Home Attività Impegno Civile Regionali 2010 Chiose dalla panchina n. 4 - Lettera al geom. Magnano (7 marzo)
Chiose dalla panchina n. 4 - Lettera al geom. Magnano (7 marzo)
Diciamo, adesso si chiedono i tono smorzati, si chiede rispetto per le istituzioni, si chiede di non aprire  ferite pretestuose e di superare questa polverosa e incresciosa vicenda. Come si fa ad essere un vecchio servitore dello Stato e a non capire questo genere di esigenze! Ognuno dei soggetti in campo - con alle spalle giuristi, avvocati, costituzionalisti che da giorni cavano dal cilindro ogni risorsa  - dice cose che contengono brandelli di verità (fatti salvi i tanti spudorati, si intende). Vi ricordate dell'indimendicabile film di Kurosawa Rashomon (1950)? Non si riterrà così inverosimile che - per giunta da una panchina che resterà tale fino al giorno delle elezioni, dunque da quel foro non alienabile che è la propria coscienza - giunga una piccola estensione di racconto, un altro  - si consentità - brandello di verità.

Chiose dalla panchina – n. 4
Lettera al geometra Franco Magnano
 
Ma in ogni caso - questo è il punto che mi preme sottolineare - la "soluzione politica", ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti”  (Giorgio Napolitano, 6 marzo).
 
Milano, 7 marzo 2010
Buongiorno signor Magnano, come va? E’ lei Francesco Magnano, vero? O Franco, Franco Magnano? Non si sa. Quel che si sa di lei è così poco. Lei è geometra, vero? “Geometra di fiducia di Berlusconi” dicono giornali e agenzie. Nessun cv si trova in rete. Nessuna esperienza amministrativa o politica. Un ritagliuccio dice che nel 2007 lei fu al centro di una lottizzazione compiuta su 30 ettari adiacenti a Villa Certosa in Sardegna. Un altro dice che starebbe lei dietro alla nuova impresa lottizzatrice di “Milano 4”, ma è avaro di particolari. Poi tutte le informazioni girano attorno alla questione del “geometra brianzolo di fiducia”.
Ecco, come si sente? L’ha saputo che con il reintegro della corazzata PDL e relativo listino lei deve stare tranquillo. Sta nel listino, vero? Beh senza fare nulla, ma proprio nulla, lei verrà eletto consigliere di maggioranza, sicché il suo stipendio “di fiducia” adesso glielo verserà il contribuente italiano, non più la cassa di famiglia, quella di Arcore diciamo. Se magari strapperà anche un incaricuccio (magari una presidenzina della Commissione Infrastrutture o cose simili) lei avrà anche macchina, segretaria, assistente, ufficio stampa. Come la vive la cosa? Glielo hanno detto che mentre lei – insieme al massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli e all’igienista dentale del premier (ed ex soubrette) Nicole Minetti – cambierà la fonte dello stipendio senza neanche far girare un cv, ecco limitiamoci a questi tre eletti sicuri, mentre questo succederà ormai perché il destino è dalla sua, altri tre candidati alle elezioni – un professore universitario del Politecnico tra i maggiori specialisti italiani di economia sanitaria (materia cardine delle competenze regionali), un altro professore universitario sociologo dei processi culturali di chiara fama allo IULM di Milano (un ottimo assessore alla cultura, diciamo)  e ancora un autorevole istologo dell’Università degli Studi di Milano (assai esperto nelle politiche dell’assistenza) – scusi, limito il caso a questi tre, per par condicio quantitativa, tutti e tre in un altro “listino”,  ebbene nessuno di questi tre potrà neppure misurarsi formalmente con l’elettorato? Già, perché per imperfezioni formali, come direbbe il ministro La Russa,  per non avere la lista che li presenta (scusi, ho dimenticato di dire che si tratta della Lista Bonino Pannella, che a Milano alle ultime elezioni europee ha superato il 5 % dei consensi) voluto aggiungere firme false o imperfette, ne mancano un po’ a fare il tetto di legge, ebbene nessun decreto si è occupato del loro elettorato, nessuna norma “interpretativa” ha restituito loro al loro elettorato. Come vede mi sono chiamato fuori (con i miei ormai parecchi anni di università e molti anni pregressi di alta direzione nelle istituzioni statali e regionali) perché in quella lista mi sarebbe toccato cercarmeli uno a uno i voti (orrore, vero?) e quindi sarei stato fuori da questa tenzone puramente viurtuale. Virtuale ma, come immagina, ineguale. Infatti da qualche giorno i miei chiari colleghi sono “deposti”, sono tornati alle loro occupazioni, alla loro ricerca, ai loro studenti e stia tranquillo non metteranno piede nell’aula consiliare e non riceveranno nessuno dei benefici che il “destino interpretativo” ha riservato a lei e ai suoi neo-politici prossimi colleghi. Come la vive, geometra Magnano? Prima o poi racconti qualcosa di sé, permetta al “popolo della libertà” di capire che quando si condivide la sorte di un grande partito si vince più facilmente al superenalotto. Faccia il suo spot. Ma sia convincente,però, geometra. Perché quel video poi andrà su Youtube, sa. Ci va quasi tutto. I ragazzi ne vedono i più divertenti ogni mattina, prima di andare a scuola o all’università, per commentare poi con i compagni le cose più strampalate, per scoprire le castronerie della pubblicità (è lo sport più diffuso ormai). E nella “pubblicità” essi mettono anche la “propaganda”. Glielo dice uno che se ne intende e che ci parla poi,  ascoltando il modo che hanno di intercettare in rete le “stravaganze” trasformando dei personaggi  inconsapevoli in animaletti da gabbia. Creda, geometra, è la vendetta di una generazione che sembra stupidella e rassegnata, ma poi ha una strana e accurata informazione. E quando scopre vicende come la sua ha due possibilità: quella emulativa e dica lei se questa è una pedagogia raccomandabile per la nostra gioventù, perché se lei lo sosterrà questa sarà finalmente una “proposta politica”; oppure quella ridicolizzante, che viene messa in giro già ora, non dal video che lei non ha mai girato, ma dai politici di lungo corso del suo stesso partito che sono finiti fuori carreggiata per lasciarle il posto. Credevano che ci fossero certe regole del gioco. Ma poi, prima di chiudere le liste, qualcuno le ha “interpretate”.
Stefano Rolando
Deposto candidato della Lista Bonino Pannella a Milano e a Como

