Home Attività Impegno Civile Giuliano Pisapia: la riorganizzazione delle competenze per il governo del Comune di Milano
Giuliano Pisapia: la riorganizzazione delle competenze per il governo del Comune di Milano
Una concreta e innovativa visione organizzativa
dell’Amministrazione comunale”.
Giuliano Pisapia illustra il profilo generale del progetto di riordino
delle competenze di governo del Comune di Milano
 
    Nota per la stampa
 alt
Milano, 20 maggio 2011 - “Dedichiamo un’attenzione specifica ai profili generali gestionali del “mestiere di Sindaco”. Per varie ragioni avrei anche potuto fare queste comunicazioni il giorno dopo aver acquisito il risultato. Penso però che sia giusto far sapere ai cittadini milanesi, agli elettori, alcune cose prima. Proprio per la natura della mia candidatura legata all’amore per la città e all’idea davvero di un “buon governo”, gli elettori meritano che si dia loro conto subito non solo di preoccupazioni generiche, ma di un approccio serio e concreto all’organizzazione; che ha riguardato analisi e discussioni con l’apporto di esperti, molti che hanno reso servizi importanti alle istituzioni (authority, parlamento, governo, regioni, la nostra città), altro che estremisti facinorosi!, e soprattutto per dare senso strategico al modello organizzativo che abbiamo in testa”
Questo l’attacco della presentazione che Giuliano Pisapia, nel confronto ormai diretto con gli elettori che decideranno al ballottaggio, ha dedicato oggi al Circolo della Stampa al progetto di riordino delle competenze di governo del Comune.
Tre le idee di fondo.
1.       Nessun affastellamento, ma una razionale chiara e semplice riorganizzazione degli assessorati che passano (vicesindaco compreso) da 16 a 12 inquadrati in tre equilibrate macro-aree: quella delle competenze istituzionali, quella delle competenze economiche, quella delle competenze sociali. “La mia idea di base – ha detto Pisapia - è partire dai bisogni di efficienza per arrivare alle competenze, partire dalle competenze per arrivare alle persone. Non il contrario”.
2.       Assessorati robusti con competenze equilibrate, accorpate con l’obiettivo di ridurre al massimo i conflitti di competenza interni. Sindaco con ruolo nelle strategie, nel coordinamento generale e nelle relazioni. Vice-sindaco controller dell’attuazione del programma e sviluppo relazionale verso il Consiglio, le zone cittadine e la città metropolitana. Tre delegati del sindaco in ascolto e dialogo permanente con mondi essenziali: cittadini e diritti di partecipazione, imprese e mondo del lavoro; Chiesa diocesana e tutte le religioni praticate. Sul mondo giovanile lo stesso Sindaco eserciterà in proprio la funzione relazionale “perché è prioritario rilancio politiche di ringiovanimento della città”.
3.       Tre aree di garanzia: il presidente del Consiglio comunale a cui farà capo anche il board scientifico delle valutazioni delle politiche pubbliche municipali; un’autorità municipale per le garanzie civiche con regolazione anche della trasparenza e del dibattito pubblico; una consulta di associazioni e soggetti significativi sul tema dell’internazionalizzazione del sistema Milano.
Molti gli spunti per assicurare innovazione e adeguatezza agli assessorati che spesso cambiano nome o accorpano competenze prima diversamente distribuite. Si crea (a termine) un assessorato delegato all’Expo con un team inter-assesorile che assicuri il miglior presidio all’evento e agli organi preposti per la gestione.
Una visione generale, che sarà oggetto di naturali approfondimenti prima di trovare la via del disegno definitivo,  che lega il futuro alla tradizione: “la Municipalità deve tornare ad essere il vanto dei milanesi: credibile all’interno, restituendo fiducia e rispetto per la professionalità dei funzionari (pur con i bisogni formativi e di rilancio che ci sono); seria ed efficace all’esterno, come chiedono i cittadini, le imprese, le associazioni; capace di assicurare a Milano il ruolo nazionale e internazionale che spetta a questa città”.
Ha affiancato il candidato sindaco Giuliano Pisapia nell’illustrazione del progetto, il professor Stefano Rolando (Economia e gestione delle imprese nell’area del management pubblico, allo Iulm;  e già direttore generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Consiglio regionale della Lombardia), espressione del Comitato per il 51 animato da Piero Bassetti che è stato ambito di analisi e discussione sul rapporto tra contenuti programmatici e innovazione della gestione. 

Il testo dell’intervento dell’avv. Giuliano Pisapia
Una concreta e innovativa visione organizzativa
dell’Amministrazione comunale
Circolo della Stampa, venerdì 20 maggio 2011
 
