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Antonio Ghirelli (1 aprile 2012)


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Nel viaggio in Cina nell’86  (quello di “Craxi e i suoi cari”, anche se i più non erano "i cari" ma una regolare delegazione istituzionale) – a cui si riferisce questa foto casualissima scattata sull’aereo all’andata - Antonio Ghirelli aveva dato il meglio della sua napoletanità per  ammansire le giornaliste (quelle diciamo così che avevano il compito di punzecchiare Craxi) e che Craxi, avvertendo l’inimicizia, trattava male.Ad una, che urlava per essere stata ignorata e disinformata, sentii che diceva con soavità:  “Ne’ guagliò! Chiste è un ggenio de la politica! E tu lo volevi pure beneducato?”Ma soprattutto a Palazzo Chigi –  come portavoce – si compiaceva di usare spagnolescamente (e un po’ ironicamente) la parola “Governo” per segnalare a sé e alla sinistra che  la stagione di stare a guardare gli altri governare era finita.Trent’anni di amicizia, tanti articoli scritti per l’Avanti! con la sua direzione (molti firmati con lo pseudonimo, che lui mi affibbiò, di Roncisvalle, cosciente - ma con esorcismo -  che nella Chanson de Roland quel nome significava una brutta fine), la vicinanza istituzionale sia nella sua esperienza con Pertini che con Craxi e un’immutata allegria, nel vedersi e parlarsi ogni volta, nella buona e nella cattiva sorte.“Chiamami quando sei a Roma – anche di recente – sono sull’elenco del telefono!”Ancora pochi mesi fa, dopo avere letto in dettaglio un fascicolo di Mondoperaio e lì un mio articolo di ritorno dal Brasile, sentì  l’obbligo di alzare il telefono e complimentarsi, proprio da direttore di lungo corso, secondo i paradigmi della “spiegazione” che l’articolo voleva soddisfare. Non lo fa quasi più nessuno.  Ne parlai con tutti, tanto mi toccò.Un galantuomo, non gli ho mai sentito una malevolenza, una cattiveria, spessissimo entusiasmo, incoraggiamento per gli altri, sempre un invito alla scrittura, alla testimonianza (“questa cosa che hai detto la devi scrivere, ricordatene….”). Orgoglioso di una storia, di una storia politica, di una professione civile. E orgogliosi di lui i suoi, anche quelli più giovani,  amici. Un grandissimo dispiacere la notizia oggi della sua scomparsa.