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18

Feb

2012

Migliorare l'informazione e la comunicazione europea. Comunicato conclusivo

Associazione TIA Formazione Internazionale

www.formazioneinternazionale.net

 

COMUNICATO STAMPA

Roma, 18 febbraio 2012

 

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Si è conclusa ieri la prima tappa dell'iniziativa promossa dalla Associazione TIA Formazione Internazionale, in collaborazione scientifica con il Centro studi sull'Unione europea (CESUE), nell'ambito del 1° bando legato al progetto "Migliorare l'Informazione e la Comunicazione Europea MICE 2012. L'iniziativa si è svolta a Roma il 16 e 17 febbraio 2012 presso lo Spazio Europa, sede della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e dell’Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento Europeo. Il progetto, il cui obiettivo è di promuovere una maggiore conoscenza delle tematiche europee a partire dall'analisi delle criticità connesse, è stato realizzato con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, in collaborazione con l'Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento europeo. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Ministero per gli Affari Europei, della Regione Lazio, della Provincia di Roma, di Roma Capitale - Ufficio Politiche Culturali e Centro Storico e di Sviluppo Lazio.

L'iniziativa ha inoltre ricevuto l'adesione del Presidente della Repubblica.
 
Ultimo aggiornamento Domenica 19 Febbraio 2012 12:32
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17

Feb

2012

Migliorare l'informazione e la comunicazione europea (Roma 16 e 17 febbraio 2012)

 

 

Cinquanta laureandi e laureati delle Università della Regione Lazio si confrontano con istituzioni italiane ed europee, parlamentari e giornalisti su come migliorare l'informazione e la comunicazione su temi europei.

 

L'iniziativa, che ha avuto l'adesione del Presidente della Repubblica, si terrà il 16-17 febbraio 2012 presso lo Spazio Europa in via IV Novembre n. 149 a Roma. E' stata promossa dall’Associazione TIA Formazione Internazionale, in collaborazione scientifica con il Centro studi sull'Unione europea (CESUE), nell'ambito del I bando "Migliorare l'informazione e la comunicazione europea" (MICE 2012).

Il progetto, il cui obiettivo è di promuovere una maggiore conoscenza delle tematiche europee ed una analisi delle criticità connesse, è stato realizzato con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, in collaborazione con l'Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento europeo e con il patrocinio del Ministero per gli Affari Europei, della Regione Lazio, della Provincia di Roma, di Roma Capitale - Ufficio Politiche Culturali e Centro Storico e di Sviluppo Lazio.

L'iniziativa si articolerà due giornate. La prima, dedicata alla formazione sui temi della comunicazione istituzionale prevede la formazione di appositi gruppi di lavoro. Le proposte da loro elaborate saranno poi sottoposte alla discussione nel corso della seconda giornata che vedrà la partecipazione degli europarlamentari On. Silvia Costa, On. Roberto Gualtieri, On. Marco Scurria, On. Niccolò Rinaldi e dei membri del Parlamento italiano Sen. Barbara Contini, On. Sandro Gozi, On. Nicola Formichella, Sen. Roberto Di Giovan Paolo.

I lavori cui parteciperanno inoltre Prof. Antonio Sabbatella, Consigliere della Presidenza del Consiglio e Vice Presidente Istituto A. De Gasperi, il Direttore di Euractiv.it Giampiero Gramaglia, il Responsabile dell'area internazionale dell'Ansa Stefano Polli nonché rappresentanti della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma e giornalisti, sarà moderata dal Professor Stefano Rolando, docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione presso lo IULM di Milano.

 

03

Feb

2012

Sul sito del card. Scola il brano del dialogo sull'informazione
Don Davide Milani, portavoce dell'Arcidiocesi di Milano,  segnala il video del dialogo con il card. Scola riguardato nell'articolo pubblicato da Finanza&Mercati (http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=943:con-la-crisi-cambia-anche-la-qnotiziaq-finanzaamercati-1-febbraio-2012&catid=39:testi&Itemid=63)
La domanda e la articolata risposta integrali.
http://angeloscola.it/2012/02/01/troppe-notizie-come-distinguere-il-vero-dal-verosimile/


