Congedi – Sergio Lepri (24.9.1919 – 20.1.2022)

20-1-2022 – Sergio Lepri, nato a Firenze il 24 settembre del 1919, è scomparso oggi a Roma, alla straordinaria età di 102 anni.

Storico direttore dell’Ansa, in cui entrò nel 1960 diventandone condirettore nel 1961 e direttore nel 1962, lasciando poi l’agenzia nel 1990. Fece la Resistenza, prima nel Partito d’Azione poi nel Partito Liberale (militando nella Sinistra Liberale), redigendo il giornale clandestino L’Opinione.

Fu poi parte della redazione della Nazione del Popolo organo del Comitato toscano di liberazione. E redattore capo del Giornale del Mattino con la direzione di Ettore Bernabei negli anni ‘50. E fu capo del servizio stampa di Amintore Fanfani a Palazzo Chigi nel periodo 1958-1959. Dal 1988 al 2004 Sergio Lepri è stato docente alla Luiss in cui ha insegnato Linguaggio dell’informazione e tecniche di scrittura nella Scuola superiore di giornalismo della Facoltà di scienze politiche. Molte i libri scritti dagli anni ’70 in poi dedicati in larga parte al giornalismo, alla storia, alla tecnica dell’informazione, all’etica professionale.

Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica con alte onorificenze anche della Francia e dell’Argentina.

Laureato a Firenze in filosofia con una tesi sull’estetica di Benedetto Croce.

Per cinque anni (dal 1985 al 1990), ci siamo frequentati assiduamente, sia per le convenzioni che connettano una molteplicità di iniziative tra la Presidenza del Consiglio e l’Ansa sia per la Scuola di giornalismo della Luiss a cui anch’io davo insegnamenti dal 1986.

Dopo di che è rimasta stima, cordialità, amicizia e frequentazione dello stesso quartiere a Roma, in cui abbiamo condiviso edicola, caffè e molti commenti sullo scorrere del tempo e degli eventi.

Non molto tempo fa l’ultima occasione di una passeggiata per tutto il corso di viale Romania a parlare – nell’ordine – dell’Italia, della lingua italiana, della responsabilità civile dei giornalisti, senza indulgere nelle nostalgie. Un uomo sorridente, sereno, fermo, rispettato. E anche un archivio vivente di memoria italiana.  

Lo ricordo con tre brevi brani.

  • L’annuncio della Fondazione Murialdi di oggi che lo ricorda come un maestro di giornalismo per tante generazioni di professionisti.
  • Una rievocazione di Pertini (del 2013) in cui lo ho ricordato per una comune esperienza, che è tornata tante volte nelle nostre conversazioni.
  • Un’iniziativa del 1995, svolta insieme a figure rilevanti a proposito di una delle sue tante efficaci e chiare opere di scrittura.

La Fondazione sul giornalismo Paolo Murialdi

Roma 20.1.2022 – La Fondazione Murialdi si unisce al cordoglio unanime per la scomparsa di Sergio Lepri, un maestro che ha saputo insegnare a centinaia di colleghi le regole fondamentali del buon giornalismo. Affacciatosi alla professione a Firenze nei mesi della resistenza al nazifascismo e della liberazione della città e artefice delle prime iniziative locali per il ritorno alla libertà di stampa, Sergio Lepri è stato per alcuni decenni alla guida della maggiore agenzia di informazione italiana, assicurandole una indiscutibile crescita di prestigio e di autorevolezza. Con Sergio Lepri la Fondazione Murialdi ha voluto iniziare un progetto di oral history. Al compimento dei suoi 100 anni di età è stata filmata una lunga intervista sul suo percorso professionale, dalle prime esperienze fiorentine alla direzione dell’Ansa, che la Fondazione diffonderà nei prossimi giorni. Da quella lunga intervista è stato tratto un volume, in corso di pubblicazione nella collana “Giornalisti nella storia” edito sempre dalla Fondazione.

Un brano tratto da un rievocazione del presidente Sandro Pertini

(Pontedera, 24 aprile 2013) https://stefanorolando.it/?p=3172

Parigi, viaggio di Stato su invito del presidente François Mitterrand. Grandi onori per l’ospite socialista, esule in Francia, antifascista. Ma Pertini accetta anche l’invito con pari e parallelo protocollo del sindaco di Parigi, Jacques Chirac. E quando arriva all’Hotel de Ville è Chirac ad aprire la porta dell’auto e a concedere il braccio all’anziano presidente italiano. Anche qui rara usanza. Arrivati nella hall il grande cerimoniere comincia un lungo discorso. “Monsieur le President, on est très heureux de Vous recevoir ici dans le temple de la Révolution française…”. Va avanti e Pertini si stufa. E va verso i regali. Il Quirinale aveva pensato a una grande stampa del palazzo del ‘700 in una bella cornice con vista di sguincio sulla Dataria. L’Hotel de Ville aveva puntato su una piccola coppetta bianca di antico Baccarat. A Pertini piacevano i quadri e tira dritto sulla grande cornice. “Merci pour cette belle gravure, parce que j’adore les gravures…”. A Chirac non restò che prendersi la sua stessa coppetta di Baccarat e ringraziare molto per quello splendido regalo. Sergio Lepri, direttore dell’Ansa, accanto a me e a un metro da Pertini disse: “Sono un giornalista ma anche un fedele suddito. Non la racconterò”. La racconto io adesso.

Comunicazione: Come parlar chiaro? Un dibattito a Roma

Roma 3 luglio 1995. – (Adnkronos) – La chiarezza è uno degli elementi principali per giudicare un giornalista. Una prosa fluida, trasparente, capace di spiegare con eguale precisione ed efficacia al lattaio e al docente universitario e’ il traguardo che si pone chi fa del giornalismo la sua professione. Non tutti ci riescono. La fretta, la mancanza di concentrazione, la necessità (spesso) di dover spiegare ciò che non si è capito generano articoli imprecisi, titoli contraddittori, periodi oscuri. Poco male. E’ il lettore a scegliere, a valutare, a passare oltre o a cambiare giornale. Ma se a usare un linguaggio difficile e’ lo Stato. Cosa succede? Nessuno può scegliere di non leggere, di non capire, di non adeguarsi. Occorre ”ottemperare alle norme di legge e alle disposizioni della p.a.”. Dove quelle due lettere puntate-chiare solo agli addetti ai lavori -rappresentano la chiave alla Pubblica Amministrazione, che spesso dimentica il motivo per cui e’ nata: servire i cittadini, aiutarli a vivere meglio, proteggerli, risolvere i loro problemi. E’ da queste considerazioni che e’ nata l’idea di presentare il Dizionario della comunicazione- di Sergio Lepri non parlando del libro, ma della comunicazione che viene definita ”istituzione”, insomma del modo in cui lo Stato parla con i cittadini. Interverranno Sergio Lepri (per oltre trent’anni direttore dell’Ansa), il linguista Tullio De Mauro, il sociologo Giuseppe De Rita, il politologo Giuliano Urbani e Stefano Rolando responsabile del Dipartimento informazione e editoria della Presidenza del Consiglio. Moderatore Vanni Paoletti, editore del volume e del celebre Dizionario della lingua italiana, il Devoto-Oli. L’appuntamento è, in una sede istituzionale, per domani alle 18 presso l’Ordine nazionale dei Giornalisti, Lungotevere de’ Cenci, 8 a Roma.

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