniziativa (di prodotto, di processo, di organizzazione, in Italia e nel mondo) creando le basi normative, disciplinari e professionali del radicamento della comunicazione pubblica in Italia e in Europa.
A partire dal 1995 - mentre va svolgendo altre mansioni in ambiti istituzionali, aziendali e universitari (di ruolo dal 2001) - il governo e varie altre istituzioni territoriali e nazionali, in molte occasioni lo richiamano  ad incarichi specifici nel quadro delle competenze spesso già esercitate. In particolare:

• nel 1995 il presidente del Cnel Giuseppe De Rita gli affida il compito di redigere un rapporto sullo stato della comunicazione pubblica in Italia (edito da La Bibliografica) ;
• nel 1997 il Consiglio regionale della Lombardia, presidente Giancarlo Morandi, lo nomina direttore generale (e coordinatore dei direttori generali), incarico svolto fino al 2001;
• nel 1999 il ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer gli affida il compito di redigere un rapporto di proposta di merito e di  carattere organizzativo per introdurre le funzioni comunicative – centrali e territoriali – nella scuola italiana, rapporto edito da Franco Angeli (con l’incarico di consigliere del ministro in decreto di gabinetto);
• nel 2000 il ministro dellInterno Rosa Russo Iervolino gli affida il compito di redigere un rapporto sul riequilibrio delle funzioni di comunicazione istituzionali all’interno del Viminale;
• nel 2001 – dopo la legge 150/2000 – il ministro per la Funzione Pubblica Franco Frattini  lo nomina membro del Comitato di valutazione della formazione erogata dalla p.a. in materia di comunicazione;
• nel 2001, la Conferenza nazionale dei presidenti delle Assemblee regionali, presidente Robert Louvin,  lo nomina  – per tre mandati – segretario generale a Roma (incarico svolto fino al 2005);
• nel  2004 il ministro per la Funzione Pubblica Luigi Mazzella lo incarica di coordinare e redigere il secondo rapporto sullo stato della comunicazione pubblica in Italia edito da Franco Angeli (con l’incarico di consigliere del ministro in decreto di gabinetto);
• nel 2008 il ministro dei Beni e delle attività culturali Francesco Rutelli lo incarica di coordinare la commissione di esperti presieduta dal prof. Walter Santagata per la realizzazione del rapporto sull’economia della creatività in Italia edito da Università Bocconi editore (con l’incarico di consigliere del ministro in decreto di gabinetto);
• nel 2008 il ministro degli Esteri Franco Frattini lo nomina membro del Consiglio scientifico dell’Unesco-Bresce;
• nel 2009 il ministro per le Comunicazioni Paolo Gentiloni lo chiama a far parte del Consiglio superiore delle Comunicazioni presieduto dal prof. Enzo Cheli;
• nel 2010 il presidente dell’Istat Enrico Giovannini lo nomina nel comitato scientifico per la Conferenza nazionale di statistica (svoltasi nel dicembre 2010) poi designandolo membro del Comitato scientifico di attivazione della Scuola nazionale di Statistica e di analisi economico-sociale (dal 2011);
• nel 2010 il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso lo autorizza a coordinare la realizzazione nella zona rossa dell’Aquila, nei giorni successivi al terremoto, del rapporto di ricercaL’Aquila e il terremoto. La popolazione primo fattore della comunicazione pubblica” (edito da Franco Angeli);
• nel 2012 il capo dell’Agenzia nazionale delle Entrate e presidente di Equitalia Attilio Befera gli affida un incarico di advisor compendiato nel testo La comunicazione pubblica per un’identità solidale: nuovi equilibri di responsabilità sociale tra pubblica amministrazione e cittadini (edito dal Mulino);
• nel 2012 il Comune di Milano, sindaco Giuliano Pisapia, lo nomina presidente del Comitato Brand Milano; il quadro delle attivirtà svolte dal 2012 al 2015 è compendiato  nei testi “Identità Milano” (Triennale – Ed. Corraini, 2015) e Citytelling-Raccontare identità urbane. Il caso Milano (Egea, 2015).
• nel 2013 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giovanni Legnini gli affida l’incarico di profilare il piano di brandizzazione della macroregione Adriatico Jonica esponendo il progetti nella conferenza governativa di Roma del dicembre 2013 e nella conferenza intergovernativa UE di Atene (febbraio 2014);
• nel 2013 il Consiglio regionale della Lombardia, presidente Raffaele Cattaneo,  lo elegge componente del Corecom (Comitato regionale di garanzia e controllo per le Comunicazioni);
• nel 2014 e 2015 il presidente della Scuola Superiore della Magistratura Valerio Onida gli affida – unitamente a Nadio Delai – l’incarico di redigere il rapporto di ricerca su “Identità e immagine dei magistrati italiani” presentato nella sede del CSM a Roma e nella sede della SSM a Firenze (allo stato in via di pubblicazione).
 
