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Pubblicazioni e conferenze nell'anno 2014
Prof. Stefano Rolando
Pubblicazioni e conferenze nel corso dell’anno 2014
 
 
Pubblicazioni
 
Libri (monografici)
·          Comunicazione, poteri e cittadini – Tra propaganda e partecipazioneEGEA, gennaio  / monografia
schede
Ø            http://www.egeaonline.it/bookshop/catalogo/comunicazione-poteri-e-cittadini.aspx
Parti di libri
·          Mundial ’82. Saga di simboli, Pertini in testa, in Emilio Targia – Il miglior mondiale della nostra vitaReality book
  • Branding publico entre o Brasil e a Italiain Brasil. Multiplas Identidades, a cura di Riccardo Zagallo Camargo, ed. Alameda (San Paolo del Brasile, 2014)
 
Per la rivista mensile “Mondoperaio”
·          Da Grassi a Tarantola. Tv e cultura nell’arco di quarant’anni (Mondoperaio, n. 1 – gennaio 2014)
·          Milano e l’Abruzzo in onore di Ettore Troilo (Mondoperaio, 16 aprile 2014)
·          Eugenio Colorni. La visione del futuro (Mondoperaio n. 9– settembre 2014)
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1366:eugenio-colorni-convegno-a-melfi-24-aprile-2014-intervento-di-stefano-rolando&catid=39:testi&Itemid=63
·          48° Rapporto Censis. L’Italia dominata dall’attendismo (5 dicembre 2014)
·          http://www.mondoperaio.net/48-rapporto-censis-litalia-dominata-dallattendismo/
 
 
Note e commenti su Linkiesta (quotidiano on line)
·          Brand pubblico. Dopo Roma, ora in cantiere Milano, Bologna, Genova, Firenze (6.1.2014)
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1349:brand-pubblico-dopo-roma-ora-in-cantiere-milano-bologna-genova-firenze-linkiesta-612014&catid=39:testi&Itemid=63
·          Potere e politica. A margine di un forum di Aspen (21 gennaio 2014)
·          Macroregione adriatico-jonica al varo ad Atene. Tra storia e futuro (8 febbraio 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/macroregione-adriatico-jonica-al-varo-ad-atene-tra-storia-e-futuro
·          Il moment of decision visto da Bruxelles (27 febbraio 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/il-moment-decision-dell-europa-visto-da-bruxelles
·          Identità Milano. Introduzione alla Mostra aperta ieri in Triennale (8 aprile 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/identita-milano-introduzione-alla-mostra-aperta-ieri-triennale
·          Identità Milano, deboli cenni di un vero dibattito, per ora.(14 aprile 2014)
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1365:identita-milano-deboli-cenni-di-un-vero-dibattito-per-ora-linkiesta-14414&catid=39:testi&Itemid=63
·          Il dramma dell'Olimpico, metafora della doppiezza della comunicazione pubblica (8 maggio 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/il-dramma-dell-olimpico-metafora-della-doppiezza-della-comunicazione
·          Da Expo a Expo. Cambia il racconto di Milano (26 maggio 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/da-expo-1906-expo-2015-cambia-il-racconto-di-milano
·          La Rai e Milano. Storia controversa, prospettiva necessaria(30 maggio 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/la-rai-e-milano-storia-controversa-prospettiva-necessaria
·          La Rai e Milano. Un convegno con temi nuovi e nuovi irrisolti (7 giugno 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/rai-e-milano-un-convegno-con-temi-nuovi-e-nuovi-irrisolti
·          Apertura dei Mondiali. Il Brasile non esce dal suo stereotipo (13 giugno 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/apertura-dei-mondiali-il-brasile-non-esce-dal-suo-stereotipo
·          La struttura retorica di Matteo Renzi (a Strasburgo) sulla bilancia (4 luglio 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/la-struttura-retorica-di-matteo-renzi-strasburgo-sulla-bilancia
·          Le prigioni del comunismo romeno (25 settembre 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/le-prigioni-del-comunismo-romeno
·          Italy in a day, primo dibattito (29 settembre 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/italy-day-primo-dibattito
·          Goodbye Province. Quali prospettive? (16 novembre 2014)
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1400:goodbye-province-e-ora-quali-prospettive-intervento-alle-stelline-15-novembre-2014&catid=39:testi&Itemid=63
·          Fiction Ambrosoli. La strana idea di "prevedibilità'" di Aldo Grasso (4 dicembre 2014)
http://www.linkiesta.it/blogs/buona-e-mala-politica/fiction-ambrosoli-la-strana-idea-di-prevedibilita-di-aldo-grasso
 