 
Riscontri
 
Gentile Professore, le inoltro il messaggio che ho voluto inviare al Presidente Napolitano.
Signor Presidente Napolitano,se i militanti radicali, che si sono impegnati nella raccolta regolare delle firme, avessero comodamente eluso le regole previste, anche la lista Bonino Pannella sarebbe candidata in Lombardia. Invece ne è esclusa, per insufficienza di firme (difficili da raccogliere a causa dell’assenza di informazione politica da parte delle istituzioni e dell’impossibilità a reperire sufficienti autenticatori, come gli esponenti della lista hanno più volte, e da mesi, pubblicamente denunciato). Forte della convinzione che le firme regolari valgano almeno il doppio di quelle “sanate”, desidero annunciarle che il 28 marzo, anche se a malincuore, andrò lo stesso a votare: traccerò di mio pugno sulla scheda elettorale il simbolo della lista Bonino Pannella, che quindi sceglierò. Chissà che, allo scrutinio, la mia scheda non venga “interpretata” come valida. Insieme ai saluti, la mia sincera solidarietà per gli sfregi subiti dalla sua preziosa carica istituzionale.
Novella Platani, (provincia di Lecco), 7 marzo 2010
 
Caro Stefano, bellissima e condivisibile, la tua lettera al gem.Màgnano (ho messo l'accento nella prima "a" perché gli compete e non merita di esser preso per un onesto artigiano del ferro)... che rispecchia sicuramente il triste momento che viviamo...io sono felice di essere un longevo, ormai fuori da tutto... ma che tristezza per questo degrado che già Flaiano aveva descritto nella frase: "gli italiani non possono altro che avere la dittatura!" ...dico io: gli italiani non hanno mai scalato la Democrazia che si fonda sul rispetto delle minoranze...mio padre me lo aveva insegnato e appena ho potuto sono diventato ebreo per essere fuori da tutte le tartufesche furfanterie che l'abile scuola degli azzeccagarbugli vuole imporre a tutti. Sono addolorato per la vostra eccellente lista! Ma tu sei più forte! Ti abbraccio
Giancarlo Zagni, Mentana, 7 marzo 2010
 
