Home Attività Impegno Civile Regionali 2010 Lettera ai miei ex-collaboratori dirigenti e funzionari del Consiglio Regionale della Lombardia
Lettera ai miei ex-collaboratori dirigenti e funzionari del Consiglio Regionale della Lombardia
Milano, 13 febbraio 2010
 
Cari Voi,
scusate la “collettivizzazione”, qualche tempo fa avrei scritto “cari Noi”. Farei meglio a dire “caro uno per uno”. Tuttavia ho preso la decisione di scrivere una lettera a chi – tuttora operando in Consiglio regionale della Lombardia – è stato in rapporto con il mio periodo di responsabilità, per segnalare che ho accettato – sia pure come indipendente e non appartenente – di essere nella testa di lista dei radicali a Milano e capolista a Como per le prossime Regionali.
Questa lettera dunque è uguale per tutti, ma io conosco e distinguo storie, sensibilità, vicende personali e professionali.
Per segnalare una credo ancora comune sensibilità ho fatto circolare tra i materiali di comunicazione (non accetto i profili delle campagne puro annuncio, invasive per vuotezza e per abbondanza di costi) un riferimento alla stampa di questi giorni (un breve editoriale di Massimo Gramellini sulla Stampa dal titolo “Gli indipendenti pubblici”) che ritrovate a questo link.
E’ scritto con il pensiero alle persone con cui ho lavorato sia alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per dieci anni, sia al Consiglio regionale per una legislatura. La decisione di lasciare quell’esperienza, lo ricorderete, è nata per avere assunto posizioni di difesa delle prerogative minime della dirigenza di fronte all’arroganza di certi politici (sull’uso delle risorse per comunicazione esterna impropria – diciamo così – si è poi visto come è andata a finire e nel caso di imposizioni di nomine senza merito si è visto pure che quell’arroganza alla lunga non ha pagato). Quella decisione mi ha indotto a optare definitivamente per l’università. Non mi lamento della nuova ricca esperienza che ho fatto e che sto facendo. Ma non posso chiudere gli occhi di fronte all’involuzione grave delle istituzioni. Quella involuzione per la quale Giuseppe De Rita ha scritto un vero grido di allarme con il libro “Il regno inerme”. Anzi ho adottato una frase del presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson (1801-1809) per caratterizzare la mia campagna indipendente che è questa: “Un po’ di ribellione, di tanto in tanto, è una buona cosa”.
Credo anche che ormai il voto corrisponda a profili di mobilità di intelligenza e di critica. Guardando alle persone. Io ho preferito scegliere una collocazione fuori dai due poli. Pure con caratteri che rispettano alcune mie vicende personali nel tempo. Ma con una forza politica che ha il merito di fare sempre il “guardiano della democrazia” (e ho un buon ricordo dei consiglieri radicali di precedente legislatura che hanno appunto agito in questo senso). E’ quello che mi riprometto di fare se trovo consensi.
Sviluppo una comunicazione con brevi newsletter che affrontano questioni di merito. L’ultima (la n. 3) critica che la Regione Lombardia abbia avuto un bilancio di legislatura, nel senso dell’operato del governo (non nel senso delle attività dell’aula) tracciato dallo stesso governo senza che l’assemblea abbia provato a svolgere una vera azione di valutazione. Azione prevista da un Comitato paritetico di valutazione, che – per l’appunto – è previsto dallo statuto ma che non è mai stato istituito.
Chi fosse interessato a queste argomentazioni le trova nel mio sito www.stefanorolando.it alla voce Regionali 2010. Ho dedicato un sito su Facebook a selezionare materiali e interattività. Questo è il link:
Chi non fosse interessato a ricevere altre comunicazioni non ha che da segnalarlo. Diversamente mi farà piacere far giungere personalmente qualche altro spunto di riflessione, con cui mi riprometto di dare rappresentanza a un profilo particolare di cittadini-elettori, quelli che sanno perchè a volte le istituzioni della democrazia potrebbero funzionare meglio sapendo al tempo stesso il perché ciò non accade.
Molti cari saluti
Stefano Rolando
 
P.S. Se ho dimenticato qualche indirizzo non è di proposito e prego di estendere – chi vuole e chi può – questa mail facendomi recuperare altri indirizzi (anche se possibile di chi ha lavorato con noi ed è andato negli ultimi anni in pensione) . Chi può aiutare in concreto la fase di firme dei cittadini per consentire alle liste di presentarsi, prego, lo faccia (nel caso creo un collegamento).