Il giorno in cui varcai le porte di Cinecittà (su rivista "8 e mezzo", marzo 2014)
La rivista " 8 e mezzo" - realizzata editorialmente dall'Istituto Luce e diretta da Gianni Canova - pubblica una serie di  contributi in occasione dei 90 anni dell'Istituto Luce. Sul n. 13/marzo 2014 i primi due contributi, di Ernesto G. Laura (amministratore unico dell'Istituto negli anni '70) e di Stefano Rolando (direttore generale dal 1982 al 1985).
Questo il contributo di Stefano Rolando

Il giorno in cui varcai quel mitico cartello blu con scritto “Roma”
Stefano Rolando *
 
Il giorno del primo ingresso nella mitologia di Cinecittà (il Luce occupava la palazzina sulle alture di destra del perimetro, con sguardo sul Teatro 5) passammo in auto davanti al cartellone immortalato dalle fotografie dell'arrivo degli americani a Roma nella seconda guerra mondiale, quello con la scritta Roma costellata da pallini in rilievo, come i brillantini delle insegne dei teatri. Un cartello storico, che guardai con affetto ma dicendo a Angelo Zingaretti (veterano di Cinecittà che faceva, su una improbabile 128 blu, l’autista tuttofare all’Istituto Luce, della cui amicizia non avrei potuto privarmi e che, con qualche spericolatezza sindacale, trattenni in servizio oltre età per tutto il tempo della mia permanenza): “Ma siamo ai limiti dell'urbe, praticamente nelle praterie!”. “Ennò – rispose – da qui in poi c'è solo cinema e quando capita un buon vino bianco”.
Ci rimasi tre anni, dal 1982 al 1985, come giovane direttore generale che le Partecipazioni Statali avevano distaccato dalla Rai per rilanciare un’azienda presieduta con nobile flemma da Marcello Sacchetti, amico di Andreotti e composta da una metà morta (l’Italnoleggio) e una metà boccheggiante (il Luce). Anni nei quali avviammo l’informatizzazione dell'archivio storico; portammo a casa un centinaio di commesse di documentari istituzionali e di impresa; rigenerammo l'attività distributiva con una trentina di film in esercizio, parte prodotti e co-prodotti, parte in distribuzione Italia;  mettemmo in cantiere sette opere prime (atto dovuto per il cinema pubblico) e portammo a casa orsi d'argento, palme d'oro, leoni ai principali festival cinematografici, cominciando con Gian Maria Volontè a Cannes per La morte di Mario Ricci, intuizione di Giancarlo Zagni (vicepresidente) che assecondai a occhi chiusi; poi imponendo a Venezia i sette leoni per l'interpretazione maschile in Streamers di Altman che nessuno voleva in distribuzione e dopo facendo da soli nella produzione di una delizia di Pupi Avati, Noi tre, che vinse il Leone per musiche ed effetti. Poi ci furono riconoscimenti maggiori. Ma questa partenza rimise il Luce in carreggiata, lo riconsegnò ai rapporti con i produttori (un pensiero speciale va a Franco Cristaldi) e autori (un pensiero inevitabile per Fellini), fece arrivare molti copioni in esame; mise il Ministero dello Spettacolo (allora ministro Lelio Lagorio) in condizioni di avere una leva operativa per una politica di qualità nel settore. Soprattutto – anche se con più fatica del previsto – si ragionò con le reti Rai in termini coproduttivi. Grazie a Giovanni Minoli (Rai2) la post-produzione del Luce generò un filone di documentarismo storico tuttora vivo che permise di recuperare rapporti con studiosi e registi di qualità (da Lizzani a Quilici, da Farina a Baldi, da Carpi a Gagliardo, ad altri, che tornarono ad una produzione fondata sulla memoria). Grazie a Paolo Valmarana (Rai1) si ricominciò a progettare cinema dando un contributo produttivo e distributivo alla cinematografia italiana (in listino entrarono il Ginger e Fred di Fellini, Bellocchio, Rosi e altri) e aprendo strade per l'importazione distributiva del cinema internazionale di qualità (memorabile l'operazione negoziata con l'URSS, dopo due partecipazioni al Festival di Mosca, per portare in Italia tutto Mikhalkov, ma importante anche il lavoro con i francesi, per Resnais, Rohmer, Bresson).  Nel campo delle produzioni storiche cito solo il “coraggio”di avere fatto un contratto di consulenza a Vittorio Mussolini, figlio del duce, per ricostruire con lui ciò che senza memoria diretta non si poteva fare, per comprendere l'applicazione delle regole da parte del fascismo su produzione e censura.  Il mio rapporto con il gruppo si incrinò attorno a due progetti di sviluppo a cui lavorai: l'acquisizione delle sale Gaumont fermata dalla politica e il progetto – che negoziai con vertici Rai e soci francesi – per sviluppare la partecipazione in TeleMontecarlo in una sorta di progenitrice delle pay-tv ugualmente frenato. Era venuto il momento delle marce basse, che in fondo la politica preferiva, per poter dire la sua su piccoli interessi, tanto che la stagione che seguì prese vie meno ardimentose (con fondi però finalmente a disposizione) e, diciamo così, più clientelari.
Dopo tre anni di indimenticabile esperienza e di connessione amorosa con la tribù del cinema italiano, con i suoi straordinari sceneggiatori, con il personale tecnico di primissimo ordine, con autori e creativi che al tempo erano una stella brillante nel firmamento internazionale, lasciai quelle mura e quella dedizione, lasciando anche la Rai (in cui ero stato assistente dei presidenti Grassi e Zavoli), perché il Governo (l'allora sottosegretario Giuliano Amato) mi chiamava, come direttore generale a Palazzo Chigi, ad un'altra ricostruzione dalle ceneri del fascismo, quella forse più delicata dell'informazione pubblica.
Se cerco tre immagini nella memoria di quegli anni, trovo il presidente Pertini in saletta di proiezione nel 1984 a Cinecittà per l’Oblomov di Michalkov splendidamente doppiato a cui dedicammo il capodanno al Teatro Argentina; mi trovo con Giuseppe Bertolucci a Palermo nell'anniversario dell'assassinio del generale Dalla Chiesa per presentare il suo Segreti segreti primo film del cinema italiano sul terrorismo, dopo Colpo al cuore di Amelio; mi trovo con Edgar Reitz in conversazione di notte al bar dell'Excelsior a Venezia per la pazza decisione presa di portare tutte le sue undici ore di Heimat nelle sale prima di farle approdare a Rai3.
Alla domanda di Gianni Canova di concludere sul tema di cosa dovrebbe essere il cinema pubblico oggi, rispondo che dovrebbe essere quello che ho qui raccontato per sommi capi: amore, alleanze, qualità.
 
