Universita’ IULM – Attivato un corso vincolante di “Comunicazione pubblica” in lingua inglese

Una vera e importante novità

Sono molto lieto di dare, attraverso il mio blog, sulle pagine di Rivista italiana di comunicazione pubblica, la notizia della attivazione, nell’ambito del corso di laurea triennale in Comunicazione di impresa e relazioni pubbliche interamente in lingua inglese, presso l’Università IULM di Milano, dell’insegnamento vincolato al terzo anno, tenuto dagli amici e colleghi Daniele Comboni e Michele Bergonzi dedicato alla Comunicazione pubblica.

Il corso e in svolgimento nel quadro del primo semestre didattico.

Ringrazio Alessandra Mazzei coordinatrice del corso di laurea in RP e comunicazione di impresa per avere accolto – insieme al rettore prof. Gianni Canova e al Preside di Facoltà prof. Luca Barbarito – la proposta e di avere così configurato una vera importante novità nel consolidamento della disciplina nell’ordinamento universitario italiano.

Stefano Rolando

Communication management in Public sector
Nuovo corso IULM sulla comunicazione pubblica, in lingua inglese
(Daniele Comboni-Michele Bergonzi)

Daniele Comboni

Con l’anno accademico 2021-22 è iniziato a fine settembre 2021, presso l’università IULM di Milano, il primo corso di Comunicazione pubblica per la laurea triennale in lingua inglese in Comunicazione d’impresa e relazioni pubbliche (percorso iniziato nell’a.a. 2019-20 e giunto quest’anno al suo terzo e ultimo anno accademico). Il corso, col nome di Communication management in Public sector (workshop) ha la forma di laboratorio è tenuto da Daniele Comboni e Michele Bergonzi, impegnati da molti anni nella didattica della comunicazione pubblica in IULM, con il coordinamento del professor Stefano Rolando. Esame obbligatorio del terzo anno, il corso (workshop) si propone di introdurre gli studenti a un argomento spesso non considerato, benché essenziale, nella formazione di un laureato in comunicazione, solitamente molto centrata sull’impresa. Sono previste 48 ore di didattica frontale (con assegnazione di 6 crediti – CFU) comprensive di molti laboratori ed esercitazioni (individuali o in gruppo) e di testimonianze, a supporto della natura di workshop che l’università e i docenti gli hanno voluto conferire. Si tratta di uno dei primi corsi di comunicazione pubblica in lingua inglese tenuti in una università italiana, a riprova dell’attenzione riposta da IULM sulle frontiere più avanzate della comunicazione. La natura internazionale sia del corso, sia dell’aula (oltre 100 studenti frequentanti, di cui circa il 40% internazionali) ha indotto i docenti a trattare l’argomento in chiave volutamente non italiana: “Il Manuale, gli esempi, le testimonianze sono infatti di natura rigorosamente internazionale e abbracciano in primis lo scenario europeo, ma non solo – ha dichiarato Daniele Comboni, titolare del corso. “Argomenti quali Climate changeAfghanistan, Rifugiati, elezioni in Paesi europei, ruolo dei media (e dei social media) internazionali sono infatti centrali per il nuovo corso IULM”.La chiave di lettura e di analisi è la relazione tra settore pubblico e tutti i suoi stakeholders: certo, i cittadini in primo luogo, come destinatari dei servizi e co-agenti della governance della comunità, ma anche le imprese, le ONG, le altre istituzioni, i media (mainstream e social) e gli stessi target interni alla comunicazione pubblica (civil servants), tutti inseriti in un modello di relazione comunicativa che vede il settore pubblico come fonte primaria di comunicazione e la dialettica comunicativa, che viene in tal modo a crearsi, come oggetto fondamentale dell’analisi, nell’intreccio tra tematiche istituzionali, politiche e sociali che la comunicazione pubblica assume in questo scenario. Non secondario il tema della trasformazione digitale che sta attraversando il nostro ambiente mediale e di come questa influisca sulla comunicazione del settore pubblico: processi, scenario critico e sfide aperte costituiscono infatti il tema di un modulo specifico e centrale svolto da Michele Bergonzi.“In questo laboratorio analizzeremo con un approccio sperimentale i trend emergenti che possiamo rilevare dall’osservazione del nostro ambiente mediatico, dal suo mix di linguaggi, di tecniche e di comunicazioni – ha dichiarato Bergonzi. “Ragioneremo su quali effetti generino i nuovi media sul nostro modo di comprendere noi stessi, il mondo, di condizionare e dare forma alle nostre relazioni, e alle relazioni tra cittadini e istituzioni pubbliche.Il celebre “aforisma” di Marshall McLuhan – il mezzo è il messaggio – può ancora guidarci a porci delle domande circa l’effetto e l’impatto che i nuovi ambienti mediali hanno sulla nostra cultura, sul modo di comunicare e di relazionarci come società.Vogliamo concentrare la nostra analisi soprattutto nel campo della comunicazione pubblica, analizzando come stanno evolvendo i linguaggi, i processi e le relazioni tra istituzioni e cittadini, per capire quali siano le dinamiche emergenti, tra emancipazione e difesa dei diritti e controllo, tra l’opportunità di nuove connessioni e i rischi di isolamento, se ci sia bisogno e spazio per l’etica nel design dei nuovi algoritmi di Intelligenza Artificiale.Lavoreremo anche sul piano dell’agenda digitale, cioè la strategia di trasformazione digitale dell’UE, rifletteremo sulla e-democracy cioè la digitalizzazione delle forme di esercizio della democrazia, sull’e-government cioè la digitalizzazione dei servizi pubblici, e sui temi della datification e degli open data.” Il corso abbraccia infine il tema della Public diplomacy, basandosi principalmente sulla nozione che Simon Anholt ha voluto darle. Il testo di Anholt si accompagna infatti al Manuale: per il primo corso in lingua inglese è stato scelto come manuale il libro di Maria-José Canel e di Vilma Luhoma-aho Public Sector Communication, pubblicato da Wiley nel 2019, insieme al notissimo testo di Simon Anholt (Competitive Identity, Palgrave Macmillan, UK, 2007).Finalità ultima della didattica è enfatizzare e fare emergere il ruolo del dialogo come elemento centrale della comunicazione pubblica, motore di partecipazione e di engagement, oltre che facilitatore di reputazione, in uno scenario che vede il settore pubblico ovunque sotto attacco, per le aspettative crescenti, spesso ingovernabili (e talora, purtroppo, disattese) dei cittadini. La comunicazione, intesa in senso strategico e finalmente capace di abbracciare e utilizzare tutti gli strumenti di cui dispone, costituisce il motore centrale per accrescere la qualità percepita del servizio e la partecipazione attiva degli stakeholder, con l’obiettivo ultimo del miglioramento del sistema pubblico in senso valoriale e operazionale. Milano, Novembre 2021.