In questo sito lo stenografico dell'incontro al link
http://www.stefanorolando.it/index.php?option=com_content&view=article&id=946:incontro-del-card-angelo-scola-con-il-mondo-dellinformazione-milano-281-2012-stenografico&catid=39:testi&Itemid=63
Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Febbraio 2012 16:47
 

31

Gen

2012

Pisapia al Teatro 89. Prolungamento in pubblico dell'intervista di "Due arcobaleni" (30 gennaio)

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(RICP, 30 gennaio 2012) - Teatro Spazio 89, gremito (oltre 500 persone) a via Fratelli Zoia a Milano, tra San Siro e Lampugnano, quartiere di profondità (80 mila abitanti) di una città che misura ormai non solo attese ma anche alcuni risultati della giunta Pisapia, dopo otto mesi di lavoro.
Occasione il prolungamento in pubblico, promosso dal circolo di cultura politica di Via Monreale, dell’intervista a Giuliano Pisapia contenuta nel libro Due arcobaleni nel cielo di Milano (Bompiani, ottobre 2011).
Due domande di Stefano Rolando, in apertura, su Milano e il governo Monti e sul rapporto tra la cultura sociale del “fare” e la vecchia sinistra delle liti ideologiche nella convivenza di governo a Palazzo Marino.  Poi le domande dei cittadini. Quelle mandate prime per mail, quelle estemporanee dalla platea.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Febbraio 2012 15:33
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23

Gen

2012

Workshop sui Bilanci partecipativi (Palazzo Reale Milano, 25 gennaio 2012 h.14-18)
http://www.partecipami.it/calendar/event/1/426
Workshop sui Bilanci partecipativi
Quando
Il 25 Gennaio dalle 14:00 alle 18:00
Luogo
Sala Conferenze di Palazzo Reale
Indirizzo
Piazza del Duomo, 10-12, 20122 Milano, Italia
Il vento del cambiamento ha soffiato nel 2011 in molti Paesi: in Nord Africa, in vari Paesi Arabi, in Grecia, Spagna, negli Stati Uniti d'America e recentemente in Russia. Decine, centinaia di migliaia di persone, soprattutto giovani, sono scese in piazza, a volte a rischio della vita, per liberare i propri Paesi da regimi non democratici, per protestare contro il modo con cui i governi  affrontano la crisi economico-finanziaria globale, per pretendere di essere coinvolti in un cambiamento radicale di cui si avverte crescente il bisogno. In Italia, questo vento del cambiamento si è manifestato tanto in occasione delle elezioni   amministrative di maggio 2011 che dei referendum di giugno: in molti hanno deciso di tornare protagonisti e scommettere sul cambiamento della politica a partire dalle città.
Le tecnologie della comunicazione - cellulari  e email, Facebook e Twitter - forse non hanno innescato  la mobilitazione, l'auto-organizzazione e la partecipazione, ma di certo l'hanno favorita ed estesa in un modo che altrimenti non sarebbe stato possibile. Dove il cambiamento di governo c'è stato, si apre ora la sfida di dare seguito alle speranze di cambiamento e alla domanda di maggior coinvolgimento che viene dai cittadini, pur nel pesante scenario di crisi economica. La "nuova frontiera" della cittadinanza attiva e della partecipazione produttiva e informata deve sapersi articolare riconoscendo che esiste un continuum tra online e offline, tra ciò che accade in un spazio fisico e prosegue in rete, o viceversa: l'uno ha bisogno dell'altro. Gli spazi online devono essere progettati consapevolmente, ispirandosi ai processi partecipativi offline - e tra questi in modo particolare dalle esperienze di bilanci partecipativi - per imparare da questi cosa ostacola e cosa favorisce la partecipazione dei cittadini e l'impatto sulle scelte dell'amministrazione. Devono favorire l'osmosi con i social network, ma utilizzare strumenti software adatti a ospitare dialogo informato e produttivo, a favorire il confronto serrato ma corretto tra opinioni anche diverse, possibilmente a far maturare  consenso su opzioni sostenibili. Questi sono i temi che verranno affrontati nel terzo workshop della serie New Directions for Active Citizen Involvement in the Network Society” che mantiene la tradizione di affiancare un ricercatore senior a giovani ricercatori e viene organizzato con la collaborazione della Delegata del Sindaco di Milano al Progetto della Rete degli Sportelli Territoriali di Partecipazione Civica e dell’Associazione Centro Studi Democrazia partecipativa.
 