 
* Direttore generale dell'Istituto Luce-Italnoleggio cinematografico dal 1982 al 1985. Attualmente professore di ruolo di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica e di Politiche pubbliche per le comunicazioni all'Università IULM di Milano.
 
Stefano Rolando Cv aggiornato al 2.1.2016

Dal sito www.stefanorolando.it
Stefano Rolando
Cv aggiornato al 2 gennaio 2016
 
Nato a Milano (20.2.1948) – Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano, specializzato alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Docente, manager, comunicatore italiano.
Professore universitario di ruolo e manager pubblico e privato, ha attraversato molteplici esperienze nei campi delle comunicazioni (giornalismo, editoria, televisione, cinema, pubblicità, comunicazione di impresa, comunicazione pubblica, telecomunicazioni) con radicamenti nell’impresa, nelle istituzioni, nel sistema universitario e nel campo delle fondazioni e dell’associazionismo civile.
Figura tra i primi sperimentatori e promotori della comunicazione pubblica in Italia (attivando come direttore generale a Palazzo Chigi dal 1985 al 1995 un presidio operativo e progettuale). Ha operato sull’aggiornamento e la modernizzazione dell’approccio di molti ambiti istituzionali in materia di comunicazione (tra cui le amministrazioni degli Esteri, dell’Interno, della Pubblica Istruzione, della Ricerca Scientifica, dei Beni Culturali, della Funzione Pubblica, della Giustizia).  E’ tra i riconosciuti partecipanti del dibattito sulla materia in Europa, nella prospettiva soprattutto della democrazia partecipativa.
Negli ultimi anni ha particolarmente orientato studi e analisi nel campo del branding pubblico (identità competitiva), con una scrittura attenta anche ai temi della memoria, dell’identità nazionale e dei cambiamenti della politica. Come presidente del Comitato Brand Milano sta operando – con il sostegno del Comune e del sistema universitario – per lo sviluppo del dibattito pubblico attorno all’evoluzione identitaria della città.
È stato anche tra i primi a progettare e gestire nel sistema universitario l’esperienza delle fondazioni di ricerca applicata e formazione.
Svolge attività di impegno civile e culturale soprattutto attraverso reputate fondazioni (tra le quali la Fondazione Francesco Saverio Nitti di cui è presidente, la Fondazione Sandro Pertini e la Fondazione Paolo Grassi delle quali è membro degli organi sociali e scientifici).
 
Onorificenze
·         Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana(27.12.1993) – su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri Carlo Azeglio Ciampi
·         Commendatore al Merito della Repubblica Italiana (22.96.1985) – Motu proprio del Presidente della Repubblica Sandro Pertini
·         Oficier de l’Ordre national du Mérite della Repubblica francese (Presidente Mitterrand, Governo Rocard, su proposta dell’ambasciatore di Francia a Roma Gilles Martinet, 1991).
·         Ufficiale al merito della Repubblica di Romania per meriti nelle relazioni culturali ed educative tra i due paesi (2007).
·         Nel 1990 il Rettore dell’Università di Moròn-Buenos Aires gli ha conferito – con cerimonia presieduta a Roma dal Ministro per l’Università prof. Antonio Ruberti - la cattedra h.c. in Diritto e Scienze sociali(nel quadro di una ampia attività di cooperazione culturale italo-argentina).
·         Nel 2008 ha ricevuto il Premio Contursi Terme Comunicazione “alla carriera” con le seguenti motivazioni: “un percorso critico e coraggioso di un servitore delle istituzioni che ha sempre portato innovazione nei molteplici luoghi di impegno, tenendo in tensione creativa le comunità professionali guidate e il mondo esterno”.
 