Grande Stefano!
Sandro Polci, Roma, 7 marzo 2010
 
Carissimo e veramente illustre Stefano, ho seguito - come mi pare di averti anche già scritto - con interesse ed ammirazione questa tua campagna elettorale che - come vedo - è tutt'altro che chiusa: anche le tue "chiose" costituiscono, infatti, motivo di vero e rinnovato impegno civile e politico per tutti noi. Voglio adesso semplicemente ringraziarti per questa stupenda "lettera al geometra Magnano": ne vorrei fare diffusione "militante". Anche con essa dai prova di una propaganda politica di alto valore educativo e formativo. Siamo tutti indignati per il "de-cretino salva liste berlusconiane" ed abbiamo oggi letto tanti articoli e proteste su come -persino con la firma del Capo dello Stato- sono stati aboliti elementari principi di rispetto della denocrazia. Ma la tua "lettera al geometra Magnano" supera tutti i migliori interventi per chiarezza, concretezza, efficacia. GRAZIE !
Antonio Bottiglieri, Roma, 7 marzo 2010
 
Dopo che ci siamo scandalizzati, che abbiamo urlato la nostra rabbia e la nostra delusione, cosa facciamo? quali sono le vie legali della democrazia per far si che da questo scandaloso pasticcio (non tanto il decreto, ma quello che lo ha provocato) le istituzioni, abbiano uno scatto di orgoglio e di dignità? Dopo averti letto, ti ho anche sentito. si accenna ogni tanto ad un eventuale ritiro dei radicali dalla competizione. sarebbe un atto rivoluzionario, ma non lo faranno perché anche loro hanno paura del vuoto che possono provocare e allora andremo alle elezioni con più odio, con una divisione maggiore della società tra i giusti e i peccatori. Ma ti pare Stefano che sia una cosa da popolo adulto? E’ troppo facile stare sempre a girare il dito nella piaga di quella che da sempre è la democrazia incompiuta di questo nostro straordinario maledetto paese.
Clara Abatecola, Roma 7 marzo 2010
 
Ti leggo e ti seguo. Ieri sono stato a piazza del Pantheon e ho sentito la Bonino. Ottimo discorso e bravissima. Sento il bisogno di due cose.
Una è propagandistica ma va usata ora perché, da quello che ho capito, gli elettori di centro-destra sono sconcertati: oltre che di lesione delle regole va detto e ripetuto che tutto questo questo è successo perché Berlusconi e il centro-destra volevano rimediare alla loro incapacità e alla loro pochezza nel fare le cose - loro che dicono di risolvere i problemi del paese ne creano a ripetizione con la loro corruzione e, come si vede, con la loro incapacità. Invece di chiedere scusa ai loro elettori e al paese per questo, hanno accusato gli avversari politici, sono saltati addosso al Presidente della Repubblica e hanno fatto strame della legge per rimediare.
L’altra è di medio periodo e c'era già in nuce nell'intervento di Emma: di qui deve partire una grande campagna politica di discorsi, di agitazione e di lotta, che investa le regionali e vada oltre; una campagna per liberare il paese da questa coalizione nefasta e pericolosa per tutti, elettori di centro-destra inclusi. Qui si vedrà la capacità e la statura dei leader, anzi direi che qui si vedrà chi sarà capace di raccogliere attorno a sé e di costruire la leadership di cui il centro-sinistra e l'Italia hanno bisogno.
Mia voglia e necessità di contribuire a questo.
Celestino Spada, Roma 7 marzo 2010

Caro Stefano,
continuo ad apprezzare le tue pagine, ora malinconiche, ora satiriche (e questa ad personam è molto efficace).Un abbraccio
Lucia Rodler, Milano 8 marzo 2010

Caro Stefano, ho seguito e seguo con interesse questa tua esperienza e trovo di grande stimolo le tue riflessioni
Pasquale M. Cioffi, Milano 8 marzo 2010