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Lettera di Clara Abatecola
Clara Abatecola ha lavorato per trent’anni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da cui si è congedata per fine percorso da poco e negli anni della mia responsabilità del Dipartimento dell’Informazione e dell’Editoria ha retto la responsabilità della promozione dell’editoria libraria, ambito in cui – essendo al tempo quella competenza alla Presidenza del Consiglio e ruotando attorno ad essa una vivace attività culturale e di sostegno al mercato del libro e della lettura in Italia e all’estero – abbiamo svolto un’incessante attività, dando vita ai principali saloni espositivi in Italia e sostenendo, insieme a un’infinità di manifestazioni internazionali, la prima esperienza dei “paesi ospiti d’onore” alla Buchmesse di Francoforte con esiti ancora oggi maiuscoli quanto a successo culturale  mediatico e a qualità dei rapporti tra istituzioni, imprese e intellettuali. Proveniva dal sindacato (componente socialista della CGIL), rispetto a cui – dopo le mie dichiarazioni di indirizzo – fece subito la scelta del lavoro in trincea professionale e non dei “distacchi” e dei “permessi”. Fece squadra. In una squadra che non guardava né a tessere di partito, né a raccomandazioni. Davvero contavano le competenze istituzionali e l’orgoglio di esercitarle con pari dignità rispetto ai migliori operatori professionali e di impresa con cui vi era sinergia e confronto. Ci siamo un po’ persi di vista. Ma è venuta alla presentazione del libro a Roma e mi ha promesso lettura e commento. La lettura è avvenuta. Il commento è contenuto in questa lettera,  da cui estrapolo due piccoli riferimenti personali rendendo accessibile a chi segue questo sito il suo punto di vista. Non per menar vanto, ma per restituire con parole sue il clima di una stagione e di un sentimento diffuso. E temo perduto.
Roma, 5 Dicembre 2008
Caro Stefano,

non sono sparita e neanche mi sono dimenticata di te. Ho avuto un mucchio di cose da fare, quest’anno è stato pazzesco. Come ti ho accennato ho costituito una associazione culturale “Letterature dal fronte” che ha istituito a Cassino un premio letterario “Premio internazionale città di Cassino: letterature dal fronte – conoscere le crisi dell’umanità per costruire la pace”. Lavorano con me Federico Sposato, Gaetano Castorina, Giorgio Pressburger e Vincenzo de Caprio. Abbiamo da poco concluso la terza edizione che ha preso in esame la letteratura portoghese “dal fronte” ed ha premiato Mario de Carvalho con il suo libro “I sottotenenti” (per la verità c’era di meglio). Il Premio si avvale di diverse giurie di esperti a Roma, Trieste, Palermo e naturalmente Cassino e soprattutto i libri e gli autori in gara sono letti da oltre 300 studenti dei licei di Cassino e di Pontecorvo. Quest’anno a venire avremo anche un gruppo di studenti di Trieste.

Per l’anno prossimo sono in lettura autori croati e ti assicuro è una gara molto appassionante. Abbiamo l’appoggio dell’ambasciata croata e abbiamo anche deciso che la gita scolastica che annualmente fanno le scuole di Cassino, quest’anno avrà come meta Zagabria  e visita nelle città protagoniste dei libri. Con l’aiuto dell’Istituto Italiano di Cultura vedremo di promuovere un incontro con autori croati.

Inoltre quest’anno cadono i sessant’anni della costituzione italiana e della carta dei diritti umani. Per la prima , abbiamo presentato una bella mostra “Croce e la costituzione”, con relativo incontro  con gli studenti, e per la seconda una bella e ardita manifestazione con circa mille bambini di 15 comuni. E’ stato tutto molto faticoso, ma il risultato è stato soddisfacente. Se vorrai , potrai trovare informazioni al riguardo sul sito www.letteraturedalfrontecassino.it

In questi giorni sono impegnata con il mio paese,  Pico, dove sto organizzando la festa  della montagna per l’11 dicembre (che modestamente è stata pensata da me e trasmessa al ministro La Loggia quando gli preparavo i discorsi per la montagna nel 2002 e finalmente accettata dalle NU) e poi , sempre per Pico , sto occupandomi dei festeggiamenti per Tommaso Landolfi ché il centesimo anniversario della nascita si allunga al 2009 per celebrare il 30simo anniversario della sua morte.