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19

Dic

2011

Coesione territoriale
Nota pubblicata da Stefano Rolando su Facebook  il giorno lunedì 19 dicembre 2011 alle ore 13.21
 

De Rita parla giustamente di "linguaggi elitari" nell'attuale fase di transizione politico-istituzionale. Ma ci sono poi anche i "linguaggi appropriati", cioè i linguaggi tecnici applicati a sforzi di negoziato e gestione di politiche pubbliche assolutamente necessarie per lo sviluppo.
Linguaggi essenziali e concreti, di cui c'era una grande bisogno. Segnalo - nella conferenza stampa del 15 dicembre - l'intervento del ministro Fabrizio Barca (con il presidente Monti e il presidente della Regione Basilicata De Filippo) al link http://www.radioradicale.it/scheda/342050

 

06

Dic

2011

Rapporto Censis. De Rita tocca il tema dei linguaggi non dialoganti
Nota pubblicata da Stefano Rolando su Facebook il giorno martedì 6 dicembre 2011 alle ore 15.11

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Presentazione a Milano del 45° Rapporto Censis, questa mattina alla Fondazione del Corriere della Sera. Sintesi estrema: la società italiana si è rivelata fragile, isolata, eterodiretta; ma al di là del primato degli organismi apicali del potere finanziario, il passo lento del nostro sviluppo segue una solida traccia: valore dell’economia reale, lunga durata, relazionalità e rappresentanza. De Rita, però,  ha messo al centro del ritorno all' economia reale un problema monumentale: quello della qualità del dibattito pubblico. Ha detto (indicando implicitamente le complicità  di politica, imprese e media): "Ogni piccola religione vuole avere il suo linguaggio e lo vuole imporre agli altri". Senza dialogo non c'è riscossa economica. Da anni provo a riqualificare così il tema della comunicazione pubblica. Non solo "sportelli e moduli" ma soprattutto accompagnamento dei processi di comprensione. Una nuova cultura sociale con istituzioni e imprese in avvicinamento. Si respirava, questa mattina, la preoccupazione che il governo di emergenza accentui anziché ridurre la crucialità di questo tema.
 
 

03

Dic

2011

Palazzo Reale, 3 dicembre 2011. Per discutere di come attuare gli esiti dei 5 referendum ambientali
Una giornata seria, riflessiva, propositiva per dare attuazione ai 5 referendum ambientali che i milanesi hanno trattato con esiti plebiscitari. Una visione della città, dell'economia e dei consumi energetici e urbani per il futuro. Attuazione compatibili con la stretta della crisi, con misure da ricercare responsabilmente nella ristrutturazione del PGT.
Il programma della giornata al link
http://www.milanosimuove.it/wordpress/attuare-i-5-referendum-per-cambiare-milano-a-che-punto-siamo.html

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Foto:
- Franco Morganti (qui con Marco Cappato e Edoardo Croci) non vede ancora chiaro nell'attuazione dei referendum e ha parlato con una benda nera sugli occhi.
- L'assessore Lucia De Cesaris ha discusso nel corso di tutto il pomeriggio, informando, prendendo impegni, dicendo dissensi. Come si fa quando si comincia a mettere un po' di democrazia partecipativa dalla condizione generica ai problemi concreti.
- "Un'altra società, un'altra economia quella dei navigli che intersecavano Milano generando un'identità di città d'acqua. Una storia da riscoprire, per arricchiore il patrimonio simbolico della città" (dall'intervento di Stefano Rolando)

L'integrale registrazione della giornata a Palazzo Reale in Radioradicale al link
http://www.radioradicale.it/scheda/341221/attuare-i-5-referendum-per-cambiare-milano-a-che-punto-siamo
Ultimo aggiornamento Domenica 04 Dicembre 2011 08:41
 

02

Dic

2011

Il Trattato di Lisbona, Annual Review 2011. Convegno a Roma

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2011/12/02/visualizza_new.html_10403421.html

ANSA > Europa > Altre news > Europa e media, informazione in cerca d'autore

Europa e media, informazione in cerca d'autore

ANSA - 02 dicembre, 19:11

ROMA - ''Europa questa sconosciuta'': sugli schermi tv e sulle pagine dei giornali italiani la comunicazione sui temi europei è viziata da interessi che non le fanno un buon servizio e che privilegiano la bagarre politica nazionale. La vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, non fa sconti al mondo dei media che presentano un Paese sull'orlo del baratro e lasciano al presidente americano Barack Obama il compito di ricordare la ''forza dell'Italia'', terza economia in Europa e ottava nel mondo.

