Home Attività Impegno Civile Regionali 2010 Dialogo con uno studente del liceo Parini di Milano
Dialogo con uno studente del liceo Parini di Milano
Dialogo con uno studente del liceo Parini di Milano
(aggiungerò eventuali nuovi takes)

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Niccolò Bertorelle 07 febbraio alle ore 16.44
Buonasera,sono iscritto alla mailing list del Circolo Rosselli grazie alla quale l'ho conosciuta.
Frequento l'ultimo anno di liceo classico al Parini e sono iscritto al PD,ma non penso di votarlo alle regionali 2010. Credo voterò per lei,socialista in una lista liberale, proprio perché la sua candidatura si concilia con il mio credo politico liberalsocialista. Ho appreso dal suo sito che è l'autore del libro "Una voce poco fa" che mi piacerebbe poter acquistare,saprebbe indicarmi in quale libreria potrei trovarlo?
Grazie ed in bocca al lupo per le elezioni.
 
Stefano Rolando 07 febbraio alle ore 17.02
Caro Niccolò, grazie per gli apprezzamenti e le intenzioni. Effettivamente la mia posizione è di indipendente non appartenente nelle liste radicali a Milano e a Como (http://www.facebook.com/pages/Stefano-Rolando/276611498714), ma non posso non appartenere alla mia storia e alle cose a cui ho creduto. "Una voce poco fa" è una scrittura che racconta di queste cose. Il libro è edito da Marsilio (2009) e se la libreria non l'avesse credo che Marsilio lo abbia ancora in distribuzione. Dunque la librerria può procurarlo.
Per ciò che penso e faccio : www.stefanorolando.it.
Molti cari saluti
 
Niccolò Bertorelle09 febbraio alle ore 20.03
Buonasera,oggi ho acquistato il libro e comincerò a leggerlo..volevo farle una domanda "amarcord" se posso; ai tempi del psi era lombardiano o craxiano? grazie per la disponibilità.
 
Stefano Rolando 09 febbraio alle ore 20.17
Bene Niccolò, tengo all'opinione di lettura. Dunque io mi sono iscritto al PSI nel 1976 presentato da due compagni diversi (uno radical-socialista aveva lavorato con Altiero Spinelli, l'altro era un dirigente socialista del sistema cooperativo). Poi - ero alla Rai come assistente di un socialista d'altri tempi, grande operatore culturale come Paolo Grassi - ho ritrovato un mio compagno di scuola (più grande), che era Claudio Martelli (che era stato giovane repubblicano, come me) e con lui abbiamo intensamente lavorato nella stagione (fino a Rimini "Meriti e Bisogni") di proposta di riforma del sistema cultura,informazione, spettacolo. Nel 1982 fu determinante Gianni De Michelis nella riorganizzazione del cinema pubblico, che mi scelse per dirigere il Luce. A metà anni ottanta Giuliano Amato (che era stato giolittiano e poi fu determinante nel successo di governo di Craxi) mi portò a Palazzo Chigi come direttore generale. Di mezzo l'esperienza tutta craxiana a Milano con Critica Sociale ma anche tutta giolittiana a Roma con Mondoperaio. La risposta, come vedi, è complessa.
 
Niccolò Bertorelle 09 febbraio alle ore 20.31
Ha ragione :) l'ho acquistato per più ragioni; innanzitutto perché voglio poterla conoscere anche attraverso i suoi scritti,perché ho sempre apprezzato i manifesti ed il simbolo del PSI soprattutto del '78 e perché giusto oggi sono andato alla presentazione della facoltà di scienze politiche in Cattolica dove vorrei frequentare l'indirizzo di scienze della comunicazione politica e sociale. Le ho fatto questa domanda perché i socialisti di cui leggo commenti e note in internet, quasi tutti lombardiani, spesso storcono il naso nei confronti dei radicali (veda mailing list del Rosselli dove qualcuno preferisce Agnoletto) e da quello che ho potuto constatare in questi tempi, di craxiani rimasti a sinistra ce ne sono pochi.
 
Stefano Rolando 09 febbraio alle ore 21.22
Forse è vero. Ma io credo che nella sintesi dell'esperienza di governo - in cui il PSI ha dovuto dimostrare programma , gruppo dirigente, riflessi pronti - la questione "craxiani"/"lombardiani" si sia trasformata. Io sono maturato piuttosto in quell'esperienza, di cui il paese aveva un estremo bisogno. E che la Dc demitiana e il pci berlingueriano hanno ammazzato, purtroppo con altre complicità (tra cui La Malfa). L'unico che - sbuffando, arrabbiandosi, litigando - ha tenuto aperta la complicità è stato il più antigovernativo di tutti, Pannella. E ha migliorato la "sintesi" perché con lui lo sguardo ai diritti civili (in Italia) e ai diritti tout court nel mondo è stato un antidito ad affarismo e assessorismo che erano malattie già presenti nel PSI.