Communication management in the Public sector
New IULM course on Public Communication
(Daniele Comboni-Michele Bergonzi)

Michele Bergonzi


In academic year 2021-22, at the end of September 2021, the Public sector communication course for the Bachelor’s Degree in Corporate Communication and Public Relations has begun for the first time at the IULM University of Milan (a journey started in academic year 2019-20 has now reached its third and final academic year). The course, titled Communication management in Public sector (workshop), basically consists of a workshop held by Daniele Comboni and Michele Bergonzi, who have been involved for many years in teaching public sector communication at IULM, with the coordination of Professor Stefano Rolando. The course (workshop), compulsory for the third-year students, aims to introduce students to a topic that is often not considered, albeit essential, in the educational background of a graduate in Communication, which is usually very centered on Corporate Communication. The course consists of 48 hours of frontal teaching (with assignment of 6 credits – CFU) and includes several workshops, exercises (individual or in a group) and testimonials, in support of the workshop-shape that university and teachers wanted to confer to the course. This is one of the first Public sector communication courses in English held at an Italian university, a real proof of the attention paid by IULM to the most advanced frontiers of communication. The international nature of both the course and the students (over 100 attending students, about 40% of them international) led the teachers to approach the topic in a deliberately non-Italian way: “The textbook, the examples, the testimonies are of a strictly international nature and primarily embrace the European scenario, but not only – stated Daniele Comboni, responsible of the course. “Topics such as Climate change, Afghanistan, Refugees, elections in European countries, the role of international media (and social media) are central to our new IULM course”.The key to interpretation and analysis is the relationship between the public sector and all its stakeholders: citizens of course, as recipients of services and co-agents of community governance, but also businesses, NGOs, other institutions, media (either mainstream and social) and even internal targets within public sector (civil servants, employees), all included in a model of communicative relationship that involves the public sector as the primary source of communication and the communicative dialogues, which is thus to be created, as a fundamental object of the analysis, in the intertwining of institutional, political and social issues that public sector communication takes on in this scenario. The theme of the digital transformation that our media environment is experiencing is not to be ignored, as well as the way it affects the public sector communication: processes, critical scenario and open challenges are in fact the theme of a specific and central module held by Michele Bergonzi.”In this workshop we will analyze with an experimental approach the emerging trends we can detect from the observation of our media environment, its mix of languages, techniques and communications. We will cover what effects new media generate on our way of understanding ourselves, the world, and conditioning both our relationships, and the relationships between citizens and public institutions.Marshall McLuhan’s famous principle – the medium is the message – can still guide us to ask ourselves questions about the effect and impact that new media environments have on our culture, on the way we communicate and relate as a society.We want to focus our analysis in the field of public sector communication, by analyzing how languages, processes and relations between institutions and citizens are evolving, in order to understand what the emerging dynamics are – the emancipation and defense of rights and control, the opportunity of new connections and the risks of isolation and, eventually, if there is need and space for ethics in the design of the new Artificial Intelligence algorithms.We will also work on the plan of the digital agenda (i.e. the EU’s digital transformation strategy), we will reflect on e-democracy (i.e. the digitization of the democracy’s practice), on e-government (i.e. the digitization of public services), and on the issues of ‘datification’ and open data.” Eventually, the course debates the theme of Public diplomacy, based mainly on the notion that Simon Anholt gave to it. Anholt’s text comes with the textbook: for the first course in English we chose the textbook by Maria-José Canel and Vilma Luhoma-aho Public Sector Communication, published by Wiley in 2019, together with the well-known text by Simon Anholt. (Competitive Identity, Palgrave Macmillan, UK, 2007).The ultimate goal of the course is to emphasize and bring out the role of dialogue as a central element of public communication, an engine of participation and engagement, as well as a reputation facilitator, in a scenario that sees the public sector under attack, due to citizens’ growing expectations, which are often ungovernable (and sometimes, unfortunately, disregarded). Communication, conceived in a strategic sense and finally able to embrace and use all the tools at its disposal, constitutes the central engine for increasing the perceived quality of the public service and the active participation of stakeholders, with the ultimate goal of improving the public system in sense of values and operations. Milan, November 2021

1 thought on “Universita’ IULM – Attivato un corso vincolante di “Comunicazione pubblica” in lingua inglese”

  1. Grazie a Stefano Rolando, ad Alessandra Mazzei, a Luca Barbarito e a Gianni Canova per averci offerto questa straordinaria opportunità.
    Grazie anche a Michele Bergonzi, che mi aiuta nello svolgimento del corso.
    Ad maiora!
    Daniele Comboni

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