Intervenendo alla giornata conclusiva del convegno su ''Il Trattato di Lisbona, Annual Review 2011'' organizzato dal Parlamento e dalla Commissione europei, dal Dipartimento delle politiche europee, dal Ministero degli Esteri e dall'Universita' Roma Tre, Angelilli assolve invece il mondo dei social network, ''piu' libero, piu' adeguato, piu' competente, piu' positivo''. Ma il problema della grande malata, l'informazione sull'Europa, resta. E se sulle ragioni c'e' qualche concordanza - un'Europa senza cuore, la crescita dei localismi - sulle soluzioni, e anche sui numeri, la confusione e' massima.

La fotografia fornita dall'Osservatorio di Pavia, che nell'ultimo triennio da' come dato medio di visibilita' dell'Europa nei telegiornali italiani uno striminzito 2,3%, non piace a Clara Albani, direttrice dell'Ufficio Informazione per l'Italia del Parlamento europeo, perche' le notizie campione inserite nel 'paniere' del rilevamento lasciano fuori una gran quantita' di temi comunque legati all'Europa. In realta', quindi, la percentuale sarebbe piu' alta. Di ''deficit di informazione e comunicazione'' sull'Ue parla anche Thierry Vissol, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, che constata il fallimento di Euronet, il network di radio in 19 lingue e il sito internet in 10 lingue, proprio per la barriera linguistica. Ora il tentativo e' quello di ''introdurre l'Europa negli spazi d'informazione nazionale con particolare attenzione ai media locali''.

Il direttore dell'ANSA, Luigi Contu, non ha invece nessun rimprovero da farsi, nonostante difficolta' e crisi. ''Siamo gli unici in Italia in grado di informare il resto del mondo, con un'attenzione prioritaria al Mediterraneo e all'America Latina, su cio' che accade nel nostro Paese e in Europa - precisa - e vogliamo continuare a svolgere questo ruolo di servizio al Paese anche se in questi anni abbiamo subito dai governi forti riduzioni, non sempre giustificate dai tagli''. Contu mette il dito nella piaga della crisi e fa il punto sulle eccellenze, ma anche sui problemi attuali dell'editoria e della prima agenzia italiana, ricordando l'impatto pesante dei tagli alle convenzioni subiti negli ultimi due anni.

L'ANSA ''non intende rinunciare al suo ruolo'', spiega aggiungendo che tra le ''priorita' assolute'' c'e' quella di ''mantenere le nostre forze in Europa''. E, a proposito della scarsità' di informazione su Bruxelles, denunciata nel corso del convegno, cita gli oltre 3.000 servizi ANSA che, solo nel 2011, contengono nel titolo la parola Europa ed i circa 25.000 che la contengono nel testo. Nonostante le difficoltà', sostiene il direttore dell'Ansa, l'agenzia e' riuscita a modificare completamente il suo approccio all'informazione, attraverso una scelta multimediale che non si ferma piu' agli addetti ai lavori ma arriva direttamente ai cittadini. E illustra il canale tematico sull'Europa del portale ansa.it che fornisce un'informazione costante sulle questioni comunitarie. In ogni caso, conclude, ''mi aspetterei che la politica e le istituzioni fossero più sensibili e disponibili a supportare il servizio che l'Ansa rende al sistema paese''.

Ma, a parte la confusione che giornali, radio e tv fanno sulle istituzioni europee, scambiando il Consiglio europeo con il consiglio d'Europa e finendo spesso, per non sbagliare, con l'attribuire tutto a una generica Ue, il vero problema e' ritrovare un ''cuore'' per l'Europa. ''Recuperare sentimenti'', come dice Stefano Rolando, dell'Universita' Iulm di Milano, e trovare una parola chiave per il terzo millennio che parli alla gente con la stessa forza ''della parola pace'' che, dopo i 50 milioni di morti della seconda guerra mondiale, la costruzione dell'Europa e' riuscita a garantire ai suoi cittadini.

