Libro-colloquio con Giuliano Pisapia

 

 

GIULIANO PISAPIA CON STEFANO ROLANDO
DUE ARCOBALENI NEL CIELO DI MILANO (E ALTRE STORIE)
PREFAZIONE DI FERRUCCIO DE BORTOLI
BOMPIANI – Grandi PasSaggi – ottobre 2011
 
Fascetta
Dialogo su Milano e l’Italia


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                      (fotodi copertina  G. Aresu)

La quarta di copertina
 
 
Dall’1 giugno 2011 Giuliano Pisapia – avvocato penalista, per dieci anni parlamentare della sinistra, outsider non iscritto a partiti, vincitore della primarie nel centro-sinistra – è il sindaco di Milano.
Ha staccato di dieci punti Letizia Moratti in una dura competizione elettorale in cui le preferenze al capolista avversario, Silvio Berlusconi, sono state dimezzate rispetto alle elezioni precedenti.
Nelle sue biografie ufficiali l’essenziale: ha due lauree, ha cominciato a lavorare da studente universitario come educatore al carcere minorile Beccaria, poi operaio in un’industria chimica, poi impiegato in banca. A trent’anni – sulle orme del padre, professore universitario e celebre penalista – inizia la carriera di avvocato. Cenni a processi importanti, per dire di aver conosciuto ingiustizie e deficit di diritti. Dice anche che ha volontariamente lasciato gli incarichi parlamentari e, concependo la politica come un servizio, ha immaginato e poi attuato una “sfida impossibile”: riportare il centro-sinistra a Palazzo Marino dopo quasi vent’anni. Centomila cittadini normali, famiglie, biciclette, palloncini arancione, lo hanno applaudito in piazza del Duomo, dopo una straordinaria campagna elettorale di gigantesco ascolto della città, culminata in un acquazzone violento sulla folla assiepata per il festeggiamento finale che, per incanto, ha lasciato il posto – nella notte improvvisamente serena – a due arcobaleni che sono rimasti il simbolo di questa storia.
E’ entrato, il primo giorno di lavoro, a Palazzo Marino e ha detto che avrebbe ricevuto i cittadini desiderosi di salutarlo. Se ne sono presentati venticinquemila, in una educata fila che partiva da piazza della Scala per tutte le adiacenze. Dal giorno dopo l’agenda durissima di un sindaco alle prese con la crisi economica e di bilancio, la sfida della buona amministrazione e delle alte aspettative della città, i problemi di revisione del piano regolatore e dell’ultimatum a Milano per attivare con impegno e risolutezza la preparazione dell’Expo. Dal giorno dopo il peso dell’attenzione dell’Italia su una città chiave della modernità e della cultura del cambiamento.
A fine luglio, attraverso tre ampi colloqui domenicali, Stefano Rolando (professore alla facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università IULM di Milano, già manager in istituzioni e aziende, saggista da tempo impegnato anche nel campo della storia e della politica) ha ripercorso con Giuliano Pisapia la sua vita, la sua maturazione civile e politica, la sua campagna elettorale e il primo sguardo alle prospettive di Milano nel contesto di una riflessione sul “fare politica” in un’epoca in cui la politica pare lontana dal favore della gente.

Caratteristiche del volume
 
 
  • Il libro è edito e distribuito da Bompiani a ottobre 2011.
Punta a spiegare le ragioni di un successo, raccontando le radici di un personaggio già popolare, l’evoluzione del pensiero di un italiano nato nel primo dopoguerra che non ha smentito la sua appartenenza politica ma ha saputo parlare a tutti.
 
  • Il libro è articolato in quattro parti
Le radici(Milano anni ’50 e ’60, Il ’68 e le sue conseguenze, Milano di piombo e da bere, I Pisapia, Processi);
La maturazione politica(Una scelta a sinistra, Parlamentare dialogante, La scrittura e la politica, I guasti del berlusconismo, Terzo millennio. Le belle bandiere in soffitta?);
La campagna (Da Roma a Milano,Controcorrente, Un outsider alle primarie, Elogio della mitezza, Ricomposizioni, La crisi del morattismo, Ladro d’auto, Il popolo arancione, Primo round,Secondo round);
Il vento cambiato(Eredità a Palazzo Marino, La squadra, L’economia del noi, Urbanistica e sviluppo, Verso l’Expo, abbraccio al mondo, Giovani e cultura, Milano-Italia, La buona politica).
 
  • A corredo, 48 pagine di note
per contestualizzare i riferimenti, integrare citazioni tratte dai media e riferire le fonti.
 
  • Pagine 327, 15,00 €

 
Citazioni
 
Nel dare risposte ai quesiti Giuliano Pisapia ha tra l’altro detto: La buona politica non è solo organizzazione del consenso. Va da sé che senza consenso non si possono assumere responsabilità che in democrazia derivano anche dal consenso elettorale. Vedo però – anche nel quadro delle tensioni nazionali di questi giorni – che l’attesa è per un cambio di passo sostanziale rispetto al modo con cui partiti e una parte vistosa del ceto politico pensano di agire in perenne autoreferenzialità, in spirito di perenne immunità, nel quadro di un rendimento del loro operato vagamente monitorato (contano gli annunci, non i fatti). Per gli italiani “buona politica” è dimostrare un’autocorrezione sostanziale del sistema della democrazia rappresentativa”.
 