Articoli per il settimanale on line ArcipelagoMilano
 
·          Progetto “Brand Milano”. Lo stato dell’arte (17 gennaio 2014)
http://www.arcipelagomilano.org/archives/30291
·          Brand Milano, oltre il simbolo: progetto per la polis (16 aprile 2016)
http://www.arcipelagomilano.org/archives/31784
·          Oltre Expo. Questioni di metodo sul piano strategico per la città metropolitana (29 ottobre 2014)
http://www.arcipelagomilano.org/archives/35064
 
Altri articoli
·          Il nuovo brand Milano(Corriere della Sera, 13 luglio 2014)
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1377:stefano-rolando-il-nuovo-brand-milano-alcuni-temi-corriere-della-sera-mi-13714&catid=39:testi&Itemid=63
·          La nuova Europa si gioca anche sul terreno della narrazione (Europa quotidiano, 6 agosto 2014
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1378:agenda-su-europa-e-comunicazione-da-settembre-a-dicembre-2014-europaquotidiano-6-agosto-2014&catid=39:testi&Itemid=63
 
 
Conferenze internazionali
 
·          8 febbraio 2014Atene – Nell’ambito del semestre di presidenza greca della UE – Conferenza sull’avvio della costituzione della Macroregione Adriatico Jonica – Intervento come membro della delegazione italiana nell’ambito del panel Politiche per l’attrattività.
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1357:macroregione-adriatico-jonica-conferenza-ue-atene-intervento-7-febbraio-2014&catid=39:testi&Itemid=63
·          27 marzo 2014Atene – presidenza e introduzione della conferenza del Club of Venice (organizzata dal governo greco nell’ambito del semestre di presidenza UE) sul tema - Public Communication: regainig citizens confidebce in times of crisis
·          4-5 giugno 2014Riga (Lettonia) presidenza e introduzione della conferenza del Club of Venice sul tema The role of partecipatory democracy in public communication
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1372:la-rai-e-milano-relazione-introduttiva-stefano-rolando&catid=39:testi&Itemid=63
·          27 – 28 novembre 2014Milano (Palazzo Reale) – Introduzione alla Conferenza promossa dal Comitato Economico e Sociale UE sul tema Médias européens et citoyenneté informée
·          10 dicembre 2014Rimini – Palacongressi – Conferenza su Gli sviluppi di attuazione della macroregione adriatico jonica – Promossa dal governo italiano nel quadro di presidenza del semestre UE – Relazione
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1406:regione-adriatico-jonica-come-sistema-di-reti-identitarie-10-dicembre-2014&catid=39:testi&Itemid=63
 
 
Conferenze nazionali
 
 
  • 6 aprile 2014 Milano, Triennale – Relazione introduttiva all’apertura della mostra Identità Milano (con la partecipazione del sindaco Milano)
·          24 aprile 2014Melfi – Centro culturale Nitti – Conferenza per il 70° anniversario della morte di Eugenio Colorni - Relazione
·          29 maggio 2014 – Roma – ForumPA – Intervento alla conferenza di discussione sul testo Comunicazione, poteri e cittadini (Egea, gennaio 2014)
·          6 giugno 2014Milano – Consiglio regionale della Lombardia - La Rai e Milano. Convegno della Fondazione “Paolo Grassi” – Relazione introduttiva
·          20 settembre 2014Cinisello Balsamo – Centro culturale “Il Pertini” – Relazione su Sandro Pertini. Un secolo di storia italiana
·          3 ottobre 2014Milano – FieraMilano City – Conferenza promossa dalla Cisl su Politiche europee in materia di comunicazioni – Relazione
·          5 ottobre 2014Milano – Cimitero Monumentale – Conferenza su Milanesi nativi e adottivi (nel quadro delle iniziative di Comitato Brand Milano)
·          9 ottobre 2014Roma, Villa Medici – Assemblea nazionale di Infocivica – Intervento di apertura
·          10 ottobre 2014Roma, Villa Medici – Eurovisioni. Festival-Forum annuale – Relazione
·          29 ottobre 2014Milano, Università IULM – Convegno scientifico su Letteratura e spazi urbani (promosso dalla cattedra di Letteratura italiana dell’Università IULM) – Relazione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SCHEDA Stefano Rolando, Citytelling. Raccontare identità urbane. Il caso Milano (EGEA, gennaio 2015)