Nel sistema universitario
·         Dal 2001 professore di ruolo (raggruppamento di Economia e gestione delle imprese) alla Università IULM di Milano in cui insegna Politiche pubbliche per le comunicazioni e Teoria e tecniche della comunicazione pubblica, oltre ad avere creato e diretto (per 13 anni) il master universitario in Management della comunicazione sociale, politica e istituzionale (MASPI).
·         Da 2005 a 2010 segretario generale della Fondazione Università IULM, (ricerca applicata e alta formazione con soci Assolombarda, Camera di Commercio Milano, CTS, Provincia Milano e Regione Lombardia); e direttore scientifico della Scuola di Comunicazione IULM.
·          Da 1986 a 2001 ha svolto attività di insegnamento a contratto nelle università: Luiss Roma (Master in Giornalismo, docente di Comunicazione della Pubblica Amministrazione ), Lumsa-Roma (titolare del corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica), Università degli Studi di Siena (titolare del corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica), Università di Lugano-Facoltà di Scienze della Comunicazione (corso di Linguaggi istituzionali), Iulm-Milano (titolare del corso di Comunicazione delle organizzazioni complesse).
·         Ha tenuto corsi all’estero alla George Washington University, alla USP-Università di San Paolo del Brasile, alla Pontificia Università di Rio Grande do Sul in Brasile, alla Moscow Schools of Political Studies, alla Facoltà di Diritto e Scienze Sociali dell’Università di Moron-Buenos Aires.
·         Nel 1990 è stato membro della commissione ministeriale (istituita dal ministro dell’Università Ruberti e presieduta dal prof. Pietro Rossi) che ha istituito i corsi di laurea in Italia in Scienze della Comunicazione.
Nel sistema istituzionale
·         Da 1971 a 1972 ricercatore economico (per Regione Lombardia e per Commissione Europea).
·         Da 1985 a 1995 direttore generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Capo Dipartimento Informazione e Editoria (governi Craxi, Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi e Dini); competenze in materia di media, leggi sull’editoria, audiovisivo in Europa, convenzioni Stato-Rai, diritto d’autore, comunicazione istituzionale, promozione culturale.
·         Da 1997 a 2001 direttore generale (e coordinatore dei direttori generali) del Consiglio regionale della Lombardia.
·         Tra il 1999 e il 2008 consigliere dei ministri Luigi Berlinguer (Istruzione), Luigi Mazzella (Funzione Pubblica) e Francesco Rutelli (Beni culturali) per i quali ha realizzato rapporti di studio e di ricerca finalizzata a politiche pubbliche e a normative.
·         Da 2001 a 2006 segretario generale della Conferenza dei presidenti delle Assemblee regionali italiane (con tre mandati).
·         Dal 2013 (settembre) è componente del Comitato regionale per le Comunicazioni della Lombardia (Co.re.com).
 
In regime di prestazione volontaria non retribuita
·         dal 1986 presidente del Club of Venice, rete responsabili comunicazione istituzionale governi paesi membri e istituzioni comunitarie UE (coordinamento presso Consiglio UE a Bruxelles);
·         dal 2006 al 2010 rappresentante italiano nel Consiglio scientifico Unesco-Bresce;
·         dal 2008 al 2010 membro del Consiglio superiore delle Comunicazioni (Roma);
·         dal 2009 è presidente della Fondazione “Francesco Saverio Nitti (Roma e Melfi, con soci le istituzioni della Basilicata e i Ministeri Economia, Sviluppo economico e Beni culturali);
·         dal 2012 presidente del Comitato di indirizzo per la promozione del Brand di Milano, promosso dall’Amministrazione della Città di Milano; con programmi in attuazione nel quadro di convenzione tra Comune e Triennale; in particolare ha promosso e gestito (febbraio 2015) il Forum Brand Milano aperto a confronti nazionali e internazionali sui nuovi profili identitari della città e la seconda edizione di Forum Brand Milano (dopo Expo, nel novembre 2015) dedicata al tema “L’attrazione globale”;
·         dal 2013 è segretario di ASPEL (Associazione di studi per la Lombardia, presieduta dal prof. Valerio Onida) promossa da 50 docenti della rete delle università di Milano e della Lombardia;
·         tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 incaricato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Sottosegretario on. Giovanni Legnini) di delineare un progetto di brandizzazione e comunicazione della costituenda macroregione Adriatico-Jonica introducendo i seminai di lavoro svolti in ambito istituzionale italiano;
·         ai primi di settembre 2014 incaricato dal governo italiano di presiedere i lavori della conferenza "The Promise of th EU" (Maxxi Musuem, Roma 12-13 settembre), nel quadro del semestre di presidenza italiana UE, dedicata a identità e mediatizzazione dell'Europa;
·         a dicembre 2014 incaricato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Sottosegretario on. Sandro Gozi) di presiedere la sessione sulle reti nel quadro della conferenza per la costituzione della macroregione adriatico-jonica (Rimini, 10 dicembre 2014).
 