 

01

Dic

2011

Serata al Circolo De Amicis per ricordare il processo del 1933 all'Elba a Sandro Pertini
Comunicato a cura della Fondazione Sandro Pertini, del Circolo De Amicis di Milano e del Circolo Sandro Pertini dell'isola d'Elba

Portoferraio 1933, processo a Sandro Pertini

Presentato al Circolo De Amicis a Milano il libro-dossier che racconta e documenta un frammento drammatico e simbolico della lotta per la libertà condotta durante il fascismo dal “recluso politico” Sandro Pertini, 45 anni dopo presidente della Repubblica italiana. Proposta al sindaco Pisapia di intitolare a Pertini il “luogo della memoria per tutte le libertà” a Milano.
Milano, 2 dicembre 2011 - Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano, Mario Artali (vicepresidente della Fiap), Stefano Rolando (professore universitario e membro della Fondazione Pertini) hanno animato, tra gli altri, la presentazione al Circolo De Amicis a Milano di un libro realizzato dal Circolo culturale Pertini dell'isola d'Elba e dedicato al processo del dicembre 1933 a Portoferraio. Processo che punì con ulteriori 9 mesi di carcere il “recluso politico” Sandro Pertini già carico di anni di detenzione che scontava al tempo nell'isola di Pianosa. Un processo per “oltraggio a pubblico ufficiale” che l'avvocato socialista subì all'Elba ma anche da lui, irriducibile antifascista, provocato per sfidare il regime addirittura da detenuto. Serata promossa dalla Fondazione Pertini con la collaborazione dell'Anpi, della Fiap, del De Amicis, con un pubblico folto e attento, presenti tra gli altri Umberto Voltolina (fratello di Carla, moglie di Pertini) e l'ex-segretario generale della Cgil Antonio Pizzinato. Stefano Bramanti e Romano Figaia, curatori del libro "Portoferraio 1933, processo a Sandro Pertini" (Editori Riuniti), hanno illustrato i documenti e le vicende salienti raccontate nel libro. Roberto Cenati (presidente Anpi provinciale) e Fiorella Imprenti (Fondazione Aniasi) hanno portato ulteriori contributi. Proposta, alla fine, al sindaco Giuliano Pisapia di intitolare a Sandro Pertini il “luogo  della memoria per tutte le libertà” a Milano.




 

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Dicembre 2011 22:54
 

29

Nov

2011

Visita del ministro Barca a Villa Nitti a Maratea
Nota della Fondaizone Nitti (Melfi 29 novembre 2011)

Visita informale e in forma privata del ministro Fabrizio Barca al cantiere di ripristino di Villa Nitti a Maratea, destinata a centro di alta formazione della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”
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Il Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca ha confermato l’impegno assunto prima della nomina nell’esecutivo “Francesco Saverio Nitti”, effettuando sabato 26 novembre un sopralluogo a Maratea per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di ripristino di Villa Nitti ad Acquafredda. In virtù dell’intesa tra la Regione Basilicata e la Fondazione “Francesco Saverio Nitti”, la villa che fu di Francesco Saverio Nitti è destinata ad ospitare il centro di alta formazione per manager dello sviluppo nel sistema territoriale meridionale. Il Ministro Barca ha svolto il sopralluogo in forma privata e nel quadro delle sue responsabilità scientifiche per l'avvio di questo importante progetto perseguito dalla Fondazione Nitti, dunque nell'ambito del Comitato Scientifico della Fondazione stessa, presieduto dal professor Giuseppe Galasso, di cui Fabrizio Barca è parte essenziale come ispiratore dei programmi di alta formazione.
Lo hanno accompagnato nel sopralluogo il presidente della Fondazione prof. Stefano Rolando, il direttore generale della Regione Basilicata Angelo Nardozza, il sindaco di Maratea Mario Di Trani, gli architetti della Fondazione e il gruppo dirigente della Soprintendenza regionale.
Il Ministro Barca non ha rilasciato dichiarazioni ma ha espresso compiacimento per lo stato di avanzamento dei lavori di ripristino che consentiranno di avviare l’1 marzo 2012 le prime qualificate attività formative messe in programma dalla Fondazione Nitti.
 