La prefazione è di Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, in cui è tra l’altro scritto: “La passione per la giustizia sociale, l’affermazione dei diritti civili, il rispetto delle garanzie dell’imputato, non si è affievolita in lui con gli anni. Appare, agli occhi di chi legge, una ragione di vita, una matura e convinta inclinazione culturale. Un lato sincero e autentico del suo carattere, non una fredda ed estemporanea occupazione (…) Sessantottino saggio, cane sciolto relazionato, leftist dialogante, giurista garantista, le definizioni sono numerose. Rolando le ricorda tutte. Pisapia vorrebbe che se ne aggiungesse una un po’ meno brillante, ma alla quale tiene di più: quella di buon amministratore. Come cittadini milanesi glielo auguriamo. E lo auguriamo anche a noi stessi. Senza nasconderci la qualità e la quantità di problemi che la sua giunta si è trovata ad affrontare nei primi mesi di vita”.
 
Nel corso dell’introduzione Stefano Rolando ha tra l’altro scritto: “La storia dei due arcobaleni è una metafora di questo racconto. Un fenomeno raro, come era rara una vittoria elettorale così partecipata dalla città. Come era rara un’identificazione dei cittadini in un politico “normale”, per tutta la campagna riconosciuto e chiamato per nome: Giuliano. Si potrebbe dire che un arcobaleno sia arrivato per premiare l’intuizione e la determinazione di quel candidato. L’altro per premiare un vero coro sociale della città, che ha accompagnato festosamente l’evento: migliaia di persone che hanno riempito le piazze di Milano, ricostituendo un capitale umano non diviso né dalle classi, né dai quartieri di residenza. Dopo tanti anni, gli elettori hanno modificato il loro equilibrio interno e hanno optato per il cambiamento, ora la storia da scrivere riguarda una grande scommessa sulla città e, più in generale, riguarda la possibilità di consolidare uno stile di interpretazione della politica attorno a cui le attese vanno ben al di là di Milano”.
 
 
 
I risguardi
 
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Giuliano Pisapia (Milano, 1949), laureato a Milano in Scienze Politiche e in Giurisprudenza, ha svolto lavori sociali fino a trent’anni, quando entrato nello studio del padre, Gian Domenico Pisapia, professore di Diritto e Procedura penale all’Università di Milano, per  una brillante carriera come avvocato penalista, mantenendo collateralmente attenzione e interesse per la politica. Eletto deputato per due mandati (dal 1996 al 2006), indipendente in Rifondazione Comunista, poi nel Gruppo misto. Ha ricoperto l’incarico di presidente della Commissione Giustizia della Camera, poi della Commissione Carceri e, nel 2006, dopo l’esperienza parlamentare, della Commissione per la riforma del Codice penale presso il Ministero della Giustizia. Ha scritto saggi e libri in materia di giustizia, l’ultimo, con Carlo Nordio, In attesa di Giustizia. Dialogo sulle riforme possibili, prefazione di Sergio Romano (Guerini, 2010). Nel 2010 ha partecipato alle primarie del centro sinistra a Milano per la scelta del candidato sindaco e le ha vinte. A capo di una ampia coalizione, ha superato al primo turno Letizia Moratti di cinque punti andando al ballottaggio. A fine maggio, allargando ulteriormente consensi politici e sociali, è stato eletto sindaco di Milano con il 55% dei voti.

 
Stefano Rolando (Milano, 1948), laureato a Milano in Scienze Politiche, managerin aziende (Rai e Olivetti) e istituzioni (Presidenza del Consiglio dei Ministri e Consiglio Regionale della Lombardia),è dal 2001 professore di ruolo (Economia e gestione delle imprese) alla facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università IULM di Milano, dove si occupa di branding e di comunicazione pubblica, politica e sociale. E’ stato anche segretario generale della Fondazione di ricerca dell’ateneo, segretario generale della Conferenza dei presidenti delle assemblee regionali italiane e rappresentante italiano nel comitato scientifico Unesco-Bresce. Ha scritto molto nel suo campo disciplinare (da ultimo La comunicazione pubblica per una grande società, ETAS, 2010); ma anche di memoria e identità. Con Bompiani: Quarantotto - Argomenti per un bilancio generazionale (2008); Il mio viaggio nel secolo cattivo (colloquio con Maria Luigia Baldini Nitti, 2008); Le nostre storie sono i nostri orti ma anche i nostri ghetti (colloquio con Marco Pannella, 2009). Di recente anche co-autore di Paolo Grassi. Biografia. Teatro, musica, televisione (Skira, 2011).