Home News Brand Milano Seminario Istituzioni e aziende pubbliche 14 lug 2012. Commento Corriere della Sera

16

Lug

2012

Brand Milano Seminario Istituzioni e aziende pubbliche 14 lug 2012. Commento Corriere della Sera
Corriere della Sera.15 luglio 2012
Milano e il futuro
Logo, grandi eventi e accoglienza
Nasce il pool per rilanciare Milano

alt

Il Comune pronto a investire l'80% della spesa corrente. «Ricostruire l'immagine della città»
Milano e il futuro. Logo, grandi eventi e accoglienza. Nasce il pool per rilanciare Milano
 
Armando Stella
 
Il Comune pronto a investire l'80% della spesa corrente. «Ricostruire l'immagine della città»
Una sfilata di Jil Sander durante la settimana della moda, febbraio 2012 (Fotogramma) Sì logo. Un simbolo che esprima la «forza creativa» di Milano. Un marchio da spingere in Europa, per incassarne i turisti: «Dobbiamo ricostruire l'immagine di una metropoli in evoluzione». Nella cornice c'entra di tutto: Milan e Inter, la Scala e Pirelli, cultura, arte, moda e design. Parole, soltanto parole? «Valori - risponde l'assessore alle Attività produttive, Franco D'Alfonso -. Vogliamo scalare la graduatoria delle città più accoglienti». Il percorso di rilancio della «reputazione» e della «capacità attrattiva» è iniziato ieri mattina da una cascina fuoriporta tra le marcite del Pavese. Il sindaco Pisapia ha riunito il tavolo del progetto «Brand Milano» e lanciato la rincorsa al 2015. O meglio: la risalita. Perché la città appare lenta, svogliata, mentre dovrebbe mostrarsi tremendamente sexy. Avete presente New York? Berlino? Barcellona? Sono i modelli.
Orgoglio e pregiudizio. Milano si aggrappa alla sicurezza di sé per smontare le critiche e riconquistare il grande pubblico. Intanto: il 70-80 per cento della spesa corrente, di qui ai prossimi quattro anni, sarà destinato alla manovra delle City operations , le attività di valorizzazione e promozione. «Tutta la macchina comunale - dice D'Alfonso - subirà un veloce e progressivo orientamento verso l'obiettivo Expo». Primo punto del programma: «Rendere la città accogliente». A scendere: «Ripensare una Milano amica delle persone deboli e con handicap, vero punto debolissimo». Terzo: coordinare meglio, o meglio iniziare a coordinare, le missioni degli enti pubblici e delle società private. Perché Nei prossimi 40 giorni, mugugna D'Alfonso, sono previsti diciassette diversi viaggi a Shanghai: «Bisogna definire calendari comuni per rafforzare il peso di Milano nel mondo ed evitare sprechi di tempo e risorse».
Alla gita del sabato - destinazione Cassinazza di Giussago - hanno partecipato Giuliano Pisapia, gli assessori Franco D'Alfonso e Lucia De Cesaris, e tutti gli interlocutori del progetto «Brand Milano».
Una trentina gli invitati. Regione, Provincia e Camera di Commercio. I due supervisori dei tavoli di studio: il professore Stefano Rolando (autore del libro «Due arcobaleni nel cielo di Milano» sulla vittoria elettorale di Pisapia) e il presidente del Touring Franco Iseppi. L'ad Expo, Giuseppe Sala. I manager di Sea e Fiera, Giuseppe Bonomi ed Enrico Pazzali. Come va pubblicizzata Milano? Su quali cardini strutturare la campagna? Il successo planetario del logo I love New York (anno 1976, autore Milton Glaser) ha introdotto la riflessione sulla necessità di «un'icona collettiva» che caratterizzi Dna e ambizioni. Parole chiave: turismo, accoglienza, innovazione. Spiega D'Alfonso: «Sydney rimase in testa alle classifiche internazionali due anni prima e due dopo l'Olimpiade del 2000. Noi dobbiamo riuscirci con Expo. Oggi siamo all'ottavo posto. Dobbiamo superare Berlino, Bruxelles, Roma...».
«Brand Milano» si tradurrà in una serie di eventi ad hoc (due manifestazioni nazionali e tre internazionali, ogni anno, per tre anni). «È positivo lo spirito di collaborazione tra enti e istituzioni», chiosa Pazzali. Ma ora bisogna passare dalla filosofia ai fatti, è il senso della sferzata data da Sala. Al termine dell'intervento di Iseppi, l'ad Expo è stato schietto e diretto: «Sento parlare di analisi, indici di qualità, di un portale Web... Roba vecchia, la gente usa già trip advisor , ne sa più di noi. Proviamo ad ascoltarla, la gente».