·          Dedichiamo un’attenzione specifica ai profili generali gestionali del “mestiere di Sindaco”. Per varie ragioni avrei anche potuto fare queste comunicazioni il giorno dopo aver acquisito il risultato. Penso però che sia giusto far sapere ai cittadini milanesi, agli elettori, alcune cose prima.
·          Proprio per la natura della mia candidatura legata all’amore per la città e all’idea davvero di un “buon governo”, gli elettori meritano che si dia loro conto subito non solo di preoccupazioni generiche, ma di un approccio serio e concreto all’organizzazione.
·          Un approccio che ha riguardato analisi e discussioni,  con l’apporto di esperti, molti che hanno reso servizi importanti alle istituzioni (authority, parlamento, governo, regioni, la nostra città), altro che estremisti facinorosi!,  e soprattutto per dare senso strategico al modello organizzativo che abbiamo in testa.
·          Come sapete per legge si dovrà ridurre il numero degli assessorati. Da 16 + il Sindaco a 12 + il Sindaco. Il ripensamento non è un puro fatto tecnico. L’accorpamento presuppone un’idea generale organizzativa e di governo.
·          L’analisi delle competenze attuali della giunta Moratti – chiunque può verificare, basta andare sul sito del Comune di Milano – presenta un vero e proprio affastellamento, spesso irrazionale e casuale. Forse si è partiti dalle persone per arrivare alle competenze. La mia idea di base è esattamente il contrario : partire dai bisogni di efficienza per arrivare alle competenze, partire dalle competenze per arrivare alle persone. E’ questo il primo punto.
Che significa valutare i profili degli aspiranti assessori (o di altri incarichi) in coerenza con le competenze qui delineate.
·          Dunque una visione razionale generale basata – ecco il secondo punto – su una percezione di tutto il quadro semplice e chiara: chiara per il cittadino-utente, chiara per gli operatori, chiara per il sistema che si relaziona con l’amministrazione.
·          Tre macro-aree la cui compenetrazione è il lavoro stesso di coordinamento del sindaco:
-          una macro-area che raccoglie tutte le competenze istituzionali;
-          una macro-area che raccoglie tutte le competenze economiche
-          una macro-area che raccoglie tutte le competenze sociali.
·          Ciascuna macro-area – in equilibrio – con quattro assessorati tra di loro in dialogo.
·          Terzo punto : non intendiamo correre dietro a tutti i pur legittimi particolarismi che chiedono un assessorato a se stante per ogni segmento.
L’accento messo sulle soluzioni significa che, per molte competenze, risolve il non disperdere, il non generare conflitti (è stato calcolato che i conflitti interni di competenza disperdono il 40% delle energie delle amministrazioni pubbliche).
Quindi ogni assessorato sarà forte, compatto, esteso, con importanti interdipendenze interne. Come una squadra di calcio in cui contano tutti i ruoli.
·          Quarto punto: il sindaco ha la responsabilità delle strategie, del coordinamento generale e delle competenze relazionali. Il vice-sindaco condivide una parte di queste responsabilità relazionali (la città profonda, la città metropolitana, il rapporto con il Consiglio comunale e in aggiunta svolge ruolo di tallonatore dell’attuazione del programma). Tutto lo sviluppo delle funzioni operative di servizio alla città è in capo agli assessori.
·          La giunta, a fine mandato, vedeva un sindaco accorpare un numero altissimo di competenze, anche molto tecniche. Il vicesindaco poi spaziava in campi tecnici, politici e relazionali alla rinfusa. Accorpati per mettere da qualche parte problemi politici insorti nella maggioranza.
·          Quinto punto: garanzie alla città e alla società di ascolto e dialogo permanente. Come in molte amministrazioni orientate al sociale, intendo nominare tre delegati per aprire permanentemente la porta a mondi precisi:
-          ai cittadini (dunque diritti, partecipazione  e pari opportunità),
-          al sistema di impresa e al mondo del lavoro (dunque istanze di sviluppo),
-          alla Diocesi e alla religioni praticate (dunque il grande tema della spiritualità che per un’amministrazione pubblica significa i modi e i luoghi per garantirne il pieno esercizio),
·          Quanto all’ascolto del mondo giovanile, per consolidare politiche sul ringiovanimento della città, considero il problema una tale priorità da decidere di tenerla come competenza personale.
·          Penso che queste funzioni delegate determinino ovviamente anche un  dialogo – per temi precisi – con tutti gli assessori.
·          Sesto punto: nomine politiche di garanzia. In equilibro con questo profilo di relazione con la città, intendo anche assicurare profili alti e non lottizzati a tre figure importanti per governare l’efficienza della nostra democrazia, dei diritti civici e delle istanze “identitarie” della città:
-          la presidenza del consiglio comunale (che – questa è una novità –è responsabile delle valutazioni delle politiche pubbliche municipali)
-          la creazione di una autorità municipale per le garanzie civiche (a fronte di ogni genere di contenzioso insorgente) e altresì per regolamentare trasparenza e dibattito pubblico
-          la creazione di una consulta per l’internazionalizzazione del sistema-Milano.
·          Questo impianto ha fatto parte del mio programma. E’ parte dei miei convincimenti. Più volte dichiarati.
In capo a tutto – è questo è un punto riassuntivo - l’idea che la Municipalità possa tornare ad essere il vanto dei milanesi:
-          credibile all’interno, restituendo fiducia e rispetto per la professionalità dei funzionari (pur con i bisogni formativi e di rilancio che ci sono);
-          seria ed efficace all’esterno, come chiedono i cittadini, le imprese, le associazioni;
-          capace di assicurare a Milano il ruolo nazionale e internazionale che spetta a questa città.
·          Ho chiesto a chi ha esperienza e risorse professionali per migliorare le risposte a queste istanze di formulare un disegno che ci aiuti a ragionare, dal ballottaggio in poi, per assicurare una squadra – nelle responsabilità politiche e manageriali – coerente con questi principi. Stefano Rolando (professore di Economia e gestione delle imprese, nell’area del management pubblico, all’Università IULM di Milano, già direttore generale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Consiglio regionale della Lombardia), ha contribuito a questo sviluppo e lascio a lui la parola per alcune illustrazioni più di dettaglio. Tengo a dire che vi ha contribuito in spirito di volontariato all’interno delle discussione ampia generata dal gruppo promosso da Piero Bassetti con “Iniziativa per il 51.