21

Nov

2011

Presentato oggi al Circolo della Stampa a Milano il primo Bilancio Sociale di CGIL Lombardia
Dibattito intenso e interessante questa mattina per presentare il primo bilancio sociale della CGIL (la Lombardia conta quasi un milione di iscritti sui 6 nazionali).
Sintonie tra rappresentanti di sindacato, imprese, sistema cooperativo, sistema bancario, università e piccole istituzioni nel territorio per ritrovare modalità di racconti veritieri della realtà. Segni di responsabilità per la situazione e per quel che ci attende.
Un dibattito da aprire anche ai media, non solo "sui media", che non sono soggetto estraneo e alla finestra.

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Novembre 2011 21:56
 

11

Nov

2011

25 anni del Club di Venezia. Comunicazione, istituzioni, democrazia, cittadini.
CLUB of VENICE
Plenary Session
Biblioteca Marciana, Venezia – 10-11 novembre 2011
25 anni del Club di Venezia.La comunicazione istituzionale servizio ai cittadini, rappresentazione delle democrazie, accompagnamento alla costruzione dell’Europa. Nelle condizioni di sviluppo e nelle condizioni di crisi
Lettera di Herman Van Rompuy per i 25 anni del CdV. 75 partecipanti (27 paesi e 7 istituzioni comunitarie), studiosi di università di vari paesi insieme agli operatori. In apertura Giorgio Orsoni, sindaco della città.
Vincenzo Le Voci (Consiglio UE) nominato segretario generale del Club. Tra i fattori di crisi: annunciata la chiusura e trasformazione dello storico COI-Central Office of Information britannico.
 