Stefano Rolando
Citytelling
Raccontare identità urbane. Il caso Milano
Prefazione di Gianluca Vago
Con un colloquio con Piero Bassetti
Egea - gennaio 2015


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In Italia, come in Europa e nel mondo, è il momento delle città.
Le città italiane, forti di una lunga storia,
devono conciliare la narrazione del loro passato
con la prefigurazione del futuro.
 
 
 
Citytelling
Solo raccontando una storia si costruisce relazione,
solo raccontando la propria storia si riannoda identità.
Ciò vale per le persone come per le aziende,
per le città come per le nazioni.
Il branding pubblico affronta il tema della costruzione dell’identità
di città e territori, anche attraverso il cambiamento del racconto
che questi soggetti sanno fare di se stessi.
Alla luce di questa considerazione di fondo e attraverso
il dialogo con alcuni dei protagonisti della «milanesità»
sulle trasformazioni e le prospettive della città,
il volume analizza il caso del brand Milano
e la relazione tra istituzioni e società civile
nell’ottica di rigenerare un’identità per il capoluogo lombardo.
 
Ne esce un racconto capace di seguire l’evoluzione
da borgo a città metropolitana, da città industriale a città industriosa
e creativa, da locale a glocale, da nazionale a multietnica,
in un succedersi di confronti, negoziati, conflitti
e in un grande sforzo di sintesi tra politica, economia, cultura e società.
Il racconto della città si fa via via meno cornice e più mirato
a presentare storie identitarie e caratteri di fondo della comunità,
fino a stabilire una nuova percezione dei cambiamenti strutturali intervenuti
nel territorio, nella sua economia, nella sua condizione urbanistica,
nella valorizzazione delle sue vocazioni.
Un saggio che restituisce conoscenze preziose e risponde a domande
importanti per la società, l’economia e la cultura:
chi siamo, come siamo diventati, come siamo percepiti.
 

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Stefano Rolando insegna Politiche pubbliche per le comunicazioni 
e Teoria e tecniche della comunicazione pubblica allo Iulm di Milano,
dove dirige il master universitario in Management
della comunicazione sociale, politica e istituzionale.
Autore di numerose pubblicazioni
(per Egea Comunicazione, poteri e cittadini, 2014),
dal 2012 presiede il Comitato Brand Milano 
attivato dall’Amministrazione della città in vista di Expo 2015.



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Sintesi dell'anteprima in Triennale 17.12.2014

http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1408:citytelling-stefano-rolando-egea-lanteprima-milanese-alla-triennale&catid=51:newscategory&Itemid=76

Intervento di Stefano Rolando a conclusione della presentazione in Triennale 17.12.2014
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1409:stefano-rolando-intervento-a-conclusione-presentazione-qcitytellingq-triennale-milano-171214&catid=39:testi&Itemid=63
 
Stemma e identità di Milano - Immagini per l'appendice di documentazione del libro Citytelling
Nell'ambito della documentazione consultabile in rete del libro 
Stefano Rolando Citytelling- Raccontare le identità urbane. Il caso Milano, Egea (gennaio 2015),
presentazione in anteprima Milano, Triennale, mercoledi 17 dicembre 2014 h.18  
alcune immagini sono qui proposte ad integrazione di quelle già consultabili con specifici link.


