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Presentazione a Milano (Tagiura,11 marzo) con Marco Vitale, Piero Bassetti, Marco Garzonio
La comunicazione tra crisi della democrazia
e trasformazioni del sistema mediatico
 
Discussione al Tagiura il 7 marzo 2011 sul libro di Stefano Rolando, appena uscito con Etas, La comunicazione pubblica per una grande società. Discussant nella prima parte della serata Marco Vitale, che ha come sempre moderato/animato il dibattito, insieme a Piero Bassetti e a Marco Garzonio. Nella seconda parte della serata, discutendo del “laboratorio Milano”,  si sono aggiunti – insieme a molti altri interventi – Bruno Tabacci, Fiorello Cortiana, Franco D’Alfonso, Maria Giulia Marini.
 
L’introduzione di Stefano Rolando (professore all’Università IULM di Milano, già direttore generale in istituzioni e imprese) ha riguardato alcune riconsiderazioni di fondo sulla comunicazione pubblica, non intesa solo come ambito dei servizi delle pubbliche amministrazioni per i cittadini secondo le normative vigenti ma soprattutto come “clima del dibattito pubblico” ovvero come opportunità di soggetti pubblici ma anche sociali, associativi, privati e di impresa di affrontare temi di interessi pubblico sfidando le regole dell’agenda setting (negoziato tra poteri e media sulla gerarchia delle notizie), ampliando le condizioni della democrazia partecipativa e contribuendo alla rappresentazione della “identità competitiva e solidale” dei territori, delle città e del paese. In questo approccio serve avere chiara la differenza tra propaganda e servizio (“non solo quando la propaganda è accertata dalla storia, ma anche quando agisce nei contesti in cui viviamo attraverso più sottili manipolazioni della verità”) e serve discutere sul rapporto tra nuovi media e democrazia utilizzando il vasto laboratorio che il Mediterraneo ci mette a disposizione.
Piero Bassetti ha apprezzato la visione critica di uno sviluppo della comunicazione pubblica non come esclusivo presidio dello stato-nazione riconsegnando alla società civile ambiti di responsabilità, “nella misura in cui essa è capace di prenderseli e di esprimere visione e progetto” e aprendo una riflessione sul web come espressione della condizione locale e globale che sta marginalizzando la concezione degli stati e dei confini; e Marco Garzonio ha introdotto la questione del rapporto tra soggetti pubblici, opinione pubblica e sistema dei media “rispetto a cui conta – guardando al futuro – una formazione più critica non solo degli operatori ma anche dei cittadini”.
Un profilo di discussione che ha impegnato vari partecipanti alla serata (interventi di Maria Giulia Marini, Luca Meldolesi e altri) è stato quello del carattere di responsabilizzazione o, al contrario, di iper-rassicurazione che la comunicazione (soprattutto pubblica) assume nei nostri paesi e dove è possibile fare la differenza tra paesi che addormentano l’opinione pubblica e paesi che confidano nella reattività sociale. Marco Vitale ha concluso la prima parte dell’incontro ricordando come sulla crisi economica si sia espressa una tendenza a negare e a marginalizzare la portata degli eventi, con danno per quella “reattività sociale” e ugualmente e per converso come la tendenza solo a patologizzare l’informazione non sia un buon servizio alla qualità della democrazia.
Nella seconda parte della discussione si è discusso del “laboratorio Milano” e cioè di come l’avviata campagna elettorale per le municipali nella città possa essere ambito di nuove forme di partecipazione e di racconto sulle trasformazioni della città e sulle attese verso un processo pubblico più trasparente. Piero Bassetti ha dato voce ad una visione della società civile che interviene nel dibattito non aspettando solo dai partiti soluzioni ma ponendo alcuni parametri per il necessario cambiamento. E alla parola “cambiamento” si sono associati, con sfumature di posizioni ma con una sostanza di convergenti valutazioni, tutti gli intervenuti: Bruno Tabacci, Carlo Montalbetti, Fiorello Cortiana, Franco D’Alfonso, Guido Broich, Marco Garzonio, Franco Rebuffo. E alla fine Marco Vitale che ha annunciato la sua posizione nell’editoriale per l’imminente numero di “Allarme/Speranza Milano”.