Smart City Group, riconversione ‘green’ per Termini Imerese

Pambianco Design intervista Stefano Rolando

10 Novembre 2020 Di Redazione

Si chiama Smart City Group ed è un consorzio di imprese provenienti da tutta Italia pronto a riconvertire l’area ex Fiat di Termini Imerese (Palermo) in un sito di economia circolare, sostenibile e ad alta innovazione tecnologica, con investimenti per 200 milioni di euro. Alla guida nel ruolo di coordinatore scientifico, Giancarlo Longhi, presidente del Cda e membro del Comitato Tecnico Scientifico di Smart City Group, presidente onorario di Coripet, nonché ex DG di Conai e il presidente del Comitato Tecnico Scientifico, professor Stefano Rolando, vice presidente di Smart City Group, direttore scientifico dell’Osservatorio sulla comunicazione pubblica, il public branding e la trasformazione digitale nell’ambito del Dipartimento di Business, Diritto, Economia e Consumi dell’Università Iulm.  Il progetto, denominato ‘S.U.D., Smart Utility District‘, che si sviluppa su 42 ettari ed è in attesa di approvazione finale dal Ministero dello Sviluppo Economico, porterà nella zona le energie di oltre venti imprese ‘green’ attive in settori diversi, dalle energie rinnovabili al riciclo dei materiali, dalla mobilità sostenibile all’uso dell’intelligenza artificiale a servizio del cittadino. Il fine è quello di generare un comprensorio industriale di eccellenza, con alti standard energetico-ambientali e di sostenibilità, suddiviso in quadranti operativi al fine di generare attività e nuova occupazione nel territorio.

L’idea alla base della proposta di rigenerazione in ottica di economia circolare – spiega Stefano Rolando a Pambianco Design – è nata dall’incontro e dalla discussione con operatori che si occupano di servizi pubblici di energia e si fonda su due punti chiave: il patto ambientale e l’innovazione tecnologica. Due valori che sposano la visione dell’Unione Europea che con il Recovery Fund intende investire proprio in questo tipo di progetti”.

Il nostro obiettivo era coinvolgere le pmi leader nei loro campi e unirle per renderle un grande modello di economia circolare – prosegue Rolando -. L’insieme di aziende necessitava, però, di servizi consortili per abbattere costi, di un’infrastruttura comune per abbattere la dimensione gestionale e di un’infrastruttura logistica per favorire il movimento, per esempio attraverso la via del mare”.

Il consorzio è ancora aperto a nuove partnership: “sono state numerose – dichiara Rolando – le dimostrazioni di interesse da parte di diverse tipologie di aziende dopo la presentazione del progetto che ha anche una rilevanza occupazionale e comprende un piano di formazione e riqualificazione professionale”.

S.U.D. è un progetto che parte dall’utilizzo delle tecnologie più avanzate disponibili sul mercato per riqualificare l’area ex Fiat portandola ad essere un ecosistema industriale all’avanguardia, nodo nevralgico di eccellenza nei settori dell’ambiente e dell’energia. Le imprese consorziate del distretto saranno soggette attive nell’organizzazione delle attività di loro competenza, ma opereranno in stretta collaborazione con il mondo della ricerca, dell’innovazione e dell’università. Sono, infatti, coinvolti 18 atenei che effettuano ricerca applicata organizzati nel consorzio Nitel (Consorzio Nazionale Interuniversitario per i Trasporti e la Logistica) che vede come presidente il professor Fabio Massimo Frattale Mascioli, ordinario di Ingegneria all’Università Tor Vergata di Roma.

Sul fronte istituzionale, il consorzio attende ora il parere di Invitalia, agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico, per la definizione delle prossime tappe del percorso, che ha visto un accoglimento favorevole delle autonomie locali e dei sindacati, pur in attesa di uno sviluppo operativo. La parola chiave ora è ‘celerità burocratica’ per poter far partire in concreto il progetto già dalla prossima primavera.

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