 
1.Scrofa semilanuta - Sinbolo della Milano celtica - Bassorilievo alla Loggia dei Mercanti

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2. Fregio sulla Porta Romana (1171) - Prima immagine del vessillo issato dai milanesi al rientro in città dopo la distruzione del Barbarossa (Civico Museo di Arte Antica Milano)

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3. Stemma di Milano di epoca seicentesca

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4. Stemma di Milano nel corso dell'occupazione austro-ungarica


 
5. Stemma di Milano in età napoleonica
 
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6. Stemma di Milano (1934)
 
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7. Revisione dello stemma di Milano (2008)

 
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8. Logo promozionale adottato dal Comune di Milano (2010)

 
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9. Formella della "porta Lombardi", Duomo di Milano - Azzone Visconti sotto le mura di Gerusalemme uccide il capo saraceno prelavandogli lo scudo con le insegne del "biscione".
 
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10. Targa del Comune di Milano (1950) che ripercorre stemmi, simboli e date signioficative della storia identitaria della città
 
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11. Quadro-maniesfo della Pasticceria Cucchi (Milano) con alcuni elementi  simbolici (il panettone, il  Duomo, la nebbia, i carabinieri a cavallo)
 
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Stefano Rolando,Comunicazione,poteri e cittadini (EGEA,2014).Intervista a cura di M. Trezzi
 
Stefano Rolando, Comunicazione, poteri e cittadini – Tra propaganda e partecipazione ,
EGEA, gennaio 2014
Dieci domande all’autore
 
a cura di Maurizio Trezzi
 
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Stefano Rolando, professore universitario di ruolo ormai da molti anni, dopo una carriere manageriale nelle istituzioni e nelle imprese, affiancata a molte esperienze civili e culturali. Un precursore e un apripista in Italia e in Europa nel campo della comunicazione pubblica, dove il suo discorso sulla materia e anche sulla disciplina comincia a metà degli anni ’80 e da qualche tempo ribalta l’idea di una fonte esclusiva (lo Stato e le istituzioni) per comprendere sempre più società, imprese e lo stesso singolo cittadino nella capacità di generare comunicazione di pubblica utilità. 
Aveva cominciato a fine anni ’90 a scrivere di società interattiva come “fonte” (Un paese spiegabile, ETAS, 1998), poi qualche anno dopo - grazie anche al lavoro divulgativo di Rivista italiana di comunicazione pubblica, da lui fondata e diretta – aveva proposto La comunicazione di pubblica utilità (Franco Angeli, 2004), poi ancora aveva cercato di riavvicinare comunicazione di impresa e pubblica (Economia e gestione della comunicazione delle organizzazioni complesse, CEDAM2010) e più di recente aveva proprio ribaltato la materia (La comunicazione pubblica per una grande società, ETAS-Rizzoli, 2010). Ora il viaggio verso un nuovo perimetro – anche rispetto alle leggi che limitano l’operatività all’ordinamento istituzionale – si precisa meglio. Anche grazie a una forte frequentazione del dibattito europeo e grazie alle esperienze di nuovo approdo della materia, come nel settore del brand pubblico (Stefano Rolando presiede da due anni il Comitato Band Milano verso Expo 2015 ed è advisor del governo italiano per la brandizzazione e la comunicazione della costituenda macroregione Adriatico Jonica).
 
 
Tre parole in questo titolo: comunicazione, poteri, cittadini. Quale è il nesso principale?
Qualcuno ha fatto notare che l’illustrazione in copertina sarebbe frustrante: peserebbe di più un solo uomo di potere rispetto a (simbolicamente) tutti i cittadini. Ma l’editor del libro ha detto: no, volevamo dare la tendenzialità opposta, dovrebbe pesare più un solo cittadino che (simbolicamente) tutti le persone di potere. Detta così ammetto però che il rischio del luogo comune o della soavità teorica si affacci. Ma il tema, riferito alla comunicazione,  è questo. In un campo cruciale e delicato la sovranità è davvero del popolo? E’ stato quindi necessario fare un po’ di storia e recuperare almeno la controversa lezione del ’900, che – tra istituzioni e cittadini - ha prodotto lezioni pesantissime di propaganda ma anche esperienze di liberazione, di affrancamento e di partecipazione.
 
