Home Testi Agenda su Europa e comunicazione da settembre a dicembre 2014 (Europaquotidiano, 6 agosto 2014)
Agenda su Europa e comunicazione da settembre a dicembre 2014 (Europaquotidiano, 6 agosto 2014)
Europaquotidiano

La nuova Europa si gioca anche sul terreno della narrazione

Da tempo la “comunicazione” europea è sotto tiro, con la critica di limitarsi ormai a rappresentare poco più che bandiere e auto blu che sfornano ministri prima dei vertici

Il discorso di Matteo Renzi, in avvio a Strasburgo della presidenza italiana del secondo semestre 2014, come si sa, ha messo da parte adempimenti e programmazione tecnica (affidando ciò a un documento scritto) per affrontare di petto il tema della “reattività”. E con ciò preannunciando che sarebbe bene rimettere in marcia un sistema per stringere le relazioni dirette con i cittadini (dirette vuole dire non solo attraverso i media, ma appunto anche utilizzando la rete e il reticolo relazionale), partendo da quel 54 per cento di astenuti al voto (media europea) e toccando i dati della partecipazione frenata e poi, via via, della riluttanza, dell’indifferenza, dell’euro-scetticismo, dell’euro-fobia, eccetera, eccetera.

Si dirà che i media hanno capito a loro volta che il grigiore dei format invalsi (bandiere, ministri, schermate di scranni, auto blu, eccetera) non solo produce danni all’Europa ma anche al mercato dei giornali e soprattutto alla audience delle tv. E hanno quindi colto nell’onda euroscettica un argomento per riattivare il ring tra i pro e i contro. Il modo, insomma, dei media per riportare eccitazione sulla materia. Ma come si sa ciò aiuta ma non garantisce la “spiegazione”, la “partecipazione”, la “competente e pertinente rappresentazione”… Cioè la comprensione da parte dell’opinione pubblica di ciò che i media spiegano meno bene: i processi, soprattutto le trasformazioni. Ottimi nel raccontare i fatti, faticano a spiegarne la concatenazione complessa e contraddittoria.

In questa cornice giungono le prima notizie di calendario. Insieme a riunioni protocollari (Gruppo informazione a Bruxelles e altri tavoli) sono segnalati, a partire dell’immediato dopo agosto, alcuni eventi che hanno lo scopo di accompagnare e seguire le decisioni attorno agli assetti del sistema Europa (non solo i commissari, ma soprattutto i dg) riposizionando il ruolo più strategico della comunicazione, oggi affidato ai rituali dei comunicati e della sale-stampa con le dinamiche in rete un po’ in galleggiamento.

La presidenza italiana colloca al centro del proprio percorso un rassemblement di esperti istituzionali e della comunicazione (soprattutto media) chiamati a Roma (Maxxi, 12-13 settembre) per discutere su “The promise of the Eu”. Lo spunto parte della Dg Com della Commissione che in collaborazione con l’Uer (la rappresentanza delle tv pubbliche europee) e il governo italiano vuole rifocalizzare il tema all’inizio della ripresa dopo l’agosto (i panel si stanno definendo). Il Comitato delle Regioni e delle città Ue rinnova l’appuntamento annuale a Bruxelles di Europcom (15 e 16 ottobre) sul tema “Imag(in)ing Europe”, aprendo il dialogo con creativi e mondo dell’informazione per nuove strategie di comunicazione e design che rilancino l’Europa. E mette in agenda il ruolo delle istituzioni territoriali, cioè di prossimità, nelle strategie che finora gli Stati svolgono con eccesso di prudenze diplomatiche.

Il Comitato economico e sociale Ue – ascoltando la domanda delle imprese e delle rappresentanze del lavoro – spinge per rimettere al centro la questione generale dell’uscita dalla crisi e profila un appuntamento a Milano (27 e 28 novembre) su “Civil Society Media Seminar” dedicato all’immagine Ue in tv e media e all’efficacia del racconto delle misure anticrisi.

E infine il Club of Venice (segretariato presso il Consiglio Ue) chiama a raccolta a Roma (13 e 14 novembre) i direttori della comunicazione istituzionale di paesi e istituzioni Ue per vedere se tecnologie e rinnovamento della classe dirigente sbloccano o no l’impasse comunicativo dell’Europa, con specifica concentrazione sui temi dello sviluppo e della crescita.

C’è altro, ovviamente, ma questa griglia consentirà di valutare se oltre a gestire un calendario, in questo campo, la presidenza italiana dimostrerà anche di svolgere una efficace regia.

*presidente Club of Venice (coordinamento comunicazione istituzionale paesi membri e istituzioni Ue) – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.