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E’ stata le lettera di Herman Van Rompuy – presidente del Consiglio europeo – a caratterizzare l’apertura dei lavori della venticinquesima sessione plenaria annuale del CdV nella magnifica cornice della cinquecentesca Sala della Biblioteca Marciana, affrescata da Tiziano, Tiepolo e Tintoretto, lettera indirizzata al presidente e fondatore del Club Stefano Rolando per felicitarsi del contributo dato alla costruzione dell’Europa dal sodalizio. “Felicitazioni per il lavoro svolto – scrive Van Rompuy – nella modalità di costruire una rete informale che si è rivelata giusta e visionaria, per misurare le sfide di un mestiere in evoluzione indispensabile per accompagnare e spiegare le politiche istituzionali”. Lettera portata all’assemblea plenaria a Venezia da Dirk De Bakr, portavoce  di Van Rompuj nello stesso giorno in cui il presidente del Consiglio UE arriva a Roma per alti incontri istituzionali dedicati alla crisi e ai rapporti tra Italia ed Europa. Nella sessione di apertura, dopo il saluto iniziale della Biblioteca Marciana portato dal direttore Maurizio Messina, l’intervento del sindaco della città Giorgio Orsoni: “Ho seguito il nascere e lo sviluppo del vostro progetto di rete inteso come un modo di racconto dell’Europa rispetto al quale la città di Venezia, nella sua sensibilità internazionale, vuole restare amica e partecipe”. E poi l’intervento dell’amb. Umberto Vattani, presidente della Venice International University, già segretario generale della Farnesina e presidente dell’ICE: “Il Club di Venezia dimostra l’importanza della diplomazia dell’informalità, che ha permesso di avvicinare tasselli di esperienze diverse in un mosaico comunitario oggi più leggibile”.Opening statement del presidente-fondatore Stefano Rolando – professore all’università Iulm di Milano, già direttore generale dell’informazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – per ricordare “le ragioni che a metà degli anni ’80 hanno indotto i rappresentanti professionali della comunicazione istituzionale nei governi a creare un tavolo di relazione sui temi della comunicazione pubblica e della rappresentazione del processo di costruzione dell’Europa. E con le ragioni anche i cambiamenti intervenuti nei 25 anni. Da 12 a 27 paesi, da 3 a 7 istituzioni comunitarie, da 30 a 75 partecipanti. E’ certamente cambiata la domanda sociale ed è cambiata la forma dell’interattività. Per questo la politica oggi deve essere più coraggiosa in questo campo e non preoccuparsi solo della pura visibilità”. Hans Brunmayr, già direttore generale del Consiglio UE e vicepresidente del CdV, ha poi illustrato il libro “25 years of public Communication in Europe”, una testimonianza corale sui molti temi di discussione di oltre 60 seminari e convegni promossi in questi anni. Il saluto ai partecipanti del ministro per le Politiche Comunitarie del governo italiano Anna Maria Bernini è stato portato all’apertura dei lavori da Anna Maria Villa, direttore generale per la cittadinanza europea e, nella seconda giornata, dal portavoce del ministro Alessandro Usai.
Laurent Tieule (direttore comunicazione Comitato Regioni UE) ha illustrato i risultati della recente seconda conferenza di Europcom che ha riunito a Bruxelles 600 operatori di comunicazione pubblica di tutta Europa.
Tre sessioni di lavoro hanno poi caratterizzato lo scambio di idee e di esperienze nella prima giornata. 
La prima dedicata agli sviluppi della comunicazione pubblica aperta al sociale e in particolare alle esperienze di volontariato, con introduzione di Ylva Tiveus della DG Com della Commissione europea. La seconda riguardante gli sviluppi della comunicazione nel web con particolare attenzione alle esperienze dei social media, coordinata da Niels Thogersen, con contributi del prof. Michel Sorice (Università Luiss, Roma) e con contributi di Bruno Denoyelle (Servizio Informazione del governo francese) e di Stephen Clark, capo della comunicazione web del Parlamento europeo. La terza sessione dedicata ai temi di “capacity building” con una serrata partecipazione di testimonianze introdotte dal coordinatore del CdV Mike Granatt, già direttore del Central Office of Information e dell’unità di comunicazione di crisi del governo inglese. La seconda giornata ha favorito il contributo della Rai (Italian tv media) dedicata alla comunicazione sulla cittadinanza europea per i giovani (intervento di Piero Gaffuri) e di qualificate relazioni di esponenti universitari e di soggetti interlocutori , tra cui il prof. Paulo Nassar (Università di San Paolo del Brasile) e la professoressa Anne Gregory (Leeds Metropolitan University). Nassar – anche direttore di Aberje, associazione dei professionisti della comunicazione – ha annunciato il progetto di un incontro euro-brasiliano sulla comunicazione pubblica nel 2012. Anne Gregory ha analizzato gli sviluppi della comunicazione pubblica in Gran Bretagna negli ultimi vent’anni, dando l’annuncio dell’imminente chiusura del COI-Central Office of Information per ragioni di spesa ma anche di diretto controllo sulla comunicazione da parte dei ministeri (argomento che ha sollevato perplessità e critiche dei partecipanti). Il presidente del Movimento Europeo Pier Virgilio Dastoli – già direttore della rappresentanza in Italia della Commissione UE – ha presentato il progetto di un forum euro-mediterraneo, in grado di valorizzare le relazioni con gli esponenti della comunicazione della “primavera araba”. Contributi su contesti specifici di sviluppo della comunicazione al servizio dei cittadini sono venuti da Hanna Brogen (Svezia), Zvonimir Frka-Petesic (Croazia), Daniel Stefanov (Bulgaria), Mateja Malnar-Stembal (Slovenia). Su proposta dello steering commmitee del CdV (presidente, vicepresidenti e coordinatore), Vincenzo Le Voci, funzionario della Direzione Comunicazione del Consiglio EU – attivo artefice dell’organizzazione del Club da anni – è stato nominato, con applauso dell’assemblea, segretario generale.

 
Ultimo aggiornamento Sabato 12 Novembre 2011 19:22
 

03

Nov

2011

Un evento per i dieci anni del Master MASPI venerdi 4 nov in IULM dalle 16 alle 18
Il Master MASPI IULM (Management della comunicazione sociale, politica e istituzionale)
compie 10 anni, con 250 diplomati e 150 docenti.
All’Università IULM il 4 novembre 2011 dalle 16 alle 18
 
