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Avvio della nuova serie di Rivista italiana di comunicazione pubblica (marzo 2010)
Presso la Galleria Baroni & Associati, in via San Marco 46 a Milano
 
Con un volume sul terremoto dell'Aquila
Stefano Rolando rilancia
Rivista italiana di comunicazione pubblica
 
Una uscita monografica dedicata alla comunicazione di crisi e di emergenza realizzata sul caso del terremoto dell'Aquila segna la ripresa delle pubblicazioni del trimestrale che si occupa di teorie, tecniche, esperienze
e professionisti della comunicazione di pubblica utilità.
 
Milano, 23 marzo 2010 – Presentata a Milano in prima uscita la nuova serie di Rivista italiana di comunicazione pubblica. Il numero 39, dedicato in forma monografica allo studio del terremoto dell'Aquila come caso emblematico di comunicazione d'emergenza. Dopo dieci anni di pubblicazioni e uno di stand-by riorganizzativo la prestigiosa testata ritorna sugli scaffali delle librerie a cura dell'editore FrancoAngeli e grazie al lavoro di produzione redazionale di Civicom, società di consulenza strategica in comunicazione pubblica.
Roberto Basso, direttore generale di Civicom, ha introdotto la presentazione della rivista e il vernissage delle opere del pittore Fabrizio Trentin.  
Stefano Rolando, direttore della rivista e direttore scientifico di Civicom, ha presentato il volume e gli obiettivi della nuova serie Rivista italiana di comunicazione pubblica è un trimestrale a carattere scientifico (il comitato scientifico comprende un vasto numero di studiosi e lo presiede dall’origine Giuseppe De Rita) giunto all'XI anno di pubblicazione. Il numero 39 della nuova serie rinnovata nella grafica e nella struttura dei contenuti, è una monografia dal titolo L'Aquila e il terremoto – la popolazione, primo fattore della comunicazione pubblica, un’analisi sul campo del processo comunicativo nell’ambito dell’emergenza e della crisi generate dal terremoto in Abruzzo. I testi affrontano modello di presidio istituzionale adottato, identità e reattività del territorio, nuovi perimetri della comunicazione di crisi e la visione del futuro che emerge a un anno esatto dal sisma.
Il volume è stato realizzato con la collaborazione del MASPI – Master in management della comunicazione sociale pubblica e istituzionale dell'università IULM di Milano, che ha realizzato a L'Aquila un project work coordinato da Stefano Rolando, che ha detto: “A dieci anni dal varo della legge sulla comunicazione della pubblica amministrazione sentiamo l'esigenza di guardare a questa funzione complessa con gli occhi della società e del cittadino, ma anche con quelli dei professionisti che registrano una progressiva e inesorabile convergenza tra il mondo pubblico e quello privato in materia di tecniche e di prassi di comunicazione. Ma avvertiamo anche il bisogno, e il dovere civile – ha proseguito Stefano Rolando – di alzare il tasso di analisi critica attorno allo stravolgimento, alla manipolazione, alla propaganda che accompagnano in molti contesti l’uso della comunicazione”.
Il numero 39 è introdotto da una prefazione di Guido Bertolaso, capo del Dipartimento per la Protezione Civile della presidenza del Consiglio, comprende interviste al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e alla presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane, al rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando Di Iorio si conclude con una nota del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi.
Usciamo da questa esperienza – scrive Guido Bertolasosulla crescente importanza del ruolo dell’opinione pubblica in quanto soggetto che orienta le determinazioni e la qualità stessa delle condizioni del superamento delle crisi”.
Il titolo del rapporto di lavoro condotto dal team del master universitario infatti “La popolazione al centro della comunicazione pubblica”. Sul titolo un’osservazione ancora di Stefano Rolando: “Quel titolo è nato dalla percezione che abbiamo avuto, prima dell’estate, insieme ai soccorritori, ai volontari, ai giovani della Protezione Civile, che la gente aveva un ruolo essenziale. Presidiava, parlava, interagiva, criticava, approvava, sperava. Era non retoricamente un vero soggetto della comunicazione. Un equilibratore naturale di ogni tendenza dei soggetti istituzionali – in generale e dappertutto - a modulare o a trattenere. Era ed è la percezione centrale”.
 
·         Civicom è una società di consulenza strategica in comunicazione di pubblica utilità che assiste enti locali, istituzioni, amministrazioni pubbliche, utilities e imprese socialmente responsabili a orientare e realizzare le proprie strategie identitarie, di relazione e di comunicazione. Guglielmo Trillo è presidente, Roberto Basso svolge la funzione di direttore generale e Margherita Drago quella del coordinamento delle attività editoriali (alla Rivista si affiancano una collana di libri e saggi e altri progetti multimediali).
·         MASPI è il Master in Management della Comunicazione Sociale Politica e Istituzionale dell'Università IULM che si svolge tra Milano, Roma e Bruxelles. Un innovativo corso di specializzazione in comunicazione pubblica e politica, unico in Italia perché coinvolge una faculty di oltre 80 docenti provenienti dalle migliori esperienze universitarie, istituzionali, associative, di consulenza e d’impresa del panorama nazionale e internazionale. Direttore scientifico è Stefano Rolando. Coordinatore didattico Alessandro Papiniwww.maspi.iulm.it. Alla realizzazione del fascicolo hanno anche collaborato Valeria Rizzo e Marco Chiappa.
·         Stefano Rolando è professore universitario (raggruppamento di Economia e gestione dell’impresa) alla Università IULM di Milano, nel cui ambito dirige la Fondazione (ricerca applicata e formazione continua con soci i maggiori soggetti istituzionali e associativi del territorio), con alle spalle una articolata carriera di manager nelle istituzioni (Presidenza del Consiglio dei Ministri e sistema regionale) e nelle imprese (Rai, Olivetti e Istituto Luce). Giornalista, scrittore e saggista, è tra i più riconosciuti esperti in Europa di comunicazione di pubblica utilità e di branding pubblico. È’ rappresentante italiano del comitato scientifico dell’Unesco-Bresce. Ha attivato studi e ricerche in materia di identità nazionale e identità europea. È membro del Consiglio Superiore delle Comunicazioni. Dirige l’Osservatorio sulle relazioni Italia-Romania. È’ direttore del Comitato scientifico di Civicom e direttore di Rivista italiana di comunicazione pubblica.
·         Fabrizio Trentin, manager eclettico, sviluppa negli spazi più intimi della sua personalità e del suo tempo libero una voglia di espressione caotica. Questo binomio interiore si concretizza in una pittura rigorosa e al tempo stesso fantasiosa, un’arte dirompente che si esprime attraverso linee e numeri. Niente di più essenziale. Niente di più completo: il Codice a barre. Un segno distintivo che diventa messaggio e valore preciso: il Codice a barre è una realtà solitamente fredda ed inespressiva che regola la vita quotidiana, che cataloga ed uniforma tutto. È questo il punto di partenza e la chiave per eliminare gli stereotipi e per riappropriarsi dell’identità. L’arte di Trentin si esprime in un gioco di colori essenziali, suggestivi e primari che ci riconsegna un mondo a misura d’uomo e una vitalità inaspettata. Ecco allora che il Codice a barre acquista un valore sociologico, diventa la scintilla che ci illumina e che, non riuscendo più ad ordinare il disordine, si limita ad un monito: non lasciarsi omologare dai modelli sociali contemporanei.
 
Per informazioni:
Roberto Basso
Mob 335.5775311
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