Nel sistema delle comunicazioni e nelle imprese
 
·         Da 1973 a 1977 responsabile creativo nel settore della comunicazione di impresa (per grandi gruppi industriali italiani, tra cui Iri e Fiat).
·         Da 1978 a 1982 dirigente della Rai-Radiotelevisione italiana (tra cui assistente dei presidenti Paolo Grassi e Sergio Zavoli).
·         Da 1982 a 1985 direttore generale dell’Istituto Luce-Italnoleggio cinematografico (produzione e distribuzione cinematografica e audiovisiva e gestione dell’archivio storico).
·         Da 1985 a 1993 membro del Consiglio di Amministrazione della SIAE.
·         Da 1995 a 1996 direttore centrale del gruppo Olivetti (relazioni esterne, istituzionali e culturali).
 
In regime di prestazione volontaria non retribuita
·        Nel 1994 è stato co-presidente della conferenza europea dell’audiovisivo (Bruxelles, Parlamento e Commissione UE).
·        Da 1992 a 1994 è stato presidente di Eurovisioni, festival forum sull’audiovisivo in Europa in svolgimento a Villa Medici a Roma.
·        Dal 1990 è membro del Consiglio generale di Aspen Institute Italia.
·        Da 1996 a 2010 è stato vice-presidente di Isimm-Istituto di studi sui media e la multimedialità.
·        Dal 1998 è direttore di Rivista italiana di comunicazione pubblica (fino al 2010 edita da Franco Angeli, poi in rete).
·        Da 2005 a 2012 è stato presidente comitato scientifico di Civicom-Comunicazione di pubblica utilità.
·        Dal 2012 è membro del comitato di orientamento di Aberje-Associazione della comunicazione di impresa e delle istituzioni (San Paolo del Brasile)
·        Dal 2013 è membro del Conseil d’orientation di Media Governance Iniziative (ONG Parigi).
·        E’ membro del CdA e del Comitato scientifico della Fondazione “Paolo Grassi(Milano), nel cui ambito ha animato il convegno internazionale “Televisioni e culture” presso la Fondazione Corriere della Sera (27 novembre 2013) e il convegno "La Rai e Milano" presso il Consiglio regionale della Lombardia (6 giugno 2014); e ha concluso, con Ferruccio De Bortoli, il convegno dedicato alla critica nell’evoluzione del sistema mediatico (al Grechetto della Biblioteca Sormani il 19.11.2015).
·        Nel gennaio 2015 ha coordinato la sessione dedicata alla Cultura nella conferenza nazionale promossa dalla Rai su L’offerta del servizio pubblico radiotelevisivo
 
