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Società Pannunzio libertà informazione ottiene sei mesi sospensione Feltri da Albo Giornalisti
 
 
(Milano, 26 marzo 2010) - Giro la nota che proviene da Enzo Marzo fondatore e animatore della Società Pannunzio per la libertà d’informazione, di cui sono membro, attorno ad un risultato che arriva in giornate di bilancio grave in materia di deficit di democrazia e di libertà, tema a cui ho ispirato una parte dei contenuti informativi di quella che è poi diventata una non campagna elettorale , causa l'eliminazione delle liste radicali dalla competizione in Lombardia. Non per dire "mi accontento di questo". E neppure perchè mi compiaccia solo di notizie generate da conflitti. Altro è il paese che avremmo in mente. Ma in tempi di conflitti perdere sempre fa male alla salute. E soprattutto misurare spazi di giustizia tiene tonica quell'idea di paese.
SR
 
----- Messaggio inoltrato -----
Da: Enzo Marzo / Società Pannunzio
Inviato: Ven 26 marzo 2010, 15:19:47
Oggetto: nota della società pannunzio sulla sospensione di feltri
 
VITTORIA DEI CITTADINI-LETTORI
 
Alla notizia della sospensione dall’Albo dei giornalisti per sei mesi di Vittorio Feltri, direttore del Giornale, la Società Pannunzio per la libertà d’informazione, ha diramato la seguente nota:
 
 L’Ordine dei giornalisti di Milano, sospendendo per sei mesi il direttore del “Giornale” Vittorio Feltri, ha accolto l’esposto presentato dalla Società Pannunzio per la libertà d’informazione. Il caso non ha precedenti nella storia del giornalismo italiano: per la prima volta a muoversi è stata la società civile, ossia un’associazione di cittadini-lettori che ha preteso il rispetto di un diritto, quello d’essere informati correttamente. L’Ordine, sanzionando il direttore, ha riconosciuto che Feltri nella sua campagna contro Boffo non solo ha diffamato una persona ma soprattutto ha leso il diritto dei lettori a non essere turlupinati con una’informazione falsa. La questione verteva infatti non su un errore, sempre comprensibile, ma sulla falsificazione da parte di Feltri – come egli stesso ora ammette – della principale fonte che era all’origine dell’intera campagna diffamatoria: a freddo si è voluto far credere ai propri lettori che le informazioni date avessero come fonte un documento di una procura, mentre era solo un testo anonimo di origine peraltro molto sospetta, e che alla fine si è rivelato anch’esso falso.
Vittorio Feltri, anticipando il giudizio dell’Ordine, ha dichiarato: “Se mi sanzionassero, mi aspetterei almeno altre 150 decisioni di questo tipo ogni giorno”. Noi siamo più ottimisti di lui e siamo convinti che la stampa italiana non abbia nel suo seno 150 direttori che ogni giorno falsificano le fonte delle notizie che vendono ai lettori.

Una risposta
Caro Stefano mi dici le Società, fondazioni e associazioni di cui NON sei membro o presidente? Grazie del msg. Quelli come Feltri hanno la schiena di gomma piuma e la faccia di molibdeno. Una specie non nuova di Homo serviculus. Poi riparliamo di oggi, sono molto d’accordo con te
Guido Martinotti, Milano 26 marzo 2010
Caro Guido, io oggi (nella nostra riunione) ho detto solo cose. Da te ho imparato. Quanto alla mia non campagna, ora in non conclusione, destinata a non risultati, essa ha avuto senso solo perché più di duecento persone come te - cioè con voglia civile non sopita - hanno con "allegria morantiana" interagito. Ciao!
S.