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Messaggi per l'80° compleanno di Marco Pannella
Nel frattempo, a maggio, Marco Pannella gli 80 anni li ha compiuti davvero.
Il libro aveva prefigurato lo scenario a fine 2009.
Sollecitato da Sergio Rovasio, ho dato il mio contributo al book di amici. Iniziativa privata ma di contenuto certamente pubblico. Questa la riflessione.
Unisco anche la riflessione messa in rete da Giuseppe Di Salvo che consiglia, per dare senso al compleanno di Marco, di leggere il libro.
 
Caro Marco,
ho la responsabilità di averti posto questo fattaccio degli ottant’anni con largo anticipo. Più di un anno. In cui avresti potuto almeno avere quel pensiero in meno.
Hai avuto la cortesia di lasciarmi porre questioni, ronzando attorno a ‘sta storia. Bilanci, memorie, ricordi. Vabbè, lo sguardo è stato all’oggi, forse addirittura al domani, pensando ai giovani che avrebbero potuto leggerci, alla traccia che era comunque bene profilare attorno –riconosciamolo ! – una bella vita, una grande avventura, migliaia e migliaia di sguardi, parole, piazze, assemblee, consessi, giornali, scioperi, battaglie. Milioni di sigari e sigarette. Miliardi di spunti in cui il pensiero – ancora oggi – corre più veloce delle sillabe pronunciabili. Un unico vezzo, intellettuale e creativo: rappresentare la contraddizione tra la con-fusione (possibile, potenziale, procreativa) e l’irriducibilità della propria storia. Essere piccola forza e viversi alla grande. Essere minoranza e leggersi come racconto planetario. Essere locus (confitti un po’ nella terra) e sentire la leggerezza dello spazio sempre oltre le nazioni. Avere il cuore nelle patrie dei diritti. Avere la voce per dare voce. Avere il professionismo della politica – fino a quello sublime e un poco perfido, generato dall’appartenenza più pedagogica e corsara della storia della Repubblica, la Goliardia - per rifiutare il professionismo della politica, la sua deriva di casta, il privilegio fine a se stesso. Che vita! Non siamo riusciti forse a raccontare tutti i segni di questa corsa. Ma siamo riusciti, anche qui dico forse, a offrire anche ai più prudenti e malfidati le coerenze intime di quella corsa. Sicché vi è stata identità per i tuoi militanti, una famiglia che ti ama accettandoti come padre fluviale. E per i tuoi confinanti, una diaspora (che mi comprende) che ti rispetta accettandoti come creditore di una parte di sé stessa. Ora che la data si è compiuta, il fattaccio è sotto gli occhi di tutti.
Noi lo abbiamo già bell’esorcizzato, copertinizzato, annunciato, televisionato. Non ci fa più un baffo.
A te forse non l’avrebbe fatto – un baffo - nemmeno se fosse uscito dalla scoperta di una stagista d’agenzia che guardava per contratto le ricorrenze per fare una notizia, scoprendoti in flagrante. Ma adesso viene il peggio. Devi sopportare il tributo. E lì abbiamo fatto la prova generale. Il tributo è il rito – tutto immateriale – di una vendemmia civile. Non ti puoi sottrarre.
Un abbraccio affettuoso.
Stefano Rolando
Milano, 25 aprile 2010
 
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GIUSEPPE DI SALVO: MARCO PANNELLA COMPIE 80 ANNI.
LO SI ONORI LEGGENDO IL SUO PENSIERO NEL BEL LIBRO SCRITTO A QUATTRO MANI CON STEFANO ROLANDO
2 Maggio
Da leggere, rileggere, diffondere!
Marco Pannella compie 80 anni. Noi siamo per esprimergli “auguri davvero impegnativi”: consigliamo a tutti di leggere il bel libro “Le nostre storie sono i nostri orti, ma anche i nostri ghetti” scritto a quattro mani (sotto forma di intervista) con Stefano Rolando; il libro è edito dalla “Bompiani”, costa appena 15 euro. Per chi segue la politica italiana (ma anche per chi è asciutto o distratto) rappresenta una grande lezione sulle vicende politiche degli ultimi decenni italiani e non solo.  Noi qui citiamo solo una significativa parte dell’introduzione di Rolando: “Pannella è figlio di quella parte di generazione che ha rifatto a metà del Novecento l’Italia. La sua parte è quella, per semplificare, di stampo liberal-democratico e, ancora più stringatamente, potrebbe essere rintracciata nello schieramento dell’antifascismo che si riconobbe in Giustizia e Libertà. Meglio ancora in Risorgimento liberale. Un ceto politico austero, borghese, onesto, presuntuoso, elitario. Con l’etica della Resistenza e l’idealità del Federalismo. Pannella non è strettamente uno di loro. Ne è figlio, ne eredita parole, pensieri, stili. E adatta a poco a poco questa lezione al movimento plateale che loro hanno saputo generare ma che le libertà politiche e sociali dell’Italia repubblicana hanno prodotto.”
Buona lettura e buon compleanno a Marco.
Bagheria, 02/05/2010
Giuseppe Di Salvo