Pubblicazioni e attività di divulgazione
 
Ha scritto e scrive su media di rilevanza nazionale ed è autore di molte pubblicazioni, negli ultimi anni con due distinti percorsi di scrittura:
 
nell’area delle competenze disciplinari:
nel 2015 Citytelling - Raccontare identità urbane. Il caso Milano, prefazione di Gianluca Vago, EGEA (presentazione in anteprima, presso la triennale di Milano il 17.12.2014) ; nel 2015 ha curato l’edizione degli atti dei convegni promossi dalla Fondazione Paolo Grassi in materia di Tv e cultura; nel 2014 Comunicazione, poteri, cittadini -Tra propaganda e partecipazione- Egea-Bocconi; nel 2012 Teoria e tecniche della comunicazione pubblica, Rizzoli-Etas, terza edizione (la prima nel 2001 e la seconda nel 2004); nel 2010 Politiche pubbliche per le comunicazioni, Etas; Economia e gestione della comunicazione delle organizzazioni complesse, Cedam; La comunicazione pubblica per una grande società, Etas; nel 2008 Brand Milano, Franco Angeli; nel 2007 Democrazia partecipativa in Italia e in Europa, Franco Angeli; nel 2004 La comunicazione di pubblica utilità (2 volumi), Franco Angeli; nel 1998 Un paese spiegabile, Etas; nel 2000 La scuola e la comunicazione (con colloquio con Luigi Berlinguer), Franco Angeli; nel 1996 Un’altra idea di questo Stato, Costa&Nolan; nel 1994 La grande mela e altri frutti proibiti-Viaggio nell’America dei mew media (Armando); nel 1992 Comunicazione pubblica. Modernizzazione dello Stato, diritti del cittadino, Il Sole 24 ore), nel 1990 Lo stato della pubblicità di Stato, Il Sole 24 ore; nel 1987 Il principe e la parola, Comunità (prefazione di Giuliano Amato).
 
nel campo della memoria, della politica e dell’identità nazionale:
Civismo politicoPercorsi, conquiste, limiti – Rubbettino 2015; Liberi e senza paura, con Umberto Ambrosoli, Sironi 2013; La buonapolitica, prefazioni di Fabrizio Barca e Giuliano Pisapia, Rubbettino 2012; Due arcobaleni nel cielo di Milano, con Giuliano Pisapia, Bompiani 2011; Paolo Grassi, una biografia tra teatro, musica, televisione (coautore), Skira 2011;  Le nostre storie sono i nostri orti, ma anche i nostri ghetti con Marco Pannella, Bompiani 2009; Il mio viaggio nel secolo cattivo, con Maria Luigia Nitti Baldini nel 2008; Una voce poco fa, Marsilio 2009; Quarantotto, Bompiani 2008;
·         nel 1970 l’opera prima di saggistica, Brasile, società e potere (edito da La Nuova Italia e finalista al Premio Viareggio nella sezione “Opera prima”);
·         a gennaio 2013 Fausto Lupetti ha pubblicato Etica e Comunicazione con testi (del 1991) del card. Carlo M. Martini e di Stefano Rolando:
·         nel 2013 ha scritto la prefazione alla prima pubblicazione in Italia del romanzo di Lima Barreto Clara dos Anjos( Diabasis).
·         nel 2014, in occasione delle elezioni europee, ha coordinato e introdotto il dossier Dieci temi per una realistica rappresentazione di politiche rigenerative per l’Europa, pubblicato on line da Aspel- Associazione di Studi per la Lombardia.
 
E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1970.
Nel passato ha scritto su Avvenire, Settegiorni, Avanti!, L’Espresso. Più di recente ha scritto su Il Sole-24 ore, Repubblica-Affari&Finanza, Finanza&Mercati, Il Corriere della Sera.
Dal 1979 membro del Comitato di redazione della rivista Mondoperaio(da gennaio 2014, con la direzione di Luigi Covatta, del Comitato di direzione). Dal 2013 tiene la rubrica “Buona e mala politica” sul giornale quotidiano online Linkiesta e collabora al settimanale on line Arcipelago Milano.  
 