Infatti il sottotitolo sembra sintetizzare un percorso storico: tra propaganda e partecipazione. E’ così?
Non nel senso che molti credono, cioè che la prima metà del secolo scorso abbia fatto un monumento alla propaganda (fascismo, nazismo, comunismo) e la seconda metà del secolo abbia visto la riscossa dei cittadini. Il senso della lezione storica oggi mi appare quello di un complesso e quindi anche ambiguo intreccio di due approcci che convivono anche dentro i regimi democratici. Obbligando la teoria a definire meglio e gli utenti a farsi più critici. Certo la cultura della propaganda contiene anche un approccio seduttivo che deve mantenere un pizzico di ruolo per mantenere la rotta del dialogo, dell’attenzione, del passaggio nella giungla mediatica. Ma al centro della nuova comunicazione pubblica c’è non solo “il servizio” – come è scontato – ma anche l’orientamento a riequilibrare il modello di “dibattito pubblico” favorendo la pubblica utilità come tema spesso negletto.
 
Il testo è pervaso dall’idea di “adeguare”, “aggiornare”, “europeizzare” la materia. Vuol dire che siamo in ritardo? Con le norme o con le applicazioni?
Appunto, dicevo prima, gli sviluppi europei della materia sono attenti alla questione del dibattito pubblico che non può essere sequestrato dai due finora maggiori contraenti: i media e la politica. Istituzioni che in Europa hanno un loro punto di identità più distinto rispetto alla politica (in Italia occupante vera e propria); imprese, che non devono raccontarsi solo commercialmente ma anche rispetto al loro environnement sociale e territoriale; la società fatta di molte complessità organizzate (non ghettizzabili nei vari specifici, ma capaci di un “racconto pubblico” più generale), grazie alla percezione di ruolo nel processo di agenda building possono contribuire alla qualità e al pluralismo del dibattito. Ne va di una dimensione partecipativa della nostra democrazia che è il dato più chiacchierato e meno regolamentato dell’Italia contemporanea. In più si tratta di stare oggi nella “rete” in una condizione in cui la religione della persona (quella che Castells rende protagonista dell’autoproduzione di massa)faccia in conti con bisogni sociali che attendono con impazienza la trasformazione in diritti e quindi in nuove forme di rapporto con il potere. Noi siamo sfrenati nel diritto di raccontare ai nostri amici come facciamo la torta di mele e siamo troppo indulgenti con un sistema pubblico in cui torna spesso a prevalere la cultura del segreto e del silenzio.
 
Ritardi, forzature, uso improprio, omissioni. Ma è tutta colpa della politica?
La politica – o per meglio dire la mala politica – ha le sue colpe. Ma in questo libro ricordo che il varo della mia esperienza avvenne in un quadro in cui la pubblica amministrazione era governata dalla filosofia del potere burocratico in cui, appunto, segreto e silenzio erano la regola aurea. In un certo senso la mia prima mission – da direttore generale 37 enne – era di andare a testa bassa contro questo immenso muro di convincimenti. Cosa che feci, sempre meno da solo e sempre più con risultati. Ma scrivendone oggi dico anche chiaramente che le amministrazioni pubbliche sono tre e ben distinte. Le prime due - quella del controllo, che padroneggia solo cultura giuridico-amministrativa, restata la più autoreferenziale; quella della gestione, che le si è opposta, con una cultura più economica, ancora in una estenuante e non risolta lotta di potere – il cittadino lo vedono assai poco. Ne parlano – come di utente o come di contribuente – ma c’è ancora poca relazione reale. Per questo che vi è una terza amministrazione, quella relazionale, costruita su una cultura delle scienze sociali (sociologi, psicologici, comunicatori, che io chiamo in generale “architetti sociali”) che rappresenta una condizione ancora di paria ma che se imparassero a fare alleanza tra loro sposterebbero – per il know how che potrebbero mettere a disposizione del sistema decisionale – un pezzo di arrugginito sistema che oggi governa molta normativa e tutta la procedura in una condizione largamente precedente quella che chiamiamo “cultura della rete”.
 
Cos’è che rende la comunicazione pubblica una materia “malintesa”?
Il fatto che quel potere burocratico insieme a una cultura propagandistica della classe politica (anche qui non tutta ma però ancora diffusa)ne limitano la portata, ne dimensionano in senso unilaterale e verticale le prestazioni e poi ci ricamano su facendo pure la spendig review a quelle funzioni che pur insufficienti sono in alcuni contesti anche l‘unico spazio di accesso per i cittadini vessati per cercare istruzioni per l’uso in un contesto in cui la semplificazione è stata un capitolo di molti annunci e pochisssima valutazione di rendimento. Così non è cresciuta neppure la responsabilità decisionale dei comunicatori (sette su dieci da noi fuori da ogni rapporto con l’area decisionale di amministrazioni e enti, come dire con funzioni puramente confezionatorie).
 
