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Newsletter n. 6 - Lettera a Milko (17 febbraio)
Newsletter n. 6 (17 febbraio2010)
 
 
Lettera a Milko
 
Milano 17 febbraio 2010
 
Caro Milko,
per essere stato anni fa mio studente nella formazione post-universitaria hai detto sempre parole elogiative nei miei confronti , sei venuto a parlarmi in università e mi hai anche detto di recente che avevo avuto coraggio a candidarmi con i radicali perché oggi per te “Emma Bonino è un mito”.
Ti ho conosciuto ragazzo, giovane liberale con entusiasmo. A me i liberali sono tendenzialmente simpatici. Lo era mio padre. Sei in giorni penosi. E faccio parte di chi giudica solo dopo sentenze definitive. Sarò l’ultimo a infierire.
Hai una bimba piccola di cui sei fiero e saprai riconquistarti la sua futura stima. Questa storia ti cambierà. Ti dedicherai forse ad altro perché è giusto che chi fa politica sappia fare anche altro. Ma una cosa tu non dire più. Che hai preso soldi “perché la politica costa e costano le campagne elettorali”. Lo abbiamo sentito dire milioni di volte e milioni di volte per qualcuno era un mistero (per la gente comune anche una mostruosità) per altri era un alibi.
Nel mio “laboratorio” di questi giorni, indipendente alle regionali tra i radicali (che mi sono persino più simpatici dei liberali), sono lieto e onorato di fare campagna senza un soldo, di pagarmi di tasca quel poco che serve (benzina, autostrada, fotocopie, accessi a internet) e promuovere una linea di contenuto contro la comunicazione che mercifica i politici come formaggini. So che paga la comunicazione costosa. E so anche che in certi ambiti politici la concorrenza tra i candidati è ormai solo a colpi di soldi e non a forza di idee. Ma questa comunicazione – i casi sono a ripetizione – apre le porte a un circuito vizioso che non si interrompe più. Ti propongo di non dire più quella cosa. Perché va ritrovato il coraggio di non invocare più questa “necessità”. Non per ingenuità ma per tornare a consentire agli elettori di percepire le differenze. Se tutti sono omologati – come lo erano i parlamentari il giorno del famoso discorso di Craxi alla Camera (e Marco Pannella per la verità si alzò per distinguersi, lo si vede nei video) – alla fine gli elettori non compiono più scelte di persone e di programmi. Ma compiono scelte tra la politica inquinata in blocco e il rifiuto in blocco della politica. Un male peggiore dell’altro.
Ti auguro di trovare la tua strada. E di trovare parole liberatorie per criticare l’uso improprio del denaro in politica. Troverai poche mani tese ora anche dalle “tue parti”. Su questa riflessione, in qualche modo rigenerativa, la mia porta resta aperta.
 
Stefano Rolando