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 Nel gennaio del 2002 prese il via all’Università IULM di Milano la prima edizione del master universitario di I° livello -  cioè di prima specializzazione post laurea triennale - dedicato alla comunicazione pubblica come contenitore disciplinare e professionale della comunicazione politica, della comunicazione sociale e della comunicazione delle istituzioni e della P.A.
Si trattava di un’esperienza pilota per lo stesso Ateneo, che cominciava con quella edizione la sua offerta di master destinata ad ampliarsi nel tempo. Fondatore del master, e da sempre direttore, è il professor Stefano Rolando.
Dopo dieci anni questa esperienza di successo ha diplomato 250 professionisti, l’80% dei quali ha trovato impiego in istituzioni, aziende, associazioni e agenzie entro il primo anno dal diploma; mobilitando una comunità di circa 150 docenti (metà accademici e metà professionisti). E dopo dieci anni essa viene ricordata e festeggiata in un evento in programma venerdì 4 novembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00 in aula Seminari presso l’ Università IULM di Milano.
Dieci anni consentono bilanci e riqualificano la strategie di un’offerta formativa – dice a riguardo il Rettore dell’Università IULM, professor Giovanni Puglisimettendo in evidenza l’importanza di un servizio formativo orientato verso un modo moderno di concepire la funzione pubblica, sia quando essa si esprime nelle professioni relazionali delle istituzioni, sia quando essa si esprime nel sistema sociale e dell’impresa che guarda a interessi generali e sociali. Formazione che risponde ad una domanda di qualità e di valore civile che l’Università IULM, nel corso degli anni, ha contribuito a cogliere a favore di tanti giovani provenienti da tutta Italia e spesso tornati, con una formazione arricchita, ai contesti di origine
Nel corso dell’evento del 4 novembre, a cui sono invitati tutti i diplomati e i docenti di questi dieci anni (che saranno ripercorsi da un’introduzione dello stesso prof. Stefano Rolando sui cambiamenti della materia e del settore), interverrà come ospite il neo-assessore alle Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale e Commercio del Comune di Milano, Franco D’Alfonso, sul tema “Comunicare per attrarre”, inteso come un punto di equilibrio e di pubblica utilità tra dimensione istituzionale e dimensione economica.
Nel corso dell’evento sarà lanciato il premio “Comunicazione pubblica oltre all’ovvio” che avrà come base votante annuale la comunità dei diplomati del MASPI nel corso di tutte le edizioni.
“Si tratta, in effetti, di una comunità – dice Stefano Rolandolegata da amicizia e rapporti di lavoro, che ha partecipato ad eventi pubblici importanti e ad esperienze internazionali (da Bruxelles a Washington), che ha partecipato a produrre materiali critici e che, soprattutto, ha imparato a distinguere la rappresentazione seria della realtà rispetto alla propaganda”.

Per informazioni:
Coordinamento Master MASPI Tel: 02/89.141.2806
Valeria Rizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – www.maspi.iulm.it

 

Ufficio Stampa Università IULM
Cantiere di Comunicazione
Francesco Pieri
Tel. 02.87383180 – 348.5591423 – 347.9648650
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Novembre 2011 09:55
 

02

Nov

2011

Oggi al Collegio di Milano il via al modulo “Comunicazione” del nuovo Master Milano per lo Stato
 
Milano,3 novembre 2011 -  E’ stato avviato da pochi giorni il master Milano per lo Stato che il sistema delle università milanesi concorrono a realizzare su stimolo del Collegio di Milano – organismo presieduto da Giancarlo Lombardi – con l’elemento di novità di radicare  a Milano la formazione di futuri manager del vertice dello Stato, quindi a Roma.
Apro alle ore 14 il modulo – affidato allo IULM - dedicato alle funzioni comunicative e relazionali.
I colleghi della Cattolica lo stanno facendo nel campo del diritto, quelli della Bocconi nel campo dell’economia, quelli della Statale nel campo delle Politiche pubbliche, quelli del Politecnico nel campo delle tecnologie, eccetera.
La fasatura metodologica è stata fatta con serietà nel corso di riunioni basate sul confronto.
Il momento storico che stiamo vivendo ci mette nella condizione di forzare per un orientamento formativo critico e non propagandistico.
Proprio la crisi di fiducia in corso nei confronti delle istituzioni sprona responsabilità e sguardo rigoroso verso i problemi reali della crisi complessiva in atto e dei problemi – in larga parte affidati a soluzioni di medio e lungo periodo – di come ricomporre una adeguata classe dirigente.
Segnalo l’evento con moderato ottimismo. Comunque come un segnale di cooperazione inter-universitaria a Milano che ha di per sé il suo senso.
Stefano Rolando
 
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