Come si prevede che incida l’evoluzione della materia in Europa, rispetto ad una maggiore armonizzazione tra i paesi membri?
L’Europa è bicefala, si sa. Quella intergovernativa sta prevalendo su quella “comunitaria” perché le gelosie nazionali restano con una domanda interna alimentata dalla demagogia, dalla crisi irrisolta e dal declino anche della qualità recente del ceto politico messo nelle rappresentanze europee. La comunicazione è largamente dentro queste gelosie. E tuttavia l’innovazione tecnologica accelera i processi. La domanda sociale – più o meno della stessa natura dappertutto – si fa sentire. Certi processi di integrazione (i giovani, i media, la conoscenza, i linguaggi, eccetera) costruiscono un nuovo fattore di spinta. Ho dedicato a questo tema il capitolo centrale del libro perché se c’è cambiamento esso passa prima di qua.
 
Tra Stato, Regioni ed enti locali si registrano dinamiche diverse?
Tra lo Stato che doveva fare le norme e i Comuni che dovevano fare i servizi, le Regioni erano nate per fare la cosa più difficile: l’integratore. Il fallimento di questa funzione, trasformandone alcune in piccoli Stati e altre in grandi Comuni, ha modificato il senso della sinergia istituzionale su cui la difettosa riforma del titolo V della Costituzione ha finito per costruire più conflitti. Da dove ricominciare? Necessariamente da una riforma istituzionale su scala almeno europea. Ma ora, già da subito, con tre stimoli che possono funzionare a condizione di viaggiare su una moderna comunicazione pubblica saldata con gli interessi sociali: uno Stato votato alla “spiegazione”, un sistema regionale votato allo “sviluppo”, un quadro delle autonomie a presidio dell’ascolto del cittadino e delle imprese.
 
Che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione siano determinanti è ormai un dato acquisito. Il che vuol dire che la comunicazione pubblica diventa un anello della Agenda digitale?
Oppure che l’Agenda digitale è messa al servizio della causa sociale della “spiegabilità” dell’accesso, che sono le due partite essenziali della comunicazione pubblica. Quando si coglie che il nodo che lega le cose – lo sviluppo dell’Open Data (si legga nel mio libro il botta e risposta con Luca Attias, una forte intelligenza tecnologica che opera all’interno delle istituzioni) – è all’1% delle potenzialità, si capisce che l’allarme dovrebbe essere in bocca al Presidente della Repubblica e al Capo del Governo (come succederebbe negli USA) dalla mattina alla sera.
 
La serrata narrazione del testo produce una snella conclusione. Cinque proposte. Con quale logica comune?
La logica è quella della sinergia istituzionale che accennavo prima. E la speranza è che il semestre di presidenza italiana dalla UE accenda la luce tra i cinque segmenti a cui quelle proposte fanno riferimento. Mi dicono che il ritardo è rilevante per la messa a punto nello specifico. Ma mantengo alcune speranze
 
In sostanza un libro scritto per gli studenti, per i funzionari, per la politica o per i cittadini?
E’ scritto per un’Italia smarcata dalla ventata populista e demagogica, per un’Italia smarcata dal malaffare, per un’Italia reattiva socialmente, per un’Italia che non regala il potere della comunicazione solo agli interessi di parte. Dentro ci stanno studenti, funzionari, politici, imprenditori e tantissime signore Maria. Non è un manuale e ho chiesto ai miei studenti di misurarsi su un testo di proposta. Aspetto a breve le loro recensioni. Capirò se si è riusciti a tener il contatto con gli addetti ai lavori aprendo anche il dialogo con chi accetta solo il valore aggiunto di una conoscenza spendibile nella realtà.
 
 
 
 
 
 
Comunicazione, poteri e società (EGEA, gennaio 2014)
Nel catologo on line EGEA
http://www.egeaonline.it/editore/catalogo/comunicazione-poteri-e-cittadini.aspx
 
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