Nell’ambito degli impegni civili
In regime di prestazione volontaria non retribuita
·         Ha promosso dal 2011 (nell’ambito di Fondazione Francesco Saverio Nitti di cui è presidente) la Scuola di alta formazione sviluppo Mezzogiorno, ispirata da Fabrizio Barca e diretta da G. Seravalli.
·         È membro del Comitato scientifico della Fondazione Sandro Pertini.
·         È membro del Comitato scientifico di Labsus –Laboratorio per la sussidiarietà.
·         È stato due volte (negli anni ’70 e negli anni ’90) membro di nomina internazionale nel consiglio direttivo del World Wildlife Fund italiano.
·         Ha promosso dal 2006 in Italia l’impegno di Maison Shalom diretta da Maggy Barankitse e nata per la salvezza dei bambini vittime della guerra civile in Burundi.
·         È stato capolista indipendente nelle liste radicali nella campagna elettorale in Lombardia nel 2010.
·         Ha coordinato nel 2011 il “Gruppo dei 51 presieduto da Piero Bassetti a sostegno della campagna elettorale di Giuliano Pisapia a Milano.
·         Ha coordinato tra il novembre 2012 e il febbraio 2013 l’iniziativa politico-elettorale di Umberto Ambrosoli candidato alla Presidenza della Regione Lombardia.
 
In ambito scientifico e di ricerca
·         Tra il 1984 e il 2005 ha realizzato rapporti di ricerca per istituzioni: Presidenza del Consiglio dei Ministri (Giuliano Amato), CNEL (Giuseppe De Rita), Ministero Interno (Rosa R.Jervolino); Ministero Esteri (Franco Frattini); Ministero Funzione Pubblica (Luigi Mazzella), Ministero Beni culturali (Francesco Rutelli), Ministero Innovazione Tecnologica (Lucio Stanca) e per associazioni e imprese.
·         Dal 2006 al 2010 è stato rappresentante italiano nel Consiglio scientifico Unesco-Bresce.
·         Dal 2006 al 2010 ha finalizzato l’attività di ricerca nell’ambito delle competenze di Fondazione Università Iulm, di cui è stato segretario generale.
·         Nel 2008 è stato coordinatore della Commissione di indagine e di proposta sulla economia della creatività in Italia, presieduta da Walter Santagata presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali.
·         Ha diretto le ricerche sulla reciprocità di immagine tra Italia e Romania (con Fondazione IULM, per Unimpresa Romania, patrocinio Ministero Esteri, rapporto 2008 e convegnistica Bucarest 2008, Roma 2010).
·         È stato tra i presidenti-moderatori a Bruxelles della prima Europcom-Conferenza europea sulla comunicazione del settore pubblico promossa (ottobre 2010) dal Comitato delle Regioni UE presso il Parlamento europeo e relatore negli anni successivi.
·         A fine 2010 è stato tra i presidenti-moderatori della Conferenza nazionale di statistica promossa dall’Istat e presieduta da Enrico Giovannini.
·         Ha coordinato nel 2011 un programma di ricerca sostenuto da Banca Intesa sulla internazionalizzazione del sistema universitario italiano e nel 2012 ha svolto per le istituzioni competenti in materia fiscale una ricerca su opinione pubblica e orientamenti alla tax compliance
·         E’ membro (dal 2013) della Commissione per l’orientamento del brand promozionale della Città di Firenze(istituita dall’Amministrazione Comunale).
·         E’ stato a novembre 2014 tra gli introduttori della conferenza europea promossa a Palazzo reale a Milano dal Comitato Economico e Sociale UE in materia di Media e Comunicazione.
·         Ha realizzato nel 2014-2015, in collaborazione con il sociologo Nadio Delai, per la Scuola Superiore della Magistratura(presidente il prof. Valerio Onida) ricerche sull'identità e l'immagine dei magistrati italiani funzionali a generare nuova offerta formativa della Scuola. La ricerca è stata presentata – tra ottobre e novembre 2015 – nell’ambito del CSM a Roma e della SSM a Firenze.
 
 

Attività, testi e news  - www.stefanorolando.it  

Sulle attività di Comitato Brand Milano - brandimilano.org

(
Aggiornamento 2 gennaio 2016)
 
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