Avrai capito che da quando sono in pensione non ho tempo di annoiarmi, cosa che ogni tanto vorrei fare.

Mi dirai che da giugno ad oggi , ho messo troppo tempo per leggere il tuo libro (sul quale voglio un tuo pensiero); ma nel frattempo ho dovuto leggere cinque libri portoghesi per dare la valutazione, prendere in esame altri sei libri croati, leggere (sono ancora a metà però) l’ultimo libro della mia amica Alice Fernay (Paradis conjugal) che si aspetta da me una valutazione e possibilmente una presentazione in Italia, una volta tradotto…

Il tuo “Quarantotto” mi ha fatto compagnia questa estate, in campagna o in barca; mi sono commossa, eccitata, dispiaciuta, rivivendo attraverso le tue esperienze, le mie. Molte pagine riportano esperienze comuni e comune era quella voglia di dare, più che di fare, all’interno di una P.A che già allora, nonostante il nostro impegno, mostrava i segni di impoverimento e di precarietà culturale.Abbiamo vissuto un periodo che non è mai esistito nella PA e che è stato presto spazzato via, perché nella P.A nulla deve cambiare e tu, e noi, (non eravamo comunque pochi, tutte le persone che citi nel libro hanno dato moltissimo) stavamo operando un piccolo reale cambiamento, che non aveva  bisogno delle direttive che dà oggi Brunetta. Oggi, l’unico risultato è che negli uffici si resta relegati tutto il giorno, magari a consumare luce, riscaldamento e computer, ma il prodotto è sempre più minimo e minimale. D’altro canto, se non ci sono teste pensanti a guidare gli uffici……

Tu hai portato nel nostro piccolo spazio, una ventata di orgoglio, di fantasia, di fierezza. Non eravamo “impiegati” o “funzionari”, ma  “ civil servants” e veramente in quegli anni ci ha animato il senso del servizio allo Stato, alla comunità.

Forse era anche l’esempio del Presidente della Repubblica, forse ci trovavamo anche a lavorare in un governo che per la prima volta dalla costituzione della Repubblica , aveva a capo un esponente socialista.Checché se ne dica, Pertini da un lato e Craxi dall’altro, hanno rappresentato il cambiamento in quella Italia troppo spesso pomposa e codina ed anche quando loro non ci sono stati più, il segno era dato. Io giravo orgogliosa con l’Avanti! sotto il braccio e stavo ben attenta acché tutti leggessero quel titolo….

Un giorno, Stefano, questa sinistra ancora pasticciona e imbrogliona non ci sarà più e i fatti che hanno corroso i primi anni ’90 potranno essere letti certamente con severità, ma con maggiore giustizia. Lo dici  anche tu  ed  io ne sono convinta da sempre.

Mi hai chiesto un parere sul tuo libro ed io lo do volentieri: mi è piaciuto molto, mi ha coinvolto molto; forse ci sono dentro troppe cose ed anche troppi documenti, forse…., ma è il Quarantotto e il percorso di sessant’anni in cui la cultura: cinema, televisione, letteratura, pittura, per non parlare della politica e della società, hanno segnato cambiamenti straordinari, non poteva che essere “troppo”.

Oggi, quando guardo i miei nipoti che lavorano tanto , ma che sono così estranei alle passioni che ci avevano animato in quegli anni, mi dico veramente che sono appartenuta ad una generazione di fortunati. Mi auguro solo che la mia fortuna, la storia che ho vissuto, la società che ho contribuito a formare non siano loro di intralcio e che la vita offra loro le opportunità per più prospettive.

Ti abbraccio affettuosamente e faccio tanti auguri ad Amelia. Spero di vederti presto.

Ciao.

Clara